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		<title><![CDATA[Blog & News]]></title>
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		<description><![CDATA[]]></description>
		<language>IT</language>
		<lastBuildDate>Tue, 21 Apr 2026 09:00:00 +0200</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[Il Foiling]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000048">Buongiorno a tutti cari bloggers e velisti. <div><br></div><div>In occasione del sessantesimo articolo del nostro Blog Velico, nato nel 2022, desideriamo affidare la penna e la scrittura al nostro presidente Marco Ferranti per informare, spiegare e analizzare il mondo fantastico, dinamico e affascinante della rivoluzione nella Vela moderna e cioè il <b>FOILING</b>.</div><div><br><div>Foil, contrazione di hydrofoil, idroali in italiano, sono delle superfici laminari immerse in un fluido che consentono, con l'aumento della velocità, di creare una spinta verso l'alto in un'imbarcazione, contrastando la gravità e permettendo il sollevamento dello scafo dall'acqua. Ciò riduce la resistenza che il fluido oppone all'avanzare dell'imbarcazione stessa e ne aumenta ulteriormente la velocità. Sono simili nell'aspetto e nello scopo ai profili alari usati dagli aeroplani. </div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/60.jpg"  width="500" height="324" /></div><div><span class="fs14lh1-5">La vela moderna sta vivendo una trasformazione profonda, spinta dall’innovazione tecnologica e da una continua ricerca della velocità. Negli ultimi anni, il termine “foiling” è diventato sinonimo di rivoluzione: barche che letteralmente si sollevano sull’acqua, riducendo l’attrito e raggiungendo prestazioni impensabili fino a poco tempo fa. Questo cambiamento non riguarda solo l’élite delle competizioni internazionali, ma sta influenzando l’intero mondo della nautica, dalla progettazione alla formazione degli atleti.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div>Il principio del foiling si basa sull’utilizzo di appendici immerse, chiamate foil appunto, che funzionano come ali subacquee. Quando l’imbarcazione accelera, questi profili generano una portanza idrodinamica capace di sollevare lo scafo sopra la superficie dell’acqua. Il risultato è una drastica riduzione della resistenza e un aumento esponenziale della velocità. Se un tempo il limite era imposto principalmente dall’attrito dello scafo sull’acqua, oggi la sfida è trovare l’equilibrio perfetto tra stabilità, controllo e potenza.</div><div><br></div><div>Un simbolo di questa evoluzione è l’America's Cup, la più antica competizione sportiva internazionale ancora esistente. Nelle ultime edizioni, i tradizionali monoscafi dislocanti hanno lasciato spazio a bolidi volanti, capaci di superare i 55 nodi, circa 100 km/h. I team coinvolti investono milioni in ricerca e sviluppo, integrando materiali compositi avanzati, simulazioni aerodinamiche e sistemi di controllo sofisticati. Le barche della classe AC75, per esempio, sono progettate per “volare” stabilmente anche con venti moderati, grazie a foil mobili e timoni dotati di piani portanti.</div><div><br></div><div>Un altro protagonista della rivoluzione è il circuito SailGP, nato con l’obiettivo di rendere la vela più spettacolare e accessibile al grande pubblico. Le regate si svolgono in scenari iconici, vicino alle coste delle grandi città, con catamarani F50 capaci di accelerazioni impressionanti. Qui il foiling non è solo una questione tecnica, ma diventa parte integrante dello show: partenze fulminee, incroci ravvicinati e velocità da record trasformano ogni prova in un evento mediatico globale.</div><div><br></div><div>Anche le Olimpiadi hanno abbracciato questa evoluzione. La classe iQFoil, introdotta ai Giochi di Tokyo 2020, ha sostituito le tradizionali tavole da windsurf, portando il foiling nel cuore della competizione olimpica. Gli atleti non solo devono padroneggiare vento e strategia, ma anche gestire l’equilibrio su una tavola che vola sopra l’acqua. Questo richiede preparazione fisica, riflessi pronti e una profonda comprensione della dinamica del mezzo.</div><div><br></div><div>La diffusione del foiling non si limita alle grandi competizioni. Derive come il Waszp, il D one, lo Switch, il Moth, e catamarani NACRA 15 e 17, Persico 69F leggeri di nuova generazione,</div><div>permettono anche ai velisti amatoriali di sperimentare il volo. Tuttavia, la curva di apprendimento è ripida: il controllo dell’assetto, la gestione delle raffiche e la lettura delle onde diventano ancora più cruciali. La sicurezza è un altro aspetto fondamentale, poiché le velocità elevate aumentano i rischi in caso di errore. Caschetto e bombolette di ossigeno sono essenziali.</div><div><br></div><div>Dal punto di vista progettuale, la vela moderna è sempre più interdisciplinare. Ingegneri aerospaziali, esperti di fluidodinamica e data analysts lavorano fianco a fianco con velisti e velai professionisti. I dati raccolti in tempo reale durante le regate vengono analizzati per ottimizzare traiettorie, regolazioni e strategie. Sensori e sistemi elettronici forniscono informazioni continue sull’angolo dei foil, sulla pressione del vento e sulle sollecitazioni strutturali.</div><div><br></div><div>Nonostante l’entusiasmo per la velocità, resta centrale il rapporto con l’ambiente. La vela, per sua natura, utilizza una fonte di energia rinnovabile: il vento. Il foiling, riducendo l’attrito e aumentando l’efficienza, rappresenta in un certo senso un ulteriore passo verso un uso più intelligente delle risorse naturali. Allo stesso tempo, l’industria nautica è chiamata a riflettere sull’impatto dei materiali compositi e sui processi produttivi.</div><div><br></div><div>In definitiva, la vela moderna e il foiling non sono soltanto una moda tecnologica, ma l’espressione di una nuova filosofia: superare i limiti tradizionali, fondendo sport, scienza e spettacolo. Il mare rimane lo stesso, ma il modo di attraversarlo è cambiato radicalmente. E mentre le barche continuano a sollevarsi sull’acqua, cresce la sensazione che il futuro della vela sia appena decollato.</div><div><br></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Resilienza parte 3]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000047">Salve cari bloggers e velisti, in occasione del 59esimo articolo del nostro Blog, continuiamo a scrivere della Resilienza.<div>Il mare dell’Argentario non è mai uguale a se stesso. Cambia colore, umore, intensità. Può essere accogliente e calmo, oppure duro e impegnativo. È proprio questa sua natura mutevole a renderlo un maestro severo ma giusto. </div><div><br></div><div>Chi partecipa a un campo scuola o a un campo stanziale velico impara presto che non tutto può essere controllato: il vento può girare all’improvviso, un’onda può sorprendere, una manovra può non riuscire al primo tentativo. È in questi momenti che nasce la resilienza, quella capacità di adattarsi, di non arrendersi e di trovare un nuovo equilibrio.</div><div><br></div><div><img class="image-1 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/1000510129.jpg"  width="500" height="333" />Lo staff della Scuola Vela Argentario ASD, incarna perfettamente questo spirito. Il nostro approccio all’insegnamento va oltre la semplice tecnica velica. Certo, si insegna a virare, a regolare le vele, a leggere il vento e a rispettare le regole di sicurezza. Ma soprattutto si insegna ad ascoltare il mare e se stessi. Durante un campo stanziale velico, accompagnIamo bambini, ragazzi e adulti, principianti o esperti, in un percorso che è allo stesso tempo sportivo e umano, dove ogni errore diventa una lezione e ogni difficoltà un’opportunità di crescita.</div><div><br></div><div>La scuola vela non è solo un luogo di apprendimento sportivo, ma uno spazio educativo a tutto tondo. Nei campi scuola organizzati all’Argentario, la vita di gruppo, il contatto costante con la natura e la condivisione delle esperienze creano un contesto ideale per sviluppare autonomia e fiducia. Tutti noi crediamo molto in questo aspetto: per noi la barca è una piccola comunità galleggiante, dove ognuno ha un ruolo e dove la collaborazione è fondamentale. Se qualcuno sbaglia, non viene giudicato, ma sostenuto. È così che la resilienza diventa concreta, vissuta, quotidiana.<div><br></div><div>Il territorio dell’Argentario, con le sue acque limpide e i suoi panorami unici, amplifica questa esperienza. La Toscana offre uno scenario ideale per la vela: venti costanti, fondali sicuri e una tradizione marinara profonda. In questo contesto, la Scuola Vela Argentario ASD rappresenta un punto di riferimento per chi cerca un campo scuola che unisca qualità tecnica e attenzione alla persona. Lo Staff, con la sua passione e la sua sensibilità, riesce a trasmettere il rispetto per il mare e l’importanza di non temere le difficoltà.</div><div><br></div><div>La resilienza che si impara in barca non resta confinata tra le onde. Chi partecipa a un campo scuola o a un campo stanziale velico porta con sé un bagaglio prezioso anche a terra: la capacità di affrontare le sfide con calma, di accettare gli imprevisti e di trovare soluzioni creative. Lo ripetiamo spesso ai nostri allievi: “Il mare non si vince, si ascolta”. È una frase semplice, ma racchiude una filosofia di vita potente.</div><div><br></div><div>In un mondo sempre più frenetico e competitivo, esperienze come quelle offerte dalla Scuola Vela Argentario ASD diventano fondamentali. Attraverso la vela, il mare e l’esempio dei nostri istruttori e delle nostre istruttrici, la resilienza smette di essere un concetto astratto e diventa un’esperienza concreta, fatta di vento sul viso, mani sulle scotte e occhi puntati sull’orizzonte. </div><div><br></div><div>All’Argentario, in Toscana, il mare insegna a resistere, ad adattarsi e, soprattutto, a crescere.</div><div><br></div><div>Vi lasciamo con un motto semplice e sempre valido nei tempi:</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Quando la validazione, la felicità e la sicurezza provengono da dentro, smetti di rincorrerle fuori.</i></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Resilienza parte 2]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000045">Salve a tutti e un caloroso benvenuto nella lettura del 58esimo articolo del nostro Blog Velico a chi ci segue da 4 anni ormai. <div><br></div><div>L'argomento trattato oggi prosegue quel discorso del 57esimo articolo sulla qualità e capacità che è la Resilienza.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>La resilienza di Asia: il mare come scuola di forza e consapevolezza</b></span><br></div><div><br></div><div>Nel mondo della vela, la resilienza non è una qualità accessoria, ma una competenza essenziale. Lo sa molto bene Asia, istruttrice di vela dal 2025 della Scuola Vela Argentario asd, in Toscana, che ha costruito il proprio percorso umano e professionale a stretto contatto con il mare. Tra vento, onde e silenzi d’acqua, la sua esperienza racconta come la resilienza non nasca dalla forza bruta, ma dalla capacità di ascoltare, adattarsi, imparare con gli occhi e ripartire.</div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/1000510128.jpg"  width="500" height="333" /></div><div>Il mare dell’Argentario è un ambiente affascinante e complesso: venti che cambiano rapidamente, correnti insidiose, condizioni meteo che possono mutare nel giro di pochi minuti. Per chiunque faccia parte dello staff, navigare e insegnare vela in queste acque significa insegnare prima di tutto il rispetto. La resilienza, in barca a vela, non coincide con l’ostinazione, ma con la lucidità di riconoscere i propri limiti e trasformarli in risorse. Ogni uscita in mare diventa così una lezione pratica di equilibrio, tra controllo e accettazione.</div><div><br></div><div>Come istruttrori, viene trasmessa questa filosofia ai nostri allievi, siano essi bambini, ragazzi o adulti. La vela, sotto la &nbsp;nostra guida, non è solo una disciplina tecnica fatta di nodi, regolazioni e manovre, ma un percorso di crescita personale. Quando il vento cala all’improvviso o rinforza senza preavviso, quando una virata non riesce o una manovra va ripetuta più volte, il buon istruttore insegna a non scoraggiarsi. Ogni errore diventa un’occasione per imparare, ogni difficoltà una possibilità di miglioramento.</div><div><br></div><div>La resilienza di cui prima scrivevamo si manifesta anche nella capacità di mantenere la calma nei momenti critici. In mare, l’istruttore o l'istruttrice sono punti di riferimento: la sicurezza qui non deriva dall’assenza di problemi, ma dall’esperienza nel gestirli. Una raffica improvvisa, un’allieva in difficoltà, una barca che non risponde come previsto: situazioni che richiedono prontezza, ma soprattutto presenza mentale. Tutto dimostra che la vera forza sta nel restare centrati, anche quando tutto intorno sembra instabile.</div><div><br></div><div>Il mare, del resto, non concede illusioni. Non si può forzare il vento né imporre una rotta senza conseguenze. Ogni navigatore, ogni allievo, ogni istruttore o amante del mare ha imparato, nel tempo, che la resilienza è un dialogo continuo con l’ambiente. Regolare le vele, cambiare andatura, decidere di rientrare in porto: sono tutte scelte che richiedono consapevolezza e umiltà. Ed è proprio questa attitudine che si cerca di trasmettere nella Scuola Vela Argentario asd, formando velisti attenti, responsabili e rispettosi del mare.</div><div><br></div><div>In un’epoca in cui tutto sembra dover essere immediato, la vela insegna la pazienza. Alcuni istruttori del nostro staff &nbsp;incarnano questa lezione con naturalezza, mostrando come il mare possa diventare uno spazio di ascolto profondo. La resilienza non è solo resistere alle difficoltà, ma saper rallentare, osservare e trovare nuove soluzioni. In questo senso, la vela diventa una metafora della vita: non sempre si può scegliere il vento, ma si può sempre scegliere come orientare le vele.</div><div><br></div><div>La storia di ognuno di noi è quella di un essere umano che ha trovato nel mare non solo una professione, ma un maestro. La nostra resilienza, costruita giorno dopo giorno tra le acque dell’Argentario, dimostra che affrontare le onde formate e il vento incessante significa anche affrontare se' stessi. E che, proprio come in mare aperto, anche nella vita, la rotta più solida è quella tracciata con consapevolezza, adattamento e fiducia.</div><div><br></div><div>La resilienza è una parola che spesso associamo alle persone capaci di affrontare le difficoltà e trasformarle in occasioni di crescita. Ma la resilienza non vive solo negli individui: la si ritrova anche nei luoghi, negli elementi naturali e nelle esperienze che ci mettono alla prova. Il mare, con la sua forza e la sua imprevedibilità, è uno degli scenari in cui la resilienza prende forma in modo autentico. All’Argentario, in Toscana, questo legame profondo tra mare, crescita personale e resilienza si manifesta ogni giorno grazie al lavoro della Scuola Vela Argentario ASD e all’impegno di istruttrici come Emanuela e Asia.</div><div><br></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Resilienza parte 1]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000043">Salve a tutti i nostri affezionati e fedeli ospiti del Blog Velico della Scuola Vela Argentario asd in Toscana e benvenuti nella lettura del 57esimo articolo. <br><br>In occasione del quale, desideriamo scrivere di quella che consideriamo una delle più mirabili, ammirate, utili e profonde qualità che contraddistinguono alcuni esseri umani o animali o vegetali: la resilienza.<div><br></div><div>La resilienza è la capacità psicologica e comportamentale di reagire positivamente alle avversità, superando traumi o difficoltà e riorganizzando la propria vita in modo costruttivo. Derivante dal latino resilire ("rimbalzare"), indica la forza interiore che permette di adattarsi allo stress senza spezzarsi, trasformando le esperienze negative in opportunità di crescita.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>La resilienza tra vela e mare: una lezione millenaria</b></span><img class="image-2 fright" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/1000500021.jpg"  width="500" height="376" /></div><div><br></div><div>La resilienza è una qualità che nasce dall’incontro tra l’uomo e le forze della natura. La resilienza non è solo una virtù astratta, ma una competenza concreta, affinata nei secoli grazie all’esperienza diretta con un mare spesso imprevedibile.</div><div><br></div><div>Il mare non è mai stato soltanto una via di commercio, ma anche una scuola di adattamento. I monsoni, ad esempio, hanno plasmato per secoli le rotte dei marinai. I venti stagionali, potenti e regolari ma anche pericolosi, hanno insegnato ai navigatori a osservare, attendere e rispettare i cicli naturali. <br>Navigare a vela in alcune condizioni significava accettare che non tutto può essere controllato: una lezione fondamentale di resilienza, intesa come capacità di adattarsi invece di opporsi.</div><div><br></div><div>Le imbarcazioni tradizionali riflettono questa filosofia. I dhow dell’Oceano Indiano, le giunche cinesi, i prahu indonesiani o le canoe oceaniche del Sud-Est asiatico sono il risultato di un’intelligenza pratica che ha saputo trasformare la fragilità in forza. Scafi flessibili, vele adattabili, tecniche di navigazione basate sull’osservazione delle stelle, delle onde e degli uccelli marini: tutto concorre a un’idea di resilienza che non è rigidità, ma armonia con l’ambiente.</div><div><br></div><div>Anche dal punto di vista culturale, il mare ha rappresentato una prova continua. Tifoni, tempeste tropicali e mareggiate hanno messo alla prova generazioni di pescatori e velisti. In molte comunità costiere, la resilienza è diventata un valore collettivo: si tramanda nelle storie, nei rituali e nel rispetto profondo per il mare. La vela, in questo senso, non è solo sport o tecnica, ma un atto di fiducia, necessità e consapevolezza, un modo per affrontare l’incertezza senza negarla e senza rifiutarla.</div><div><br></div><div><img class="image-3 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/1000500023.jpg"  width="539" height="361" /><span class="fs14lh1-5">Nel mondo contemporaneo, questa eredità si riflette anche nella vela sportiva e professionale. Atleti e navigatori provenienti da tutti i Paesi portano con sé una mentalità forgiata dall’equilibrio tra disciplina e adattamento. In regata, come in mare aperto, la resilienza si manifesta nella capacità di mantenere la calma, leggere le condizioni mutevoli e reagire con lucidità, senza forzare il limite oltre ciò che il mare concede.</span></div><div><br></div><div>Infine, la resilienza applicata alla vela assume oggi un significato ancora più profondo di fronte alle sfide del cambiamento climatico. L’innalzamento dei mari, l’intensificarsi delle tempeste e la fragilità degli ecosistemi marini richiedono un nuovo livello di adattamento. In questo scenario, la tradizione di rispetto, osservazione e convivenza con il mare offre un modello prezioso: non dominare l’oceano, ma navigarlo con intelligenza, umiltà e resilienza.</div><div><br></div><div>La vela diventa così metafora di un’intera civiltà: andare avanti nonostante il vento contrario, cambiare rotta senza perdere la direzione, e trovare nella relazione con il mare non una minaccia, ma una fonte inesauribile di forza, energia, passione ed entusiasmo.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Frangar non flectar]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000041">Benvenuti nel nostro 56esimo articolo del Blog Velico. Argomento interessante e attuale quello trattato oggi.<div><br></div><div>Non c’è nessuna pratica sportiva che possa essere più utile nella vita. La vela è l’unico sport che abbina lo sviluppo di forti competenze personali inserite in un contesto chiave che è quello del lavoro di gruppo. Questa è una delle ricette base del successo nella vita oggi.</div><div><br></div><div>Questo è un manuale per tutti e soprattutto per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro e della vita in generale: scoprirete che praticare la vela è un formidabile aiuto per entrare nel mondo della vita con buone carte da giocarsi. Non sapete cosa fare nella vita? Meglio investire nella vela che in un potenziale “inutile” master e vi spieghiamo perché, dopo esserci confrontati con una serie di esperti di risorse umane, psicologi, sociologi e manager.</div><div><br></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/56.jpg"  width="500" height="753" /></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cosa insegna la vela</b></span></div><div>Un bravo velista, completo, di solito eccelle in queste aree:</div><div><br></div><div>1. Leadership e Gestione del Team: Saper prendere decisioni rapide in situazioni di stress (maltempo, rottura di attrezzature).</div><div><br></div><div>2. Pianificazione e Strategia: Saper leggere il meteo, tracciare rotte e pianificare a lungo termine (risorse, provviste).</div><div><br></div><div>3. Problem Solving e Resilienza: Saper riparare un danno con risorse limitate in mezzo al mare.</div><div><br></div><div>4. Conoscenza Tecnica: Familiarità con la meccanica, i materiali e la fluidodinamica.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Che lavori può fare (bene) un bravo velista</b></span></div><div>Ecco un elenco delle professioni non legate al mare dove queste qualità garantiscono il successo.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>1. Professioni Strategiche e di Gestione</b></span></div><div>Un bravo velista è abituato a stabilire obiettivi a lungo termine e ad adattare la rotta in base alle condizioni variabili. In mare non ci si può permettere l’indecisione. Questa mentalità è preziosa in ambienti dinamici.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Project manager</i></span></div><div>Competenza chiave: Pianificazione e Adattabilità</div><div>Vantaggio: Sa definire una “rotta” (il piano di progetto), anticipare i “venti contrari” (rischi e problemi) e adattare la strategia senza perdere la calma.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Consulente aziendale</i></span></div><div>Competenza chiave: Lettura del Contesto</div><div>Vantaggio: Sa analizzare rapidamente il “meteo” del mercato (concorrenza, trend) e suggerire la manovra (strategia) più efficiente per raggiungere l’obiettivo del cliente.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Responsabile logistica o Supply Chain</i></span></div><div>Competenza chiave: Gestione delle Risorse Limitate</div><div>Vantaggio: La gestione delle scorte in mare si traduce nella gestione efficiente di magazzini, consegne e ottimizzazione dei percorsi (rotte).</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Programmatore/Analista di sistemi</i></span></div><div>Competenza chiave: Problem Solving Metodico</div><div>Vantaggio: È abituato a diagnosticare guasti complessi (“cosa è successo e perché la barca non va?”) e a trovare soluzioni logiche, essenziali nel debugging di codice o sistemi. |</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>2. Professioni ad Alto Stress e Decisioni rapide</b></span></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Trader Finanziario/Analista di Mercato</i></span></div><div>Competenza chiave: Valutazione rapida del rischio e capacità di prendere decisioni sotto pressione. Il mercato è volatile come il mare.</div><div>Vantaggio: Saper mantenere i nervi saldi quando le “onde” sono alte e cambiare rotta (stop loss) prima che sia troppo tardi.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Capo Squadra (Team Leader) in Ambienti Critici (es. Sanità o Emergenze)</i></span></div><div>Competenza chiave: Leadership non autoritaria ma autorevole, e calma in emergenza.</div><div>Vantaggio: Il velista sa delegare compiti chiari, motivare l’equipaggio stanco e assicurarsi che tutti conoscano il loro ruolo durante una crisi.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Imprenditore o Startup Founder</i></span></div><div>Competenza chiave: Resilienza e autonomia. Deve navigare in acque inesplorate e risolvere problemi con budget ridotti.</div><div>Vantaggio: La capacità di “aggiustare le vele” ogni volta che il vento cambia e la consapevolezza che il fallimento è solo un “disalberamento” temporaneo da cui ripartire.<br><br></div><div> </div><div><span class="fs14lh1-5"><b>3. Professioni Tecniche e di Efficienza</b></span></div><div>La familiarità con la meccanica, l’elettronica e l’efficienza dei sistemi rende il velista un ottimo tecnico.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Ingegnere (Meccanico, Civile, o Aerospaziale)</i></span></div><div>Competenza chiave: Comprensione delle forze, delle strutture e della resistenza dei materiali. La vela è fisica applicata.</div><div>Vantaggio: Chi ha trimmato le vele per un’efficienza millimetrica ha già una comprensione intuitiva dell’aerodinamica e dell’idrodinamica, applicabile a ponti, veicoli o aeroplani.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Tecnico per Energie Rinnovabili (Eolico, Solare)</i></span></div><div>Competenza chiave: Conoscenza del vento e delle sue dinamiche.</div><div>Vantaggio: Un velista non solo capisce da dove soffia il vento, ma come sfruttarlo al meglio e come si comporta in diverse condizioni atmosferiche.</div><div><br></div><div>Gli altri lavori del velista?</div><div>Queste sono solo alcune delle professioni che un bravo velista – proprio per quanto ha imparato e applicato in barca – potrebbe esercitare con successo. Fateci sapere quelle che ci siamo dimenticati.</div><div>(Fonte Il Giornale della Vela)</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Un incontro inatteso nella Roma silenziosa del Covid, anno 2020]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000040">Durante i mesi più duri della pandemia da Covid-19, la citta' di Roma appariva come una città sospesa nel tempo, immobile. Le strade, solitamente affollate di residenti, turisti, macchine e motorini, erano improvvisamente silenziose e vuote. In uno di quei pomeriggi strani e immobili, nel quartiere periferico ai margini della campagna romana, avvenne un incontro destinato a lasciare il segno: quello tra un uomo coraggioso e indomito, Marco e un cane pastore maremmano, noto per il suo carattere difficile e la sua rabbia.<div><br><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/55.jpg"  width="500" height="875" /><br><div>Il cane viveva nei pressi di un terreno abbandonato, insieme al suo anziano padrone che lo lasciava libero, in un’area verde trascurata dove l’erba cresceva alta e i cancelli arrugginiti raccontavano anni di incuria. Il pastore maremmano, grande, dal pelo bianco e dallo sguardo fiero, era molto temuto dagli abitanti della zona e dai suoi simili. Non era cattivo per natura, ma estremamente territoriale e aggressivo. Abituato a difendere ciò che considerava suo, reagiva con aggressività a chiunque si avvicinasse troppo.</div><div>L’uomo, Marco, era un volontario che durante il lockdown si occupava di portare cibo e medicinali alle persone anziane e bisognose. Quel giorno stava attraversando la zona per raggiungere una signora, Maria, che non poteva uscire di casa. A causa delle restrizioni e della mancanza di mezzi pubblici, si muoveva sempre a piedi, percorrendo strade secondarie e sentieri di campagna poco battuti e situati a Roma Nord.</div><div>Quando il cane lo vide da lontano, iniziò a correre e ad abbaiare con forza, avanzando molto velocemente. Marco si fermò subito. Era pronto alla battaglia, senza arretrare di un millimetro, senza aspettare o cedere un secondo. Sapeva che, in una situazione del genere, il panico sarebbe stato il suo peggior nemico. La campagna romana era deserta, nessuno avrebbe potuto aiutarlo o soccorrerlo. Con il volto coperto dalla mascherina e le mani ben visibili, l’uomo rimase immobile, parlando al cane con voce ferma, quasi rassicurante. </div><div><br></div><div>Il pastore maremmano continuava a ringhiare, combattuto tra l’istinto di difesa e la curiosità. Marco non cercò di avvicinarsi, né di scappare. Rimase lì, per lunghi minuti, sotto la pioggia di una campagna Romana insolitamente silenziosa e pregna. Quel momento sembrava rappresentare perfettamente il clima della pandemia: paura, isolamento, ma anche resistenza, resilienza e fiducia. Fight or flight.</div><div><br></div><div>Poco alla volta, dopo minuti interminabili, il cane smise di avanzare e di ringhiare. Non diventò improvvisamente docile, ma si fermò, osservando l’uomo con attenzione. Quando Marco fece lentamente un passo indietro, l’animale non reagì. Il confine era stato rispettato.</div><div><br></div><div>L’uomo riuscì a proseguire il suo cammino, arrivando a destinazione. Quell’incontro memorabile non fu una vittoria nel senso classico, ma un esempio di coraggio silenzioso e rispetto reciproco. In una Roma ferita dal Covid, anche un confronto tra uomo e animale poteva insegnare qualcosa: a volte, la vera forza sta nella calma e nella capacità di comprendere l’altro, anche quando fa paura, o nella reazione al pericolo, senza il blocco. Ma insegna anche di essere pronto a combattere per poter difendere la propria vita, la giustizia o i propri pensieri e diritti, &nbsp;la propria casa, la propria famiglia, i propri cari e il proprio lavoro da gente cattiva e da malintenzionati.</div><div><br></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 06:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Non arretrare mai di un cm e di un minuto]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003F"><span class="fs16lh1-5">Salve a tutti e ben ritrovati in questo eclettico Blog Velico della nostra amata e splendida scuola vela argentario asd in toscana, scuola autorizzata dalla Federazione Italiana Vela e dal CONI. Blog che in due anni ha raggiunto i cinquantaquattro articoli scritti e ampiamente riletti. &nbsp;Riallacciandoci allo splendido articolo precedente scritto da Ilaria nel Blog Velico, volevamo aggiungere che per tanti di noi la Vela rappresenta metaforicamente il coraggio di mollare gli ormeggi, i porti sicuri, la bonaccia, quella che ormai tutti chiamano la nostra confort zone, comunque.</span><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5">C’è una frase, un motto in inglese che gira da anni, semplice e ostinata come il vento che cambia e, come scriveva Ilaria in precedenza, essa è : do it anyway. Fallo comunque e in ogni caso. Nella vela questa non è una posa motivazionale o del mindset, ma una necessità quotidiana. Perché il mare non aspetta che tu sia pronto, il vento non si adegua ai tuoi piani e la paura non sparisce solo perché hai deciso di salpare.</span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/54.jpg"  width="500" height="667" /></div><div><span class="fs16lh1-5">Andare a vela significa accettare l’imperfezione. La rotta ideale esiste solo sulla carta: poi arrivano le onde di prua, una raffica improvvisa, una cima che si incattivisce nel momento sbagliato. Puoi rimandare, tornare indietro, cercare condizioni migliori. Oppure puoi farlo comunque.</span></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5">Il velista non è un incosciente o un impulsivo. È qualcuno che ha imparato a distinguere tra rischio e scusa. Sa che non esiste il giorno perfetto, l’equipaggio perfetto, la manovra eseguita cento volte senza errore, il meteo di vento e onda perfetti. Eppure issa le vele lo stesso. Perché sa che l’esperienza nasce dalla fiera azione, non dalla pavida e tremante attesa.</span></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5">La filosofia del do it anyway in barca è anche un dialogo continuo con i propri limiti. Quando il vento sale e le mani bruciano sulle scotte, quando la stanchezza offusca la lucidità, c’è sempre una voce che suggerisce di mollare. Ma è proprio lì che la vela insegna qualcosa di raro: non ignorare la paura, ma navigarci dentro. Riduci, regola, adatta. E vai avanti.</span></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5">C’è poi un aspetto più intimo, quasi silenzioso. In mare impari che non controlli tutto, ma puoi sempre scegliere come rispondere. Una virata sbagliata non definisce il viaggio. Una bonaccia infinita non annulla la traversata. Continui a fare piccoli gesti corretti, uno dopo l’altro, anche quando il risultato non è immediato e concreto. Fallo comunque.</span></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5">Alla fine, tornato in porto, capisci che la vela non ti ha insegnato solo a navigare. Ti ha allenato a vivere. A prendere decisioni senza garanzie, a fidarti delle tue capacità anche quando esse tremano, a partire, anche se non hai tutte le risposte e la rotta non è tracciata e sicura.</span></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs16lh1-5">Perché il vento giusto non arriva sempre. Ma se non molli gli ormeggi, non arriverà mai. E allora sì: do it anyway. Issa la randa, tegola il timone, prendi il largo, e lascia che il mare faccia la sua parte. Tu fai la tua intanto.......a vela e nella vita di tutti i giorni, senza paura e senza timore, ma con coraggio, determinazione, forza d'animo, passione e motivazione.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 16:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Do It Anyway: la vela raccontata da chi non ama l’acqua]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003E"><div>Salve a tutti i nostri appassionati e assidui lettori. In occasione del nostro <span class="fs14lh1-5"><b>53esimo </b></span><span class="fs14lh1-5"><b>articolo</b></span>, siamo felici e orgogliosi di dare penna e parola a una grande e apprezzata amica della nostra scuola, Ilaria. Molto appassionata di Sport (più terrestri che marini, come ciclismo e palestra) ma recentemente interessatasi anche al SUP e alla vela. </div><div>"Cari lettori del nostro Blog. Mi chiamo Ilaria, ho 30 anni e vivo a Roma. Conosco e frequento la Scuola Vela Argentario asd in Toscana da maggio 2024.<br><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Do It Anyway: la vela raccontata da chi non ama l’acqua.</b></span></div><div><br></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/53.jpg"  width="500" height="1085" />Se qualcuno mi avesse detto un anno fa che mi sarei trovata a bordo di una barca a vela all’Argentario, avrei risposto con un sorriso scettico. Il motivo? Io amo la natura, ma non amo l’acqua.</div><div><br></div><div>So nuotare e sono una persona sportiva, ma il solo pensiero di sentirmi "persa" in mezzo alle onde mi ha sempre tenuto a distanza dalla costa.</div><div><br></div><div>Mentre riflettevo su questa mia nuova avventura in vela, mi è tornato in mente un concetto espresso molte volte da <b>Casey Neistat</b> - uno dei creator più influenti del mondo nonché un vero e proprio storyteller contemporaneo - che consiglio a tutti di seguire su YouTube.</div><div><br></div><div>Pur provenendo da un mondo lontano dallo sport, la sua filosofia parla un linguaggio sorprendentemente familiare a chi naviga: quello dell’azione, della disciplina e della capacità di adattarsi alle condizioni reali, non a quelle ideali.</div><div><br></div><div>Neistat ha costruito il suo percorso partendo da un principio semplice: fare. Non aspettare il momento perfetto, l’idea giusta o le condizioni ideali. In mare, questo approccio è una necessità. Il vento non è mai esattamente come lo avevamo immaginato, il mare cambia, le previsioni non sono certezze. Chi va a vela impara presto che l’unico modo per migliorare è uscire, osservare e reagire.</div><div><br></div><div>Un altro pilastro della filosofia di Neistat è la disciplina. La motivazione è incostante, mentre la disciplina è ciò che permette di progredire giorno dopo giorno. In una scuola vela questo è evidente: armare e disarmare la barca, curare l’attrezzatura, ripetere le manovre anche quando le condizioni sembrano poco stimolanti. È proprio in quei momenti che si costruiscono le basi solide della tecnica e della sicurezza.</div><div><br></div><div>Neistat vede i limiti come una risorsa. Pochi mezzi, poco tempo, condizioni difficili: sono questi elementi a stimolare soluzioni creative. In barca succede lo stesso. Un vento instabile, una barca essenziale, un equipaggio ridotto non sono ostacoli, ma occasioni per affinare la sensibilità, la lettura del mare e la capacità decisionale. La vela non premia chi ha tutto sotto controllo, ma chi sa adattarsi rapidamente.</div><div><br></div><div>C’è infine un altro aspetto centrale: la verità dell’esperienza. Neistat racconta la realtà senza filtri, mostrando anche errori e imperfezioni. La vela, se vissuta davvero, è fatta di mani bagnate, virate sbagliate, partenze da rifare. Raccontarla per quello che è, significa formare velisti più consapevoli, pronti ad affrontare il mare con rispetto e umiltà.</div><div><br></div><div>Alla Scuola Vela Argentario crediamo che il mare insegni esattamente questo. Non esiste una rotta perfetta tracciata in anticipo. Si impara navigando, correggendo, osservando. Agire, adattarsi e continuare a muoversi: è così che si cresce, in barca come nella vita.</div><div><br></div><div>Nel suo ultimo video "Do It Anyway", Casey dice che non importa se le condizioni non sono perfette, se hai paura o se pensi di non essere all'altezza. Queste sono tutte scuse che racconti a te stesso: fallo comunque.</div><div><br></div><div>Questo principio si applica perfettamente a chi, come me, ha sempre guardato il mare con un po' di sospetto.</div><div><br></div><div>Hai paura di bagnarti? No excuses, sali a bordo comunque.</div><div><br></div><div>Pensi che la vela sia troppo complicata? No excuses, prendi quella scotta in mano comunque.</div><div><br></div><div>Ti senti fuori posto lontano dalla terraferma? No excuses, molla gli ormeggi comunque.</div><div><br></div><div>La filosofia del "Do It Anyway" applicata alla vela ci insegna che la crescita avviene proprio quando usciamo dalla nostra zona di comfort e smettiamo di giustificare i nostri “I can’t” sostituendoli con dei sani e rinvigorenti "I can".</div><div><br></div><div>Non serve amare l'acqua per diventare un bravo velista; serve la determinazione di restare in barca anche quando preferiresti essere altrove. Perché è lì, tra una raffica e l'altra, che scopri una connessione con la natura che non avresti mai immaginato.</div><div><br></div><div>Vi consiglio davvero di vedere il video che cito ( e che mi ha ispirato l'articolo) <a href="https://www.youtube.com/watch?v=-jCQerxzF48" onclick="return x5engine.imShowBox({ media:[{type: 'youtube', url: 'https://www.youtube.com/watch?v=-jCQerxzF48', width: 1920, height: 1080, text: '', 'showVideoControls': true }]}, 0, this);" class="imCssLink">https://www.youtube.com/watch?v=-jCQerxzF48 </a></div><div><br></div><div>Se ami il vento, il silenzio e la bellezza della nostra costa, vieni a trovarci. Ti insegneremo che il mare è un meraviglioso compagno di viaggio, anche se preferisci guardarlo dalla spiaggia con una coca cola gelata o uno spritz in mano. Arrivederci a tutti e grazie per la vostra attenzione".</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[X files parte seconda]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003D">Buongiorno a tutti e lieti di incontrarvi di nuovo on line per la lettura del &nbsp;52esimo articolo del nostro Blog Velico, che ormai da anni tratta argomenti prettamente nautici ma che affronta anche altre tematiche di vario genere. <div>Nel precedente articolo del nostro Presidente Marco Ferranti, eravamo rimasti a.....</div><div><br></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/52.jpg"  width="500" height="667" /><br></div><div>"Finché un giorno, sempre di martedi, dopo 21 giorni esatti, il 29 luglio, alla stessa identica ora in cui era stato perso", .........Massimiliano R. è entrato in acqua bassa per sistemare una boa del corridoio di lancio e ha notato un tubo grigio che emergeva parzialmente dall'acqua. È andato a vedere cosa fosse e con estremo stupore di tutti noi, si è accorto &nbsp;che era il timone affondato e mai ritrovato. Desidero far notare che l' alluminio del timone non galleggia, che erano passati ventuno giorni con venti medi e forti, di terra e di mare, onda a volte alta, a volte con mare piatto, con corrente e marea o senza. Insomma, davvero un miracolo o meglio qualcosa di straordinario (un x file). Il timone è tornato "navigando sott'acqua" a casa sua, in perfetto stato, e subito ha ricoperto nuovamente il suo ruolo e compito. Ciò &nbsp;ci ha reso molto contenti e davvero increduli.</div><div>Stessa sorte oscura, nella stessa stagione, e' capitata a un cartello in legno dipinto, recante la scritta "Scuola Vela Argentario", regalatomi dallo staff e da loro lavorato e costruito a mano. Una mattina di agosto non lo abbiamo più trovato interrato sulla spiaggia e abbiamo pensato subito a un furto, a un atto di vandalismo, o a uno scherzo di pessimo gusto del solito buontempone oppure a un azione violenta della natura che con forte vento e mareggiata se lo fosse portato via. Ovviamente il legno galleggia e <span class="fs14lh1-5">......naviga. Dopo qualche giorno di inutili e infruttuose ricerche, riceviamo una telefonata da uno dei nostri aiuto istruttori Edoardo A. che ci informava che, passeggiando a poca distanza dal suo ombrellone in uno stabilimento balneare 3,5 km più a sud (quello nel quale la scuola vela argentario asd ha avuto la seconda base nautica per 4 anni dal 2020). Il cartello aveva "navigato" in balia di correnti, maree, onde e vento, per 2 miglia nautiche e si era andato ada arenare proprio laddove era stata la sua dimora negli anni precedenti. Beh definirei questo un altro x file inspiegabile del 2025. &nbsp;Comunque il cartello è tornato nella sede attuale (stavolta via terra in macchina) e ha ripreso il suo compito dopo essere stato doverosamente ridipinto.</span></div><div><img class="image-1 fright" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/52b.jpg"  width="733" height="635" /><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div>Vado ora a parlare di un aspetto più tecnico e magari meno intrigante e misterioso. Superati i 55 anni diventa possibile ma molto difficile imparare qualcosa ex novo. Poche sono le esperienze non vissute. Ma quando capita di venire a conoscenza di nuovi metodi o di alternative, soluzioni e possibilità, o di scoprire nuove tecnologie o nuove forme di risoluzione di problemi, allora lo stupore e la gioia sono incommensurabili. Vivo in mare e in montagna a contatto con lo sport e la natura da più di 5 decenni e mezzo. Ho un rapporto molto profondo e simbiotico con la Natura e soprattutto con l'acqua (meglio di mare). Ci vogliamo reciprocamente bene e ci proteggiamo vicendevolmente e con estremo rispetto. &nbsp;Quando nuoto, o vado a vela o in windsurf, o mi immergo in apnea o con le bombole o quando pescavo, mi fondo letteralmente con i fluidi. </div><div><br></div><div>To be continued..............</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 09:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Aneddoti velici]]></title>
			<author><![CDATA[]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003C">Buongiorno cari e affezionati lettori e sportivi. in occasione del nostro cinquantunesimo articolo del Blog Velico, diamo nuovamente parola e scrittura al nostro esperto Presidente tuttofare Marco Ferranti (noto amante della scrittura e della lettura "tecnica" ed economica alle 5 del mattino, da 19 anni con la scuola vela federale all' Argentario in Toscana &nbsp;per otto mesi operativi a stagione, ma da 56 anni d8 mare all'Argentario in generale e ben 49 di vela ), che ci racconterà e ci delizierà con ben quattro interessanti aneddoti capitati a noi tutti ragazzi dello staff. Aneddoti dei quali siamo stati partecipi e spesso increduli testimoni e consapevoli spettatori, assistendovi de facto. Pensiamo fermamente che "la scrittura è architettura" come cantava il poeta Gringoire nel musical teatrale Notre Dame de Paris, nel primo atto.<div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/51.jpg"  width="500" height="644" /><br><div>Desideriamo intitolare questi quattro episodi:</div><div>1) Il timon prodigo, prode e prodigioso</div><div>2) Alla ricerca del cartello perduto</div><div>3) Lo spedamento dei corpi morti e i tiranti a trivella per i vigneti</div><div>4) Asia: la resilienza per aspera ad astra.</div><div>Vai Presidente Ferranti......ti vogliamo leggere.</div><div>"Buongiorno e ben ritrovati nella lettura del nostro Blog Velico. Senza indugio, racconterei di quattro episodi nella stagione 2025 che ci hanno colpiti e lasciati felici o increduli o esterrefatti o molto orgogliosi e soddisfatti.</div><div>1) l'8 luglio 2025, un martedì mattina, soffiava un fortissimo vento di maestrale, vento di mare per noi e da nord ovest. Eravamo usciti con tutte le classi, gli allievi e le 24 imbarcazioni a deriva della nostra immensa flotta, con mare piatto e vento leggero ma poi, come spesso accade qui nel mare Tirreno all'Argentario, la situazione meteo è andata via via e subitaneamente peggiorando con picchi e raffiche reali di vento a più di 22 nodi (circa 40 km orari). Con i 2 gommoni di assistenza abbiamo fatto rientrare quasi tutti, illesi, ma purtroppo una barca con a bordo uno dei nostri più esperti istruttori Andrea P. ha scuffiato un bel po' a largo e sopravvento rispetto alla spiaggia dove è situata la nostra base nautica.</div><div>Nonostante il galleggiante in testa d'albero e la prontezza dello skipper a bordo, la barca è finita a pennello, cioè a 180 gradi, per fortuna in acque profonde. In questo modo, il timone completo in alluminio e ghisa molto stranamente si è staccato dalle sue femminelle, nonostante una linguetta, una coppiglia e una clip di ritenuta, ed è inesorabilmente affondato (non galleggiano!).</div><div>Abbiamo dapprima riscontrato se tutto l equipaggio stesse bene. L'acqua, come spesso accade d'estate con venti di mare, era molto calda e i ragazzi dell'equipaggio si stavano divertendo e non si erano fatti alcunché. Nel frattempo, la barca alla deriva era stata ormai raddrizzata a 90 gradi, stava scarrocciando con andrea verso riva e il gommone di assistenza recuperava e rassicurava invece tutto l'equipaggio, portandolo poi a terra in spiaggia. Riscontrata l'assenza del timone, prontamente lo sostituivamo con uno dei tre di riserva pronti. A essere onesti, ci dispiaceva un po', più che per un motivo economico (anche se un timone rs quest costa normalmente 800 euro più i tempi lunghissimi di ordine, spedizione e consegna dall'Inghilterra - circa un mese), per un motivo di attaccamento affettivo alle nostre forti barche che solcano impavide ogni mare.</div><div>Abbiamo cercato il timone ovunque, quel giorno e nelle tre settimane successive, immergendoci anche con le bombole, più volte e con visibilità ottima o trainati dal gommone in superficie. Finché un giorno, sempre di martedi, dopo 21 giorni esatti, alla stessa identica ora in cui era stato perso........to be continued.......</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 06:45:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Operazioni di sicurezza da applicare in fase di armo dell'imbarcazione a deriva]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003B"><div><blockquote type="cite"><div><span class="fs14lh1-5">Buongiorno a tutti i nostri cari amici e lettori, sportivi di terra e di mare e ben ritrovati dopo alcuni mesi nei quali eravamo impegnatissimi con la gestione e l'organizzazione della nostra Scuola Vela federale su derive situata all'Argentario in Toscana, a 150 km da Roma e nella splendida terra di Maremma e di fronte all 8 bellissime isole che costituiscono l'Arcipelago Toscano sul mar Tirreno. Argomento molto utile e importante quello che, oggi, in occasione del cinquantesimo articolo del nostro seguitissimo Blog Velico, verrà affrontato dal nostro Direttore Sportivo Marco Ferranti, e cioè quello delle operazioni di sicurezza da applicare in fase di armo dell'imbarcazione a deriva, che poi andremo di lì a poco a utilizzare e con la quale navigheremo in acque e venti calmi o ruggenti.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Questo argomento è stato più volte analizzato e proposto nei nostri corsi di formazione e aggiornamento degli aspiranti aiuto istruttori juniores. Questi giovani ragazzi, tra i 14 e i 20 anni, preparatissimi sotto il punto di vista tecnico, umano e didattico, rappresentano da tanti anni il vero fulcro del format della nostra scuola vela e ci regalano entusiasmo, energia pura, passione, entusiasmo e grande affetto. Sono un po' il carburante, la benzina di tutti noi appassionati e amanti di questo mestiere. Essi sono i destinatari e gli utenti più qualificati e, vista la giovane età, &nbsp;facili e adatti, per raccogliere quante più informazioni possibili per poter svolgere il nostro incarico nel migliore dei modi.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div></blockquote><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/foto-50.jpg"  width="500" height="231" /><blockquote type="cite"><div><span class="fs14lh1-5">Andiamo a sviscerare uno a uno tutti i punti ai quali prestare attenzione:</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Stato delle vele (randa, fiocco, Genoa, gennaker, spinnaker, MPS)</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Nodi di arresto a tutte le manovre correnti ( scotta randa/fiocco/gennaker/spinnaker, trasto, archetto, cunningham, tesabase, borosa, vang)</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Timone (agugliotti, femminile, barra, perno, snodo in lattice, coppiglie)</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Tappi scafo e pozzetti</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Cima per raddrizzamento nei catamarani</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Presenza dei Galleggianti in testa d'albero per evitare la scuffia a 180°</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Usura cinghie</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- eventuali Refoli nelle Sartie, strallo, martingale, trapezi e altri cavi di acciaio</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Coppiglie e perni</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Rivetti sulle piastre di attacco, piede albero, gnav, crocette, strozzatori</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Nodo scotta randa per evitare che il boma sbatta sulla sartia in fase di indesiderata strambata</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Circuito gennaker e spinnaker</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Funzionalità dell'Avvolgifiocco a prua<br><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Mentre sul gommone con motore fuoribordo a 2 tempi ( &nbsp;Un motore a 2 tempi significa che completa il suo ciclo termodinamico (aspirazione, compressione, combustione e scarico) in soli due movimenti del pistone, ovvero un solo giro dell'albero motore) o a 4 tempi &nbsp;(Un motore a 4 tempi è un tipo di motore a combustione interna il cui ciclo di funzionamento si completa in quattro fasi distinte: aspirazione, compressione, scoppio (o espansione) e scarico) controllare:</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Benzina super o miscela al 2% e serbatoio con frusta</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Giubbini</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Ancora più cima più catena</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Cime traino e ormeggio</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Dotazioni di sicurezza obbligatorie</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Remi e scalmi</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Sassola</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Documento del conduttore più eventuale patente se necessaria e se il motore supera i 40 cavalli più assicurazione valida</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Chiavetta di accensione allacciata al polso durante la navigazione </span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Scatola degli attrezzi</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Kit di primo soccorso</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Tronchesi</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Coltello multiuso</span></div><div><span class="fs14lh1-5">- Anemometro e GPS</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Sulla base di questo elementi ci possiamo prestampare una scheda tecnica da flaggare e spuntare a ogni uscita, soprattutto con vento forte e onda formata, con pioggia o corrente o marea. <br>Sistemare un problema a secco in spiaggia è un discorso. Essere obbligati, per imperizia e disattenzione, a risolverlo in mare in condizioni difficili, è sicuramente molto più complicato e più rischioso. <br>Ad maiora amici e conoscenti velisti.</span><br></div></blockquote></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 06:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gli anziani: un preziosissimo tesoro]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003A"><span class="fs14lh1-5">Buongiorno a tutti, cari blogger, velisti, subacquei, sciatori, apneisti. Vogliamo dedicare questo quarantanovesimo articolo del nostro ormai seguitissimo blog alla consapevolezza dell'importanza delle persone piu' anziane nella nostra società. Alla riconoscenza e gratitudine nei loro confronti.</span><div><br><div><span class="fs14lh1-5">A tal proposito e fine, cediamo nuovamente penna e parola scritta al nostro Presidente, Fondatore e Direttore Tecnico Marco Ferranti.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">"Innanzitutto ben ritrovati qui nella lettura del nostro Blog, creato 4 anni fa. Ringrazio mia mamma Giusy da cui tantissimo ho appreso e imparato, donna estremamente intelligente e colta, musicista, cantante, pianista, la quale mi ha dato energia, entusiasmo e spunto per la scrittura anche di questo articolo. Da lei ho imparato il senso della passione. Per lei è la musica, per me lo sport, la natura, l'insegnamento, soprattutto ai bambini. Desidero dedicare un ricordo indelebile a mio papà Otto, nato in Trentino, mancato giovane e troppo presto, da cui ho imparato il grande senso della giustizia, &nbsp;dell'onestà, il valore del duro lavoro e del sacrificio, il significato della parola dovere nei confronti della famiglia di origine, della propria moglie e dei propri figli, valori trasferiti a me e a mio fratello Massimo Andrea. Mi sarebbe molto piaciuto che avesse ammirato il lavoro portato avanti con questa Scuola Vela all'Argentario. Magari mi avrebbe detto con orgoglio, come ai tempi del liceo, dell'università e delle gare sportive....."Bravo Marco, sono fiero di te e di ciò che hai fatto e di quello che sei diventato"!. Un ultimo ricordo e pensiero va a mia nonna Elda. Che donna eccezionale!. Sempre in mia difesa. Mi ha insegnato il sano concetto di famiglia e di focolare domestico. Ultima ma mai ultima, Alessandra Quartararo, la cofondatrice palermitana, che insieme a me, nei primi 5 anni, ha contribuito a creare, espandere e migliorare la Scuola Vela e il suo format. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Ed ecco il motivo della mia ferma volontà di scrivere questo articolo, forse l'ultimo per quest'anno. </span></div><div><span class="fs14lh1-5">Le persone anziane rivestono un ruolo fondamentale all'interno della nostra società, che reputiamo un po' allo sbando negli ultimi decenni, tra influencers, social media, telefonini, covid, guerre. Essi portano con sé un bagaglio di esperienze, saggezza e conoscenze che arricchiscono le generazioni più giovani. In un mondo in continua evoluzione o involuzione, è essenziale riconoscere e valorizzare l'immenso contributo che gli anziani possono offrire.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/49.jpg"  width="500" height="416" /></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Custodi della memoria e della tradizione</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Le persone anziane sono spesso considerate i custodi della memoria collettiva. Hanno vissuto eventi storici, hanno visto cambiamenti sociali e culturali e possono raccontare storie che altrimenti andrebbero perdute. Queste narrazioni non solo ci aiutano a comprendere il passato, ma ci offrono anche insegnamenti preziosi per affrontare le sfide del presente e del futuro.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Mentori, formatori e guide</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">La saggezza accumulata nel corso degli anni rende gli anziani ottimi mentori. Possono fornire consigli pratici e supporto emotivo ai più giovani, aiutandoli a navigare le complessità della vita. Le relazioni intergenerazionali possono essere estremamente benefiche, creando un senso di comunità e appartenenza.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Contributo alla comunità</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Molti anziani continuano a essere attivi nella loro comunità, partecipando a volontariato, attività culturali e sociali. Il loro impegno non solo arricchisce la vita della comunità, ma offre anche un senso di scopo e realizzazione personale. Inoltre, il coinvolgimento degli anziani può contribuire a ridurre l'isolamento sociale, un problema comune tra le persone di età avanzata, ma anche in quella giovanile e adolescenziale.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Promozione del benessere intergenerazionale</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">Incoraggiare interazioni tra diverse fasce d'età può portare a una società più coesa e comprensiva. Le persone anziane possono insegnare ai giovani l'importanza del rispetto, della pazienza e della resilienza, mentre i giovani possono portare fresche idee, velocità di apprendimento, tecnologia e nuove prospettive. Questa sinergia è fondamentale per costruire un futuro migliore.</span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Conclusione</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5">In sintesi, le persone anziane sono una risorsa preziosa per la nostra società. La loro esperienza, saggezza e impegno attivo possono arricchire le vite di tutti noi. È importante riconoscere il loro valore e creare opportunità per il dialogo e la collaborazione tra generazioni. Solo così potremo costruire una società più inclusiva e rispettosa, in cui ogni individuo, indipendentemente dall'età, possa sentirsi valorizzato e ascoltato".</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 15:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Legami pluriennali indissolubili]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000039"><blockquote type="cite"><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Salve cari amici velisti e sciatori e benvenuti nella piacevole lettura del quarantottesimo articolo del nostro blog velico che tanto ci allieta anche nella Scrittura da due anni. Vi vorrei raccontare dapprima un episodio che mi è capitato lo scorso dicembre proprio in queste date. &nbsp;Ero il general manager da 5 inverni &nbsp;di un bellissimo resort al mare in Kenya, situato sull'isola di Manda. Avevamo avuto un matrimonio con 100 ospiti e per l'occasione era stato aumentato lo staff interamente di colore fino a 88 unità in totale. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div></div></blockquote><blockquote type="cite"><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/48.jpg"  width="500" height="664" /><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Dovevamo spostare 100 sedie e 36 pesantissimi tavoli di legno massiccio dal luogo della cerimonia al luogo della cena in pochissimo tempo. Circa 200 metri sulla spiaggia di distanza al caldo torrido tipico africano. Ho iniziato per primo io. E dopo un po', tutto lo staff si è unito a me senza che chiedessi nulla. È stata una processione di visi scuri con grandi sorrisi e denti bianchissimi. Tutti ma proprio tutti che davano il loro contributo. Da ogni dipartimento. Persino provenienti dalla spiaggia, alcuni sconosciuti ci stavano aiutando. &nbsp;E mentre faticavo, io per primo, ho chiuso gli occhi per un attimo e ho ricordato quegli splendidi momenti di grande condivisione e aggregazione nello staff (da 18 anni con noi) della nostra Scuola Vela all'Argentario, un'associazione sportiva dilettantistica federale FIV, con sede in Toscana, in provincia di Grosseto, nel comune di Obetello, sulla bellissima e selvaggia spiaggia tipica italiana della Giannella, affacciata sul mar Tirreno. Tutti insieme, amici, l'uno a fianco all' altro sempre e comunque, come una testuggine romana o una falange spartana. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">E invece di vedere i miei, nuovi e non, ragazzi Kenyani dello staff, rivedevo Edoardo Bonanni che per primo sempre dava una mano, rivedevo in loro Leonardo Papa, Alessandro, Alex, Oliviero, i due fratelli Azzaro, Enrichetta, Jacopo, Livia, Claudia, Antonio, Emanuela, Francesco, Veasna, Rosario e tantissimi altri che mi dicevano, sorridendo e prendendomi bonariamente in giro, "dai Marco, vecchietto, sbrigatiiii", rivedevo tutti i miei indimenticati amici subacquei, velisti e sciatori dei villaggi turistici Valtur, compagni di mille belle avventure sportive e notturne e in tutti i campi velici stanziali e giornalieri. &nbsp;E mi sono venuti i brividi, ve lo giuro, e sorridevo al ricordo di tutti gli sforzi fatti insieme e a quante gioie, &nbsp;emozioni, divertimenti e soddisfazioni mi ha regalato, in circa 30 anni, i migliori, questo splendido, insostituibile, amatissimo mondo di scuola vela e villaggio, al mare e in montagna. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Non so poi perché mi è venuto in mente anche un altro episodio accaduto nel lontano 1995 a Cuneo quando ero Ufficiale in Guardia di Finanza. Nella Caserma Cesare Battisti avevamo 1.200 allievi Sottufficiali del Corpo. &nbsp;Ero stato nominato docente aggiunto delle cattedre di Ragioneria e Computisteria e di Diritto Tributario, provenendo dagli studi di Economia e Commercio ed essendo già &nbsp;abilitato all'esercizio della professione di Dottore Comercialista a Roma. Nella fase degli esami finali, avevo formato, aiutato e spronato moltissimo tutti i ragazzi. Provenivano quasi tutti da realtà economicamente &nbsp;meno floride, spesso del Sud Italia. Mi ero prodigato davvero molto con loro e con grande dedizione, passione ed entusiasmo. I ragazzi avevano gradito e apprezzato molto questo mio impegno. E lo dimostrarono la mia ultima sera, dopo 15 mesi, prima di tornare a casa a Roma dalla mia famiglia. Il periodo del servizio militare ormai era terminato per me, e, prima di andare a letto, di sera, contravvenendo alle norme militari e andando palesemente contro il codice militare, si alzarono dal loro letto e, mentre passavo in piazza d'armi, un po' malinconico, iniziarono ad affacciarsi alle loro finestre illuminate e a battere tazzine di metallo e posate sui muri dell'edificio, senza pronunciare parola ma sorridendomi. Un silenzio molto eloquente. Un tacito e potente ringraziamento. Beh, vi garantisco che mi vennero i brividi e tuttora, ricordando quel momento, ho una gran commozione e una immensa gratificazione, felicità e soddisfazione. Una bella eredità da condividere e da ricordare che ha arricchito la mia bella vita.<br></span></div></blockquote></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Passione]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000038"><span class="cf1">Buongiorno a tutti e ben ritrovati qui nel nostro Blog Velico, che ha iniziato a rivolgersi al nostro pubblico di lettori nel gennaio 2023 e che è ormai arrivato al 47esimo articolo.</span><div><span class="cf1">Oggi vorremmo scrivervi della nostra <span class="fs12lh1-5"><b>PASSIONE</b></span>.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Una passione (non genetica) nata da bambini, inconsapevolmente prima, coscientemente poi, &nbsp;per lo sport e per l' insegnamento. Che ci ha portato ad abbandonare una carriera da dottore commercialista e una brillante carriera da ufficiale militare per poi dedicare la nostra vita al perseguimento dei nostri più profondi sogni.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/La-passione.jpg"  width="500" height="666" /></div><div><span class="cf1">In uno splendido film argentino del 2009, premio Oscar 2010 come miglior film straniero, intitolato "Il segreto dei suoi occhi", a un certo punto uno dei principali attori recita: "Ognuno di noi può cambiare di tutto, di faccia, di casa, di famiglia, fidanzata, di religione, di Dio, pero c'e' una cosa che non può cambiare ........, non può cambiare la sua passione............". In quel caso era una squadra argentina di calcio.</span></div><div><span class="cf1">In queste poche parole scritte c'è tutto. In ogni difficoltà', in ogni problema, in ogni cattivo incontro o scontro, in ogni ostacolo, anche quello che sembra insormontabile, in ogni obiettivo, nella fatica fisica e psicologica, la passione riesce a far andare avanti. È come una medicina, un'arma che ti ricarica e ti permette di rinascere e risorgere &nbsp;dalle ceneri, allontanarsi dalle corde del ring continuo e giornaliero che è la vita, ricaricare le proprie energie, perse nei continui sforzi.</span></div><div><span class="cf1">Concordiamo che secondo noi la passione deve essere sana e non tossica e contaminata, positiva e non negativa. Magari una certa "passione" un po' troppo sfrenata e ossessiva &nbsp;per alcool, gioco di azzardo, fumo, droghe, lavoro, violenza, turpiloquio e, soprattutto, denaro, non ha effetti benefici su corpo e mente. A noi piace il mare, la natura, l'insegnamento, la formazione, lo sport, la vela, il vento.</span></div><div><span class="cf1">Questa estate facevamo lo stesso discorso a una delle nostre istruttrici che si sentiva un po' avanti ormai con l età &nbsp;per svolgere al meglio questo mestiere e che sotto pressione e il numero di mesi lavorativi, ci confidava che forse temeva di aver perso un po' la sua innata, sfrenata &nbsp;e incrollabile passione. Le abbiamo parlato, le abbiamo dato tempo e l'abbiamo rassicurata. Questo serve.....il tempo. Anche per far rinascere quella passione che momentaneamente sembra sparita o sopita. Ma che è la' dentro, nella nostra anima, nel nostro spirito. E nessuna avversità, nessuna persona al mondo, riuscirà mai a cancellarla o sradicarla dalle sue radici e dalle solide fondamenta. E rappresenta un qualcosa di prezioso da coltivare e alimentare.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Chi lavora con passione è colui che quando paragona il proprio lavoro con quello di chiunque altro, sente che non cambierebbe strada per nessun motivo al mondo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Chi lavora per passione è spinto da una motivazione intrinseca. Queste persone amano ciò che fanno e trovano gioia ed entusiasmo nel loro lavoro. La passione è un motore interno che li spinge a dedicarsi appieno alle loro attività professionali. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Ma ricordatevi sempre che una passione deve conquistare l'anima ma non la deve rapire o annientare del tutto. Dedichiamo spazio e tempo anche alle altre cose importanti della vita.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Spinnaker]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000037"><span class="cf1">Salve cari amici e conoscenti bloggers, velisti e non. È tempo di bilanci e di chiusure. Abbiamo messo a dormire per 4 mesi le nostre 23 barche e i nostri 5 gommoni d'assistenza. Le abbiamo minuziosamente &nbsp;lavate con l idropulitrice, le abbiamo svuotate, riparate, sistemate, ingrassate e oliate con il crc, coperte con doppio telo di protezione e videosorvegliate, &nbsp;ma soprattutto le abbiamo ringraziate per l ottimo lavoro svolto in 8 mesi ininterrotti e ormai da 5 stagioni. Erano giovani e nuove quando sono arrivate sulla nostra spiaggia nel lontano 2020 e ora si sono un po invecchiate, hanno un po di acciacchi dovuti all'età, agli agenti atmosferici &nbsp;e al servizio svolto. <br></span><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/spinnaker.jpg"  width="500" height="666" /><span class="cf1">Ma sono ancora maestose, indomite ed estremamente belle e utili. Hanno portato in mare centinaia di allievi grandi e piccoli. Con entusiasmo, dedizione, abnegazione e passione. Senza mai lamentarsi o cedere o arretrare dalle loro responsabilità. Meritano cura, attenzione, manutenzione ed estrema gratitudine. Sembra quasi che stiamo scrivendo di esseri umani o di animali e non di oggetti (forse) inanimati. </span><div><span class="cf1">Queste considerazioni ci hanno portato, Non sappiamo per quale strana associazione di pensiero, &nbsp;a raccontarvi del nostro incontro con un gattino speciale di nome Spinnaker, per gli amici Spi. Tante volte negli anni ci hanno consigliato di adottare un gatto. Abbiamo sempre pensato che forse la nostra vita di nomadi di mare, anche tropicale, e di montagna, mal si coniugasse e conciliasse con la giusta attenzione da dedicare a un essere vivente animale. E che un gatto mal avrebbe digerito la vita con noi. Alle varie sollecitazioni esterne in tal senso, abbiamo sempre risposto che l'adozione sarebbe avvenuta se in qualche remoto caso, un gatto si fosse avvicinato a noi nel nostro luogo di lavoro, la spiaggia. Situazione che per noi era paradossale, impossibile e impensabile. Eppure una mattina di settembre, verso le 8,15 ci siamo imbattuti in un gruppo di 3 gattini con la.mamma, in un sentiero che dava proprio sulla spiaggia. Abbiamo iniziato a dar loro del cibo ma erano sempre molto restii al contatto, spaventati, nervosi e forastici. Nel frattempo lo stabilimento e la scuola vela erano state chiuse. Finché Giusy e suo figlio Massimo con grande sforzo e abilità ed esperienza non sono riusciti a conquistare la fiducia di Spinnaker che forse era rimasto solo e molto affamato. Con affetto lo hanno portato dalla veterinaria per i controlli.medici e le necessarie vaccinazioni. Ora Spi è momentaneamente da loro, nella loro grande casa con giardino, amato, coccolato, viziato felice, al sicuro e ben pasciuto. E a noi un po' manca la sua presenza sulla spiaggia e come compagnia. Forse sarebbe il caso di adottarlo? Ai posteri velisti l'ardua sentenza e decisione. Noi nel frattempo ci pensiamo spesso e con tanto affetto e nostalgia. Uno dei migliori incontri di questa faticosissima stagione.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 06:36:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vela: tra confini e libertà di Benedetta Vallesi]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000036"><blockquote type="cite"><span class="cf1"><span class="fs12lh1-5">Salve a tutti cari lettori e appassionati di mare e di vento, prima di condividere con voi qualche riflessione, vorrei raccontarvi qualcosa di me… &nbsp;Mi chiamo Benedetta Vallesi, ho 45 anni e sono Psicologa e Psicoterapeuta. &nbsp;&nbsp;Svolgo questa professione da circa 20 anni e posso dirvi con certezza che è la mia grande passione. &nbsp;Il contatto con l’altro, le vite e i vissuti, i legami sono per me fonte quotidiana di energia, di valore e comprensione, di emozioni insomma. </span></span></blockquote><blockquote type="cite"><img class="image-1 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/45.jpg"  width="500" height="667" /><span class="cf1"><span class="fs12lh1-5">Mi piace lo sport, l’ho praticato per molto tempo (la scherma, solo apparentemente diversa dalla vela) e mi sono anche fermata per un lungo periodo, poi è accaduto qualcosa nella mia vita che mi ha portata negli ultimi due anni a sentire il bisogno di riscoprire un senso di appartenenza. &nbsp;La vita a volte fa giri strani. Vi chiederete perché vi sto raccontando questo. &nbsp;Beh, perché in tu questi giri ho incontrato anche la Vela, vi dico come. Ho accompagnato a Luglio del 2020 mio figlio Edoardo a fare una lezione di prova, aveva 5 anni. Ricordo quel tendone bianco sotto al quale tanti bimbi e bimbe, ragazzi e ragazze ma anche adulti aspettavano in trepida attesa l’inizio della lezione di vela. Edoardo era il più piccolo e si appassionò così tanto che continuò il corso per le settimane successive, vincendo anche l’ambitissima borraccia, trofeo agognato da tutti gli allievi piccoli e grandi, simbolo di dedizione, passione, cooperazione e rispetto reciproco. Da quel giorno questa Scuola è diventata un porto sicuro. &nbsp;Da quel giorno, ogni estate e ogni inverno in vista dell’estate, abbiamo parlato di mare, di barche, di nodi, di vele, di vento e di becchi di gabbiano, di istruttori, di scuffie, di amici e delle parole di Marco FRPA (Fermati, Respira, Pensa, Agisci) che in Edoardo &nbsp;sono rimaste scolpite come nella roccia e, con la saggezza di un bambino, mi diceva con lo scintillìo negli occhi: “mamma, quando sono in barca mi sento davvero libero”. La libertà, questa sconosciuta… Poi lo scorso anno mi ha chiesto di provare ed io l’ho fatto, un po' per curiosità, un po' per accontentarlo, un po' per sfida con me stessa e, come lui, ho continuato una settimana dopo l’altra &nbsp;diventando così un’allieva anche io. &nbsp;Aveva ragione da vendere quel piccolo uomo, allora 5enne che, ancora oggi, continua a praticare questo meraviglioso sport. E da qui le mie riflessioni… La Vela apre ad un mondo, il Tuo mondo. Tutto ciò che fai o che provi in quel piccolo spazio diventa una rappresentazione di Te. La barca è come un microcosmo, uno spazio limitato all’interno del quale le emozioni, le relazioni, i confini e la consapevolezza di sé e dell’altro fanno da padroni. Ciò che si crea lì dentro è unico, ogni uscita è unica, così come ogni equipaggio, ogni istruttore. In realtà, ogni momento ha la sua unicità: i pranzi rubati , i caffè presi insieme per trovare uno spazio di tempo, i confronti e gli scambi di idee, i silenzi. &nbsp;Un giorno Marco mi chiese: “Benedetta, secondo te cosa contraddistingue questa Scuola?” ed io risposi senza esitazione: “la relazione”. Intendevo i rapporti umani nel loro significato più profondo. Oggi, anche dopo aver vissuto insieme l’esperienza della tromba d’aria dell’8 Settembre che vi è stata raccontata nel precedente articolo, risponderei esattamente la stessa cosa. La Vela crea legami, genera grandi amicizie, si sperimentano i confini, si provano emozioni contrastanti e nuove. A volte il bisogno di controllo entra in conflitto con gli elementi della natura, Aria e Acqua, e allora capiamo quando è necessario lasciar andare, cazzare o lascare (anche simbolicamente e metaforicamente), che occorre ascoltare e sentire, un po' come nella vita di tutti i giorni, dovremmo davvero imparare a farlo in ogni singolo momento della nostra vita.</span><br></span></blockquote><blockquote type="cite"><span class="cf1"><span class="fs12lh1-5"><br></span></span></blockquote><div><span class="cf1">Grazie a tutti e arrivederci in mare a vela all'Argentario in Toscana.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Nov 2024 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Gli Angeli del Vento]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000035"><span class="cf1">Cari amici bloggers e velisti, è con estremo piacere che dopo questa splendida Estate del 2024, diamo penna e parola al nostro presidente e direttore sportivo, nonché socio fondatore nel 2020 della nostra Scuola Vela Argentario asd in Toscana, Marco Ferranti, reduce da circa faticosi e soddisfacenti 8 mesi di stagione ininterrotta. Buona lettura a tutti voi di questo nostro quarantaquattresimo articolo e a presto risentirci.</span><div><span class="cf1">Buongiorno a tutti I nostri lettori. Desidero raccontarvi un edificante ed estremamente romantico &nbsp;episodio accaduto lunedì 8 settembre 2024.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/44.jpg"  width="500" height="666" /></div><div><span class="cf1">Ma prima occorre fare un flashback alla notte tra il 5 e il 6 novembre 1994, quando le province di Cuneo, Torino, Asti e Alessandria &nbsp;furono pesantemente colpite da un violento evento alluvionale che causò l'esondazione dei fiumi Po, Tanaro e molti loro affluenti (in particolare il torrente Belbo, importante affluente di destra del Tanaro), causando 69 vittime e 2.226 sfollati. In particolare le città di Clavesana, Garessio, Alba (sede della Ferrero dove si produce la Nutella), Asti furono letteralmente inondate dalle acque sporche dei fiumi in piena. Era notte fonda. Avevo 25 anni ed ero Ufficiale Tenente di Complemento della Guardia di Finanza presso il Secondo Battaglione di circa 1100 Allievi Sottufficiali nella Caserma Cesare Battisti della città di Cuneo. In particolare, rivestivo quella notte la carica di Ufficiale di picchetto, cioè sostituto comandante pro tempore della caserma in quel giorno. Ci avvisarono &nbsp;subito dell alluvione e dell esondazione, approntammo tutte le nostre risorse umane e le portammo , con tutte le attrezzature necessarie. nelle zone disastrate e allagate per dare volontariamente un aiuto e un sostegno alle popolazioni colpite dall'alluvione, con vanghe e badili.</span></div><div><span class="cf1">Mi sorprese e commosse molto vedere la reazione adorante e felice al nostro arrivo di chi aveva perso tutto o quasi ed era nel completo sconforto, colpito da giusta disperazione e forte rassegnazione e paura. Era gente dignitosa e coraggiosa.</span></div><div><span class="cf1">Vederci arrivare così &nbsp;forti, determinati e decisi a dare un aiuto con sincera solidarietà e partecipazione emotiva. dava loro energia e conforto umano e restituiva loro il sorriso perso. Ci chiamavano tutti "gli angeli del fango", ci consideravano moderni eroi, ci davano pacche sulle spalle, ci ringraziavano e si preoccupavano di offrirci quel poco cibo e l'acqua rimasti. È &nbsp;stato uno dei momenti più commoventi e dignitosi della mia vita e lo ricordo con tanto entusiasmo e sensazione di dignità.</span></div><div><span class="cf1">Perché vi ho raccontato questo aneddoto della mia vita? &nbsp;Ve lo svelerò presto.</span></div><div><span class="cf1">L'8 settembre verso le 10 di sera, una feroce ed impetuosa tromba d'aria (la seconda della stagione ma più forte e inesorabile ma soprattutto non prevista) si &nbsp;abbatteva sulla spiaggia della Giannella con venti da sud sud ovest di libeccio che soffiavano a 55 nodi di velocità cioè circa 105 km orari, di fronte al promontorio settentrionale dell'Argentario. Ricordo la sera stessa la mia forte preoccupazione ed ansia, anche nel guardare da casa un video della telecamera di sorveglianza in cui si vedeva tutto volare.</span></div><div><span class="cf1">Il lunedì mattina, subito dopo la tromba d'aria, alle 8 del mattino sono arrivato presso l'esclusivo stabilimento balneare Tramonto Beach e per un attimo sono stato assalito da un profondo sconforto. Ma con madre Natura non si puo' combattere. Ha il suo modo di dimostrare spesso il suo potere e la sua sovranità e io La rispetto profondamente. Su 21 imbarcazioni, 20 si erano ribaltate, rompendo numerose attrezzature e 4 di esse avevano addirittura disalberato. La scena era davvero raccapricciante. Ho iniziato subito a lavorare, cercando di non perdermi di animo. Ero solo e un po' rassegnato. Ma dopo circa due ore, sono arrivati quelli che io affettuosamente ho poi chiamato "gli otto angeli del vento", o IES, italian emergency squad. E li voglio nominare tutti, uno a uno, Isabella con il figlio Alessandro, Isabella con il figlio Giulio, Benedetta con il figlio Edoardo, Cinzia con la figlia Stella, 4 donne adulte e 4 ragazzi e bambini che potete vedere in foto. Molti di loro sono nostri allievi di vela da anni, alcuni di loro sono completamente profani, alcuni avevano dolori e disagi fisici. Insieme a loro, che non erano né &nbsp;istruttori, né esperti navigatori, apparsi dal nulla, senza essere chiamati, per fare e offrire del bene, &nbsp;senza chiedere nulla, abbiamo ricostruito parzialmente in sei o sette ore la.nostra tanto amata scuola vela. E mi hanno ricordato noi in Piemonte &nbsp;venti anni prima, che volgevamo una parziale sconfitta in una grande vittoria umana e morale. Ricorderò sempre quel giorno di novembre 1994 e questo giorno di settembre 2024. E ricorderò che queste persone mi hanno regalato forza, facendomi anche sorridere in maniera spensierata. E ricorderò &nbsp;quelle belle risate in cerchio a mangiare focaccia bianca e prosciutto crudo e una gustosissima frittura di calamari e gamberi, sorseggiando una coca cola gelata. Loro mi hanno fatto tornare felice e pronto per vivere appieno questo nostro grande lavoro, con più fiducia e rispetto per il genere umano. Grazie di cuore per questo fulgido esempio di profonda, dignitosa, poetica umanità.Sono orgoglioso di voi. Sono sicuro che il Karma vi ricompensera'.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 25 Oct 2024 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Michele Diana]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000034"><span class="cf1">Benvenuti cari amici velisti bloggers e uomini e donne di mare e di sport. Oggi in occasione del quarantatreesimo articolo del nostro seguitissimo blog, diamo la penna a Michele uno dei nostri istruttori federali di maggiore capacità ed esperienza. Uomo dal multiforme ingegno: velista, cuoco, manutentore, barman, tuttofare.</span><div><span class="cf1"><br></span><div>[image:image-0]</div><div><span class="cf1"><br></span><div><span class="cf1">"Ciao sono Michele Diana ho 43 anni e 2 &nbsp;figli meravigliosi.</span></div><div><span class="cf1">Sono istruttore Fiv 3° livello deriva, Kite e tavole a vela e 1°livello parasaling.</span></div><div><span class="cf1">Appassionato di vari sport come: calcio, pallavolo, Surf,skate e ciclismo inizio a fare vela a 13 anni al Circolo Nautico Livorno per poi passare l'ultimo anno al circolo velico Antignano e passare alla classe 420.</span></div><div><span class="cf1">Nel 98 mi qualifico al campionato Juniores europeo a Stoccolma finendo 9°.</span></div><div><span class="cf1">Nel 99 19° al mondiale assoluto di Atene e primo al medesimo campionato in specialità "a squadre".</span></div><div><span class="cf1">9° Campionato Europeo juniores Plymouth.</span></div><div><span class="cf1">2° al campionatoJuniores nazionale Marsala. </span></div><div><span class="cf1">1 °Campionato di classe 420</span></div><div><span class="cf1">1° circuito della Marina Militare (ancona- taranto- livorno).<br><br></span></div><div><span class="cf1">Nel 2004 inizio la mia carriera da istruttore Fiv presso Circolo Vela Sunset di Tirrenia per poi tornare alle origini al circolo velico Antignano sotto le direttive del mio mentore e istruttore Enrico Maltinti detto Chico.<br><br></span></div><div><span class="cf1">Grazie alla fiducia e responsabilità che ricevo cresco velocemente sia dal punto di vista professionale che dei risultati della scuola vela che raggiunge i 180 iscritti nella stagione estiva e 13 atleti nella squadra Optimist tra cadetti e juniores.<br><br><br><br></span></div><div><span class="cf1">L'esperienza accumulata in questi &nbsp;20 anni mi permette di insegnare lo sport della vela a 360 gradi. Tra bambini ragazzi adulti più o meno esperti, garantendo loro la giusta progressione didattica oltre soddisfazione e divertimento sempre in sicurezza.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">La scuola &nbsp;vela Argentario asd &nbsp;rappresenta per me una nuova sfida piena di soddisfazioni: grandi numeri di partecipanti,attrezzatura ben curata, barche moderne e divertenti e uno scenario magnifico con dei colori &nbsp;e una natura che vi "rapiranno".<br><br></span></div><div><span class="cf1"> Vi aspetto alla Giannella!</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><i><b>Come insegno ad andare a vela:</b></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Credo sia necessario distinguere varie tipologie di insegnamento base al cliente e alle proprie necessità.</span><br></div><div><span class="cf1">Divido queste categorie cinque gruppi diversi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><ul><li><b><span class="cf1">Primo: </span><span class="fs12lh1-5 cf1">prova la vela</span></b></li></ul></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Fare esperienze piacevoli governando l'imbarcazione e provando le tecniche base ( utilizzo del timone armo e disarmo imbarcazione utilizzo delle Vele &nbsp;teoria base nodi vento e andature.</span><br></div><div><span class="cf1"><b><br></b></span></div><div><ul><li><b><span class="cf1">Secondo: </span><span class="fs12lh1-5 cf1">impara la vela</span></b></li></ul></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">- Corsi intensivi o periodici per raggiungere l'autonomia sempre in sicurezza.</span><br></div><div><span class="cf1">- Utilizzo del timone e della scotta in tutte le andature.</span></div><div><span class="cf1">- Manovre</span></div><div><span class="cf1">- Navigazione con Spinnaker o gennaker</span></div><div><span class="cf1">- Prova di scuffia e raddrizzamento</span></div><div><span class="cf1">- Uscita e rientro in sicurezza in base alle condizioni meteo dalla base nautica</span></div><div><span class="cf1">- Cenni di meteorologia</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><ul><li><b><span class="cf1">Terzo: </span><span class="fs12lh1-5 cf1">corsi avanzati e preagonismo</span></b></li></ul></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">- Attività rivolta per coloro che vogliono iniziare un'attività agonistica sportiva velica.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">- Utilizzo delle appendici approfondito</span><br></div><div><span class="cf1">- Nuove tecniche</span></div><div><span class="cf1">- Tattica e strategia di regata cenni</span></div><div><span class="cf1">- Barca ferma e scarroccio attivo passivo</span></div><div><span class="cf1">- Percorsi</span></div><div><span class="cf1">- Setup imbarcazioni e vele</span></div><div><span class="cf1">- Meteo</span></div><div><span class="cf1">- Regolamento base</span></div><div><span class="cf1"><b><br></b></span></div><div><ul><li><b><span class="cf1"><span class="fs12lh1-5">Quarto</span></span><span class="cf1">: a</span><span class="fs12lh1-5 cf1">gonismo</span></b></li></ul></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">- Attività rivolta per coloro che vogliono migliorare le proprie prestazioni in regata.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">- Attività di allenamento strutturata e programmata in base ai calendari sportivi.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1">- Regate programmate</span><br></div><div><span class="cf1">- Analisi regate</span></div><div><span class="cf1">- Analisi video tecnici</span></div><div><span class="cf1">- Regolamento approfondito</span></div><div><span class="cf1">- Setup personalizzato Vele barca accessori</span></div><div><span class="cf1">- Assistenza coach</span></div><div><span class="cf1">- Attività fisica compensativa</span></div><div><span class="cf1">- Recupero traumi</span></div><div><span class="cf1">- Alimentazione personalizzata</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><b><span class="cf1">Quinto: </span><span class="fs12lh1-5 cf1">attività parasailing.</span></b></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 May 2024 06:22:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Antonio Lepri]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000033"><span class="cf1">Salve a tutti, cari amici bloggers accomunati dalla nostra stessa passione per il mare, la natura e la vela. Benvenuti nella lettura di questo quarantaduesimo articolo del nostro Blog che ci tiene piacevole compagnia in quasi ogni settimana e sin da gennaio 2023. Forse l ultimo di questa prima serie di articoli conoscitivi, tecnici ed esplicativi. Lasciamo immediatamente &nbsp;la parola ad Antonio Lepri, uno dei nostri migliori e storici ex allievi e ora diventato istruttore con responsabilità e con doti di intelligenza, dedizione, passione, professionalità e umiltà.</span><div><span class="cf1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/foto-blog.jpg" alt="Palmieri" title="Antonio" width="500" height="629" /><div><span class="cf1">"Ciao a tutti, mi chiamo Antonio Lepri, ho 21 anni e studio cinema al DAMS di Bologna, dove mi sono trasferito da Roma 3 anni fa. Sono velista da quando ho potuto mettere piede su una barca a vela, avevo infatti solo 5 o 6 anni quando ho iniziato ad in un circolo locale per poi nove anni fa iniziare a frequentare i corsi velici e collaborare con Marco Ferranti, per poi seguirlo dall’inizio (2020) nella nuova avventura della &nbsp;scuola vela che ha creato sulla spiaggia della Giannella all'Argentario in Toscana (GR). </span></div><div><span class="cf1">Durante tutte le estati trascorse come istruttore alla Scuola Vela Argentario, di cui sono stato anche allievo, ho visto crescere la nostra scuola vela sempre di più, a partire dai dati più tangibili, come il numero di imbarcazioni e attrezzature, in costante aumento, alla “invisibile” (per chi non ha ancora frequentato la SVA) maturazione di un gran numero di nostri ex allievi, ormai parte dello staff o membri di equipaggi agonistici. Penso che la grande forza della Scuola Vela Argentario sia la capacità di far sentire a casa chi la frequenta, grazie al gran numero di istruttori (almeno uno per barca) in grado di supportare tecnicamente ed emotivamente l’altrettanto elevato numero di allievi. Ciò contribuisce a creare un ambiente vivace, ma controllato, in cui tecnica e divertimento sono in sintonia e gli allievi principianti sono seguiti in ogni operazione da istruttori FIV e AICS con l’obiettivo di raggiungere la completa autonomia in barca e di divertirsi facendolo. La grande varietà di imbarcazioni (Laser 1; 420; RS Quest; Laser Bahia; RS Zest; Hobie 14 e altre ancora…) ci permette di accogliere allievi a tutti i livelli, con la possibilità per i più esperti di usare trapezi, spinnaker e gennaker. Nella mia esperienza come istruttore ho imparato da Marco a non accontentarmi mai, ricercando la (forse) irraggiungibile perfezione, l’importanza dei dettagli, per far sì che il nostro specchio di spiaggia e acqua funzioni come una macchina costantemente alimentata dall’amore per la vela e dalla volontà di trasmettere le proprie conoscenze e la propria passione. Vivere così la spiaggia della Giannella è per me un’attrazione fatale, che mi spinge sempre a mettere in dubbio il mio futuro, avendo scoperto una vocazione per l’insegnamento. Senza farmi troppe domande, mi appresto anche quest’estate a continuare il mio percorso, in cui credo di essere cresciuto didatticamente ma anche emotivamente grazie alla ciurma/famiglia dell’Argentario".</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 09:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Enrichetta Ranieri Martinotti]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000032"><span class="cf1">Salve a tutti .....dal Kenya, dove è estate piena e dove ci sono circa 38-40 gradi e vento da nord est (kaskazi) secco e costante. Lasciamo ora la penna per la scrittura del nostro quarantunesimo articolo del blog velico che imperversa on line &nbsp;a una delle nostre migliori istruttrici veterane ed esperte, con noi da ormai 18 stagioni prima ovviamente da allieva poi da capo barca, aiuto istruttrice junior poi senior poi istruttrice (aics) a tutti gli effetti. Noi affettuosamente la soprannominiamo "la regina del vento forte", molto tecnica, molto appassionata, con esperienza da vendere nonostante la giovane età. Vai Enri....Sfoga tutto il tuo sapere e il tuo grande e forte spirito di appartenenza.</span><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/art-41.jpg"  width="500" height="502" /></div><div><span class="cf1">Chers amis! Chers lecteurs! Cari amici velisti! Ciao a tutti! </span></div><div><span class="cf1">Mi presento, sono Enrichetta Ranieri Martinotti e ho 22 anni. Sono nata e cresciuta a Roma. Ho frequentato il Liceo Chateaubriand perciò sono bilingue con il francese. &nbsp;Studio Scienze Politiche all’Università La Sapienza e seguo il corso di recitazione al Teatro Quirino di Roma. </span></div><div><span class="cf1">Da quando sono piccola, ho avuto la fortuna di passare più di un mese all’Argentario, dove all’età di 7 anni, ho iniziato ad andare in barca a vela. Sin da subito questo sport mi ha conquistata. Mi sono molto appassionata e ho iniziato piano piano ad aiutare Marco con la scuola vela fino a diventare istruttrice. &nbsp;Nel corso della mia formazione velica non è mai mancato l’entusiasmo e la gioia per questo sport. &nbsp;Divertimento assicurato ! </span></div><div><span class="cf1">Oggi vorrei condividere con voi le mie più care passioni: la Vela, il Cinema e il Teatro. Tre discipline che amo profondamente e che mi permettono di esprimere le mie emozioni. Ogni volta che esco in barca e sento l’ebrezza del vento e il rumore delle onde contro lo scafo mi sento libera come quando salgo sul palcoscenico e recito le prime battute. In entrambi c’è bisogno di determinazione, di costanza e di precisione. Gli attori in scena generalmente devono assumere una posizione affinché' si rispetti un certo equilibrio proprio come accade su una barca a vela. Sia in scena che in barca bisogna avere sempre i riflessi pronti e avere sempre la situazione sotto controllo per prevenire e risolvere i problemi dato che il vento può variare sempre e in scena può capitare di avere dei vuoti di memoria. </span></div><div><span class="cf1">Al livello personale e al livello professionale, l’esperienza della scuola vela mi ha regalato molto. Ho imparato che significa &nbsp;prendersi cura delle cose &nbsp;prima di tutto delle barche e dei ragazzi e dei bambini. &nbsp;Ho avuto la possibilità di vivere un’esperienza lavorativa da molto giovane e assumere piccole responsabilità. &nbsp;Sono cresciuta tanto umanamente e ho imparato molto come il fatto di non arrendersi mai difronte alle prime difficoltà. Ho appreso l’assiduità e l’importanza del lavoro di squadra e anche l’impegno che ci vuole per raggiungere un obiettivo sia individualmente che collettivamente. &nbsp;</span></div><div><span class="cf1">La vela è quello sport che tutti un giorno dovremo provare per staccare dalla routine ed è il miglior regalo che potreste fare a voi stessi.</span></div><div><span class="cf1">È uno sport che unisce infatti mi porto avanti delle amicizie bellissime nate da questa fantastica avventura. La vela è uno sport di cui non posso fare a meno.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 07:01:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Alexander Souter]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000031"><span class="cf1">Salve e ben ritrovati, cari bloggers che seguite questo nostro blog velico da un anno con tanto entusiasmo, passione, curiosità e con indiscusso spirito di appartenenza.</span><div><span class="cf1">In occasione del nostro quarantesimo articolo diamo parola con piacere, rispetto e orgoglio ad Alexander Souter, ragazzo italo inglese, uno dei nostri migliori istruttori e atleta 420 di Vela su derive, cui siamo tutti molto affezionati, con noi dal 2009 prima da allievo, poi da capo barca, poi da aiuto istruttore, istruttore e infine responsabile della scuola vela.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/Alexander.jpg" alt="Alexander Souter" title="Alexander Souter" width="500" height="673" /></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Buongiorno a tutti. Mi chiamo Alexander Souter, ho 26 anni e sono laureato dal 2022 in criminologia all' University of Essex, ho anche un Master in Scienze criminali alla UCL di Londra. Ho rivestito e tuttora ricopro il ruolo di Analista di sicurezza internazionale sia a Vienna in Austria all'ONU - Organizzazione delle Nazioni Unite sia alla FAO di Roma - dall'inglese Food and Agriculture Organization of the United Nation's. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">La vela, simile alla vita, è un viaggio incerto nel mare dell'ignoto. Quando ci si avventura in acque sconosciute, ogni aspettativa è avvolta da un velo di mistero. Talvolta, il mare si presenta placido, con un vento favorevole e costante; altre volte, ci si ritrova nel cuore di una tempesta, con onde maestose a dominare l'orizzonte. La bravura di un marinaio e di un istruttore sta nel saper gestire la situazione, adottando la strategia più efficace per condurre la barca.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Attraverso questo meraviglioso sport, ho imparato a fronteggiare i momenti più stressanti della mia vita con una calma e tranquillità acquisita proprio grazie alle difficoltà affrontate in mare. Nell'imprevisto, la calma diventa il miglior alleato, mentre ansia e panico, se non controllati, si rivelano controproducenti, peggiorando la situazione. Lavorando spesso in mare con bambini, ho scoperto che il linguaggio del corpo riflette ciò che si prova dentro, trasparendo agli altri.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Ricordo un giorno di forte vento da Ponente all'Argentario in Toscana, quando la maggior parte delle barche aveva problemi e stava scuffiando. Decisi di salire su quella che sembrava avere più bisogno del mio intervento e aiuto. Notai la paura sui volti degli allievi e, sorprendentemente, anche su quella dell'aiuto istruttore. Risolti alcuni problemi tecnici, instaurai subito un clima sereno con i bambini, consapevole di come il mio comportamento positivo potesse influenzarli. In breve, la paura si trasformò in risate, dimostrando che ciò che emaniamo viene riflesso negli altri e osservato dall'esterno.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Devo la mia gratitudine a <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/?presentazione-marco-ferranti" class="imCssLink">Marco</a>, colui che mi ha insegnato e trasmesso fin da piccolo la passione per la vela e soprattutto per la vita. Oltre a essere uno sport straordinario, la vela è una scuola di vita, un modo di affrontare le sfide e di socializzare. Grazie a essa, ho incontrato amici speciali, viaggiato per l'Europa, scoperto le mie forze e debolezze, e abbracciato l'essenza del mare, un abisso di mistero che, pur vasto e sconosciuto, sento come una parte intrinseca di me stesso.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 26 Feb 2024 07:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La storia dell'Argentario]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000030"><span class="cf1">Buongiorno a tutti, nostri cari e affezionati bloggers provenienti da tutta Italia. Quest'oggi, vorremmo parlarvi della famosa località turistica di mare in Toscana, che ci ospita, e cioè il Monte Argentario che è un comune del centro Italia sul mar Tirreno e in provincia di Grosseto. Facilmente accessibile da un pò tutte le città, meta estiva turistica internazionale ma soprattutto meta preferita delle vacanze estive di romani e di fiorentini, milanesi, pisani e livornesi. Noi personalmente con la nostra famiglia di Roma frequentiamo l'Argentario da quando avevamo 3 mesi , cioè dal lontano 1970. Ma i nostri genitori, pensate, addirittura dai primi anni cinquanta.</span><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><br></span><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/monte-argentario.jpg"  width="500" height="419" /><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Per quanto riguarda la storia, riprendiamo fedelmente il testo del Comune di Monte Argentario che ottimamente e accuratamente ci racconta che:</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1"><span class="fs12lh1-5"><i>Monte Argentario era probabilmente in origine un'isola successivamente "ancorata"alla costa tirrenica dai tomboli della Feniglia a Sud e della Giannella a Nord, formatisi per l'accumulo dei detriti trasportati dai fiumi e dalle correnti marine. </i></span></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il primo insediamento umano all'Argentario risale certamente ad epoche remote, lo attestano i numerosi reperti archeologici sia nella Grotta degli Stretti che in quella di Cala dei Santi. Sono almeno 19 le spelonche che furono abitate, una delle quali molto capiente: lunga oltre 1 km, la "Grotta del Granduca", così chiamata in onore di Leopoldo di Lorena che ne promosse gli scavi, presenta anche un laghetto a 50 metri dall'ingresso.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Per la sua posizione geografica, che lo pone al centro del Mar Tirreno, l'Argentario fu considerato dai primi navigatori un approdo sicuro. Di straordinario valore strategico, il Promontorio fu munito di torri di avvistamento e di segnalazione per far fronte al costante pericolo di incursioni dal mare tra cui va ricordata quella del pirata Khair ad Din detto il Barbarossa, che nel 1.544 depredò e saccheggiò il borgo di Porto Ercole. Le primissime opere a carattere difensivo risalgono all'età del Bronzo, ma un vero sistema difensivo, che interessasse globalmente la costa del Promontorio, iniziò a prendere corpo solo nel XV, sotto il dominio della Repubblica di Siena.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Va, comunque, agli Spagnoli il merito di avere, in pochi anni, trasformato il Monte Argentario in una poderosa macchina bellica, con un formidabile complesso di fortificazioni per numero e qualità, superiore ad ogni altro consimile esistente in Toscana. Nacque così lo Stato dei Presidi, che comprendeva Orbetello, Porto Ercole, Porto S.Stefano e Talamone, ai quali, nel 1.602, si aggiunse la piazzaforte di Porto Longone, nell'Isola d'Elba. Il Promontorio, interamente montuoso (m.635) e caratterizzato da coste alte e rocciose, dove si può ammirare la famosa palma nana che nasce spontanea in loco, è ricoperto da una fitta macchia mediterranea, che si alterna alle coltivazioni di olivi, di viti e di alberi da frutta.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Nei vigneti, faticosamente ricavati terrazzando i fianchi del monte, si coltivano i rari vitigni Ansonico e Riminese. L'economia dell'Argentario, un tempo basata esclusivamente sulla pesca, trova oggi nel turismo la sua principale risorsa. Le prime notizie storiche le fornisce Strabone (morto nel 24 d.c.) nel "De Geographia" quando accenna al "Portus Cosanus", località che riappare poi denominata nell'"Intera Provinciarum" del 152 d.c., dove è evidente il suo legame con la città etrusca di Cosa.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Con la conquista romana la località è inserita probabilmente come preda di guerra in una grossa proprietà fondiaria. Passa poi alla famiglia degli Enobarbi Domizi di professione "Argentarii" cioè prestasoldi, che a titolo delle somme versate alla Repubblica durante la II Guerra Punica aveva ottenuto come saldo dei debiti l'intero Promontorio, detto in seguito "Argentariorum Mons", cioè Monte degli Argentari. Ad essi, forse, dovette appartenere la villa romana esistente a S.Liberata, detta Villa Domizia, che venne inclusa nel I secolo d.c. nella dote di Longina, sposa di Lamia Emiliano, fatta rapire dall'imperatore Domiziano per farne la propria consorte. Nel II° secolo d.c. Traiano la cedette in dote al Vibia Matidia, sua nipote, da cui il nome di Insula Matidiae. Nel IV° secolo d.c. l'imperatore Costantino la donò alla Basilica dei SS.Marcellino e Pietro. Riappare con il nome di Mons Argentariorum nel "De Reditu suo" di Rutilio Nomaziano nel V° secolo. Durante il periodo delle invasioni barbariche, tra il VI° e IX° secolo, sia per l'abbandono dell'Aurelia sia per l'impaludamento della costa, l'Argentario faceva vita a sè, nonostante dipendesse dall'Abbazia delle Tre Fontane a seguito della famosa donazione di Carlo Magno e Leone III.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Divenne poi possesso degli Aldobrandeschi e degli Orsini di Sovana e di Ladislao, Re di Napoli, e a partire dal 1.410 della Repubblica di Siena. E' di questo periodo il primo importante sforzo rivolto alla fortificazione del luogo. A seguito del trattato sottoscritto nel 1.557 da Filippo II di Spagna e il Signore di Piombino, l'Argentario entra a far parte dello Stato dei Presidi. Questo rappresentò per la Spagna un valido punto di appoggio ai suoi collegamenti marini con il Vicereame di Napoli e una valida sentinella per il controllo dello Stato della Chiesa e dei Duchi di Toscana.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Questi motivi spinsero Filippo II a mantenerlo saldo mediante opere di restauro e fortificazioni ulteriori. L'Argentario conobbe così un certo sviluppo e intorno alle fortezze di Porto Ercole e Porto S.Stefano si insediarono oltre che famiglie di soldati spagnoli anche pescatori di provenienza ligure e napoletana che approdando qui per la stagione di pesca colpiti dalla bellezza del luogo ne fecero loro abituale dimora. Dopo la parentesi napoleonica, nel 1.815 passò al Granducato di Toscana e successivamente al Regno d'Italia.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><b>PORTO SANTO STEFANO</b></span></div><div><span class="cf1">Località turistica molto conosciuta, Porto Santo Stefano è capolugo e sede del Consiglio Comunale. Il porto è diviso in vecchio e nuovo porto, ed è il cuore sia delle attività turistiche sia di quelle di pesca, e da qui i traghetti collegano il promontorio con le isole del Giglio e di Giannutri. Anche l'attività dei cantieri navali e carpentiera è piuttosto importante.</span></div><div><span class="cf1">Porto Santo Stefano cominciò a svilupparsi dopo la costituzione dello Stato dei Presidi. Specialmente sotto il governatorato di Gilles Nunez Orejon venne favorita la costituzione di un primo nucleo abitato intorno alla Rocca. A partire dal XVIII° secolo si ebbero flussi migratori che introdussero numerose famiglie di pescatori liguri e napoletani, da cui tuttora discende buona parte della popolazione.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><b>PORTO ERCOLE</b></span></div><div><span class="cf1">Suggestivo borgo marinaro sulla costa orientale dell'Argentario ed attrezzato porto turistico, Porto Ercole si affaccia su una baia dominata dalle possenti moli delle fortezze spagnole. Nella vicina Cala Galera fanno scalo ogni estate moltissime imbarcazioni da diporto attratte dalle funzionali strutture e dai servizi offerti da questo esclusivo approdo.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Non si hanno notizie certe sulla storia più antica di Porto Ercole. Sembra che si debba agli Etruschi l'attribuzione del nome di Ercole al luogo, ipotesi avvalorata dalla recente scoperta di una necropoli etrusca posta a monte di Cala Galera , collocata nel 13° settore dello zodiaco etrusco, corrispondente alla costellazione di Ercole.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Nell'alto medioevo appartenne, come tutto l'Argentario, all'Abbazia delle Tre Fontane, passò nel XIII° secolo agli Aldobrandeschi, quindi agli Orsini e dal 1.415 alla Repubblica di Siena. Lo Stato dei Presidi ne fece il cardine del sistema difensivo dell'Argentario, costruendo qui le imponenti strutture militari che ancora ne caratterizzano il paesaggio. Nei pressi di Porto Ercole morì nel 1.610 probabilmente di malaria , solo e fuggiasco, Michelangelo Merisi detto il Caravaggi</span></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Feb 2024 07:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vincere le proprie paure in barca e con la barca a vela]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002F"><div><blockquote type="cite"><div><span class="cf1"><br></span></div></blockquote><span class="cf1">Salve sailing bloggers e ben ritrovati nella piacevole lettura e discussione del trentanovesimo articolo del nostro blog velico che, un po' inaspettatamente, ha riscosso grandi consensi e successi e ha generato vatlrur domande e curiosità.</span><div><span class="cf1">Oggi lasciamo spazio e parola scritta alla nostra ex allieva di vela, ora istruttrice, nonché antropologa e amatissima da tutti i bambini più piccoli, Maddalena Bacconi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Cari amici e amiche veliste, </span></div><div><span class="cf1">Oggi vi parlo di un aspetto del lavorare in mare che non sempre si prende in considerazione. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/39.jpg"  width="500" height="375" /></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Non so quanti e quante di voi sappiano che nella stagione primaverile e autunnale, da marzo a giugno e da settembre a ottobre, lavoriamo anche con le scuole. Si tratta delle cosiddette “gite sportive”, nelle quali accogliamo scuole medie e superiori. Si tratta di un “target” diverso rispetto a quello con il quale lavoriamo durante la stagione estiva. Per me c’è anche una differenza con l’età, perché in estate porto in barca soprattutto bambini più piccoli, tra i cinque e gli otto anni. Ma quello delle scuole è un target diverso perché spesso questi allievi non sono mai stati in barca prima. Non è detto che le loro famiglie consentano loro di andare in barca, in alcuni casi anche le vacanze non sono all’ordine del giorno. Quest’aspetto comporta spesso il fatto che per loro si tratti di un’emozione forte, completamente nuova e per la maggior parte di loro positiva. Ma non per tutti. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Sicuramente avete sentito parlare di talassofobia. Questa parola significa, letteralmente, &nbsp;“paura del mare”, che si traduce in una profonda ansia e angoscia. Chi soffre di questa fobia non sopporta, ovviamente, l’idea di poter cadere in acqua perché, come dicono spesso, “non si vede cosa c’è sotto”. Si tratta di un legame con l’incosciente e con tutto quello che non sappiamo di noi, per questo ne soffrono soprattutto nella fase pre e adolescenziale. &nbsp;I più piccini, d’altra parte, mi chiedono di aiutarli a salire in barca quando la barca è già in acqua perché non vogliono bagnarsi o prendere freddo (o perché sanno che io assecondo questa loro richiesta e il fatto che a me piace viziare il mio piccolo equipaggio di pirati non è tema di quest’articolo). Dopo esser saliti, indico loro dove devono sedersi affinché mantengano l’assetto dell’imbarcazione. Quest’ultima, nel caso in cui non ci sia già onda, comincia a “dondolare” (come dicono loro) reagendo al peso dei loro corpi. E’ davvero difficile che uno di loro si impaurisca, piuttosto ridono e cominciano a chiacchierare o cantare tra di loro. Quando invece ho degli equipaggi formati da ragazzi un pochino più grandi il timore comincia proprio dal momento in cui salgono in barca. Sono temporalmente anche più lontani dalla fluttuazione che viviamo nei nove mesi che trascorriamo nel liquido amniotico prima di nascere. Io glielo dico sempre, “Ragazzi, tranquilli, siamo stati prima in acqua che sulla terra ferma, dobbiamo solo riabituarci, tirare fuori quella memoria antica dentro di noi”. Mi guardano interdetti nel primo istante per poi dirmi “Ah, è vero!”. Ma la talassofobia arriva dopo, quando usciamo. Ora, immaginate una persona che già sente di non avere la stessa “percezione del sé”, con difficoltà nel mantenere l’equilibrio, che ha anche paura del mare. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Mentre scrivo sorrido perché tutti i ragazzi che &nbsp;avevano paura e che ho conosciuto, sono poi riusciti a superarla. Prendiamo in considerazione anche il fatto che abbiamo molte poche occasioni per avere un contatto con la natura come quello che si instaura in barca a vela. E poi sapete, spesso noi adulti perdiamo un po’ quella saggezza che caratterizza invece i giovani. Bisogna avere un po’ paura del mare, è giusto che sia così. Poi si deve anche imparare a dialogare con quell’emozione e tradurla quindi in un profondo rispetto. Potrei raccontarvi mille storie ma ne scelgo una, che mi è rimasta nel cuore. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Questo maggio ho portato in barca un allievo che frequentava la seconda media. Un bambino che inizia a diventare un ragazzo, insomma. Molto introverso e timido. A malapena mi dice il suo nome e da come sale in barca mi accorgo che è molto intimorito e, ovviamente, (come la maggior parte dei ragazzi delle scuole), non ci è mai salito prima. Cerco di farlo sentire a suo agio. Usciamo, attraversiamo le boe e comincia a tremare. Non riesce nemmeno a guardarmi negli occhi, continua a fissare il mare con gli occhi sbarrati e a dirmi che non ha idea di cosa ci possa essere sotto. “Sai, il mio papà ha anche una barchetta ma io non ci sono mai voluto salire.” Lo metto subito al timone. Mi siedo accanto a lui e gli dico: “Non preoccuparti del mare adesso, né di quello che c’è sotto, non lo scoprirai oggi. Oggi devi pensare a timonare e a far sentire alla barca che sei tu il capitano.” </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Piano piano comincia a sentirsi più tranquillo. La mia presenza accanto a lui continuò ad essere fondamentale anche dopo, ad ogni piccolo movimento della barca, che per qualcun altro poteva essere impercettibile, si agitava nuovamente, per poi tornare a calmarsi. Aveva capito che poteva superare la sua paura. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Il secondo giorno mentre stavamo navigando dice: “Vorrei che qualcuno mi facesse una foto mentre sono in barca per farla vedere al mio papà, non riuscirebbe a credere che sono in barca! Sono diventato un marinaio!”</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">L’ultimo giorno continuò a divertirsi moltissimo. Quando non stava al timone, si metteva a prua aspettando gli schizzi delle onde sulla faccia. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Ci salutammo, salutammo quella classe, ognuno i suoi allievi. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Dopo aver preso parte alla foto di gruppo gli insegnanti diedero, come di consueto, l’indicazione di riprendere ordinatamente le loro valigie, i loro zainetti e avviarsi verso il pullman che li avrebbe riportati a casa. Tornò indietro, corse verso di me, chiedendo scusa alla professoressa e la rassicurò che sarebbe tornato subito. Mi raggiunse e mi abbracciò forte. “Maddalena, non ti dimenticherò mai!” </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Non feci in tempo a reagire che stava già correndo di nuovo verso il pullman. Dentro di me pensai che sicuramente io non mi sarei mai dimenticata di lui. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Non c’è un regalo più bello che può farti un lavoro. Non c’è un regalo più bello che può farti un bambino. Non c'è lavoro più bello di quello da istruttore di vela nel mondo. Da un grande potere deriva una grande responsabilità verso i nostri allievi.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Grazie Maddalena, brava e complimenti per la tua testimonianza.</span></div><div><span class="cf1">Alcuni di noi sono soliti raccontare ai bambini che hanno un po' di paura che anche Batman, l 'uomo pipistrello, aveva da piccolo paura dei pipistrelli ma dopo, superando con coraggio e consapevolezza i propri limiti e le proprie paure, ha reso proprio quei pipistrelli i suoi amici più fedeli e gli alleati più coraggiosi.</span></div><div><span class="cf1">Buon vento a tutti.</span></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 05 Jan 2024 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La dignità lavorativa]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002E"><div><blockquote type="cite"><div><span class="fs12lh1-5 cf1">Salve a tutti, cari e appassionati lettori del nostro blog velico che ci ha tenuto compagnia da Gennaio 2023, scrivendo articoli di varia natura. Oggi desideriamo, in occasione del trentottesimo articolo, ridare nuovamente parola e penna al nostro Presidente Marco Ferranti, con noi da 17 anni, uomo di sport e con esperienze lavorative di &nbsp;vario genere nel mondo, autore di una trentina di nostri articoli.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1"><br></span></div></blockquote><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/Screenshot_20231001_210918.jpg" alt="Scuola vela argentario" title="Scuola vela argentario" width="500" height="321" /><blockquote type="cite"><div><span class="fs12lh1-5 cf1">"All'inizio del 2020, triste anno per tutti, mi trovavo nel Nord del Kenya per lavoro. Gestivo un bellissimo &nbsp;Resort sull'isola di Manda nell'arcipelago di Lamu come ogni stagione invernale con 140 dipendenti soprattutto locali. A fine febbraio scoppio' il primo focolaio di Covid 19 in Italia e nel mondo con la conseguente chiusura di tutti gli aeroporti nazionali e internazionali e il funesto dilagare della pandemia globale. E tutti noi italiani all'estero rimanemmo bloccati, io in particolare fino al 20 maggio. Tralascio la descrizione del mio stato emotivo e psicologico e di quella dolorosa sensazione ansiogena di pericolo e di essere intrappolati e lontani da casa. Persi 12 chilogrammi ma poi riuscii a tornare in Italia con estrema felicità. &nbsp;Sin da quando ero ragazzo ho sempre avuto paura di perdere il lavoro. Avevo perso ovviamente il lavoro in Kenya perché tutti i resort e gli hotel avevano chiuso e, al mio rientro in Patria, inaspettatamente, persi anche quello estivo in Italia dopo 13 anni. Mi sono trovato di fronte a questa doppia perdita professionale in pochi mesi. In un articolo precedente ho raccontato queste dolorose vicende che sono poi scaturite nella coraggiosa decisione di creare la nostra amata Scuola Vela Argentario ASD in Toscana. Ma in questo articolo voglio raccontare, invece, la gioia che mi pervade da sempre nel dare e offrire lavoro e la giusta dignità lavorativa. Un diritto sancito costituzionalmente. Il lavoro, proprio e altrui, è sacro, inviolabile e va sempre rispettato. Permette a noi e si nostri cari di vivere. Negli anni, da quando ho rivestito cariche manageriali e direttive, ho sempre cercato di creare utili posti di lavoro, generando flussi di produttività e di crescita che richiedessero appunto nuove assunzioni e impieghi. Negli ultimi anni alcuni amici, spesso con figli piccoli a carico, hanno perso il loro lavoro (spesso con background di ufficio) e io, nel mio piccolo, ho cercato di aiutarli e gli ho offerto di lavorare presso la scuola vela, anche temporaneamente. Regalando, agli allievi e a me, la &nbsp;loro preziosa esperienza pluriennale e offrendo una incrollabile passione e un fervente e trascinante entusiasmo in ogni momento del loro percorso lavorativo. Il mio pensiero è stato quindi quello di valorizzare gli over 40 che spesso sono ghettizzati ed esclusi dal moderno mercato &nbsp;del lavoro. un tempo si diceva "largo ai giovani", io aggiungerei a questo detto un "benvenuti ai meno giovani", un grande patrimonio di conoscenze ed esperienze multilaterali che non va mai sprecato e dissipato &nbsp;e che può servire a formare, spronare e incentivare &nbsp;le nuove, energiche &nbsp;e forti generazioni di lavoratori con la loro fame e la loro voglia di riscatto sociale e umano e di dimostrare che ancora esistono e valgono. Io credo molto nell'importanza di creare uno staff con diverse età anagrafiche in perfetta sinergia e armonia, gli uni che aiutano gli altri. Evviva lo sport, evviva il lavoro, evviva la sana imprenditoria che lo genera. </span></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div><div></div></blockquote></div><span title="In arrivo" class="fs12lh1-5"></span><div></div><div dojoattachpoint="arrowWrapper"></div><div></div><div dojoattachpoint="arrowWrapper"></div><div></div><div dojoattachpoint="arrowWrapper"></div><div></div><div dojoattachpoint="arrowWrapper"></div><div></div><div dojoattachpoint="arrowWrapper"></div><div></div><div dojoattachpoint="arrowWrapper"></div><div></div><div dojoattachpoint="arrowWrapper"></div><div></div><div dojoattachpoint="arrowWrapper"></div><div></div><div dojoattachpoint="arrowWrapper"></div><div></div><div dojoattachpoint="arrowWrapper"></div><div></div><div dojoattachpoint="arrowWrapper"></div><div></div><div dojoattachpoint="arrowWrapper"></div><div></div><div dojoattachpoint="arrowWrapper"></div><div></div><div dojoattachpoint="arrowWrapper"></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 15 Dec 2023 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Punti di Forza]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002D"><span class="cf1">Salve a tutti cari amici velisti, uomini e donne di mare, bloggers, sportivi. Benvenuti e ben ritrovati &nbsp;nel nostro blog che da gennaio 2023 scrive di vela ma anche di tanti altri argomenti interessanti e attuali. </span><div><span class="cf1">In occasione del trentasettesimo articolo, ridiamo parola e penna al nostro presidente e direttore tecnico Marco Ferranti che ci illustrerà quelli che sono, a detta unanime, i punti di forza di questa Scuola Vela Argentario ASD in Toscana, in provincia di Grosseto, situata su una delle spiagge più belle del litorale tirrenico, la Giannella.</span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/scuola-vela.jpg"  width="500" height="375" /><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">"Mi chiamo Marco e sono il direttore da 17 anni della Scuola Vela Argentario, scuola federale e AICS. Eccomi di nuovo a voi, cari followers reali o virtuali della nostra Scuola di Vela, con un articolo che illustra i nostri punti di forza.</span></div><div><span class="cf1">- LOCATION: l 'Argentario con le sue cale, baie e spiagge, con l'acqua limpida e incontaminata. Molto vicino alle grandi città centrali. Divertente e piena di eventi. Vari macroambienti naturali si intersecano: laguna, macchia mediterranea, mare, spiaggia, oasi e dune ambientali protette, pinete, scogliere, colline.</span></div><div><span class="cf1">- la PASSIONE: presente in tutti i nostri istruttori e i nostri allievi. mista a un'esuberanza e a un entusiasmo congenito che caratterizzano da anni i grandi e i piccoli e che si acquisiscono per osmosi, anche solo varcando la soglia della scuola. La passione genera sempre qualità.</span></div><div><span class="cf1">- ESPERIENZA e POLIVALENZA: moltissimi dei nostri istruttori sono qualificati da titoli federali o del CONI, da formazione multilaterale, da titoli di studi universitari, da una grande consapevolezza e competenza tecnica e didattica pluriennale, o della più famosa scuola vela italiana e del Mediterraneo cioè il Centro Velico Caprera. Molti hanno esperienza di navigazione e di competizione, su deriva e su altura, anche in Oceano Indiano e Oceano Atlantico, nonché in Mar Rosso o ai Caraibi. Inoltre, i nostri 17 anni da istruttori e 50 anni di esperienza sul posto e del luogo, garantiscono massima efficienza e attenzione.</span></div><div><span class="cf1">- SICUREZZA: i nostri mezzi di assistenza, l'utilizzo continuo di radio e dei giubbini salvagenti omologati e la presenza costante a bordo di un istruttore cui sono affidati gli equipaggi, garantiscono un livello e degli standard di sicurezza fuori dal comune e sicuramente sopra la media. Nulla mai è lasciato al caso, seguendo procedure e direttive di organizzazione molto elevate. </span></div><div><span class="cf1">- QUALITÀ: intendendo con questa parola, sia l'aspetto della didattica che quello prettamente tecnico, maturati con decenni di allenamenti, uscite in acqua, corsi, esperienze sportive &nbsp;variegate nautiche e non.</span></div><div><span class="cf1">- EMPATIA e COMUNICAZIONE: qualità necessarie a tutti coloro che hanno come vocazione e missione quella di insegnare e formare giovani e meno giovani, il futuro della nostra società sempre più in difficoltà emotiva e con una profonda carenza di valori e ideali.</span></div><div><span class="cf1">- DIVERTIMENTO: necessario a imparare meglio e più velocemente, il sale del nostro mestiere. Personalmente lo ritengo assolutamente necessario.</span></div><div><span class="cf1">- FLOTTA: 22 imbarcazioni a deriva mobile, che, per scelta, rispettano un criterio di multilateralita', con barche doppie, collettive, singole, multiscafo e con kit gennaker, trapezi, spinnaker. Nessun allievo mai ad aspettare o messo sul gommone a turno. Tutti in barca a macinare &nbsp;miglia nautiche di navigazione. Questo imponente numero di barche ci consente di assecondare agevolmente e facilmente circa 65 allievi a turno nei tre turni della giornata velica. Da noi poche parole e chiacchiere, spazio alla distanza e ai fatti.</span></div><div><span class="cf1">- FAMIGLIA: il senso della famiglia aleggia nella nostra scuola da quasi due decenni. L'affetto che ci unisce è per tutti profondamente e fortemente tangibile. Ci si sente a casa e si desidera tornare e crescere di anno in anno. Il nostro tasso di fidelity, cioè di ritorni di anno in anno, è dell'85 per cento, davvero molto alto.</span></div><div><span class="cf1">- PARTNERS E FORNITORI: sempre gli stessi, eccellenti ed esperti, da più di un decennio con &nbsp;collaborazioni trasparenti, sinergiche ed efficaci e che ben si amalgamano tra di loro. Stabilimenti balneari, hotel, circoli sportivi, grandi aziende, agenzie e tour operators nazionali, fornitori</span></div><div><span class="cf1">- CAMPI ESTIVI VELICI STANZIALI: unici all'Argentario, organizzati dal 2014 sempre con lo stesso fedele partner, fidato ed esperto. Con operatori provenienti dagli scouts e da WWF e Legambiente e tanti sport di terra e di acqua offerti.</span></div><div><span class="cf1">Arrivederci a presto per provare con le vostre esperienze personali da noi, la veridicità di quanto sopra scritto e per testimoniare la garanzia dell'eccellente servizio che ogni anno offriamo ai nostri allievi, soci, frequentatori e genitori.</span></div><div><span class="cf1">Buon vento a tutti.</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 07:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Emanuela Gentile]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002C"><span class="cf1">Salve a tutti cari velisti e cari bloggers. In occasione del nostro trentaseiesimo articolo del blog daremmo la penna e po' spazio a una grande istruttrice federale &nbsp;Emanuela Gentile, molto tecnica, con grande esperienza e con la continua attenzione alla didattica e alla sicurezza dei nostri allievi. Una istruttrice dal multiforme ingegno che ha fatto della passione per la vela, la sua vita e il suo lavoro con noi.</span><div><span class="cf1"><br></span><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/gentile.jpg"  width="500" height="889" /><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">"La disciplina del mare non è tanto lontana da quella dell'attore”.</span></div><div><br></div><div><span class="cf1">Mi chiamo Emanuela e sono un istruttore di vela federale e questo di certo non è &nbsp;una novità, per chi legge questo blog ..ma aspettate un secondo..chiedo scusa ..dovrei riscrivere l'incipit.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Mi chiamo Emanuela sono una maestra di vela e sono anche una regista teatrale.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Di fatto queste due attività sembrerebbero molto &nbsp;distanti tra loro...quindi adesso proverò a spiegare perché secondo me non &nbsp;sono affatto cosi distanti.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Queste due mie splendide passioni sono equamente presenti nella mia esistenza e devo dire che la disciplina del mare non è tanto lontana da quella dell'attore. Il ruolo dell'istruttore ha molti punti di contatto con quello del regista. Entrambi devono avere &nbsp;sempre la situazione sotto controllo e pronti a prevenire problemi che possono pregiudicare la sicurezza e la tranquillità come sul palcoscenico come in mare, hanno un luogo da gestire e persone da muovere in uno spazio con codici prestabiliti, termini specifici un linguaggio che tutti in barca devono poter comprendere. La capacità di dirigere, spostare, decidere, avere una chiara visione d'insieme, fuori e dentro la scena. L'istruttore &nbsp;ha a che fare con una barca a vela, con i membri dell'equipaggio &nbsp;e con il mare, il vento e le condizioni meteo.. il regista con il palco, gli attori, gli imprevisti. Mondi che appaiono lontani ma ruoli simili per determinazione, consapevolezza, forza, presa di coscienza. Due mondi che difficilmente si incontrano in un'unica persona e lì convivono senza sgomitare, si sommano invece che annullarsi, si autoalimentano. Caratteristica propria di una spettacolo teatrale è che l'azione è " buona la prima" una volta aperto il sipario non ci si può fermare...come in mare una volta che si salpa tutto deve essere perfetto..quindi procedure, manovre, provate e riprovate infinite volte...in barca gli spazi sono compressi, l'umanità è tanta, la vicinanza porta conoscenza e rispetto, bisogna stare attenti a non sbattere la testa contro il famigerato boma come a rispettare gli spazi e stare sempre in ascolto dell'altro. Perché il piacere di vivere &nbsp;questa esperienza sta proprio nel fatto che tutti sono indispensabili, ognuno svolge un ruolo fondamentale....potrebbe essere una metafora dell'esistenza. La mancanza di privacy cementa la compagnia, l'affiatamento, ma potrebbe essere motivo di tensione e proprio in questo &nbsp;caso &nbsp;lo skipper cioè il comandante dell'imbarcazione oppure il regista devono fare la differenza ed essere riferimento unico per tutti. In conclusione nessuna differenza anzi tanti i punti di contatto tra i due mestieri. </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Due passioni e due competenze che si alternano naturalmente.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">SI PUÒ FARE! </span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Buon vento e tanta fortuna a tutti voi.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Nov 2023 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[10 Buoni motivi per fare vela]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002B"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Buongiorno a tutti cari bloggers. In questo articolo d estate lasceremo la parola e la penna a uno dei nostri esperti istruttori federali di vela che ci elenchera' i 10 BUONI MOTIVI PER FARE VELA. Lui risponde al nome di Fabio Leporini, calabrese e marinaio doc.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/4.jpg" alt="10 motivi per fare scuola vela" title="10 motivi per fare scuola vela" width="500" height="333" /></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">"Tra Orbetello e Porto Santo Stefano, in uno scenario di rara bellezza, ha sede una tra le scuole di vela più grandi d’Italia. Ha una flotta di barche che, per numero e tipologia, è raramente “replicabile” sull’intero territorio nazionale e dà la possibilità a migliaia di bambini, ragazzi e adulti di fare vela in una cornice da fare invidia ai Caraibi. Il sole riscalda la sabbia, il vento (che non manca mai) la modella fino a creare le dune della Giannella. Il mare è cristallino e i tramonti... da favola. Ed è proprio qui che si affaccia la nostra Scuola di Vela (Argentario), a due passi da Roma. Vi diamo quindi 10 (buoni) motivi per praticare questo meraviglioso sport (presso il nostro circolo). </span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">1. TRE (SPORT) IN UNO</span><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La vela, a differenza di (quasi) tutte le altre discipline sportive, può essere praticata in modo individuale, in coppia o in equipaggio. Dipende dalla tipologia di barca utilizzata.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Individuale (singolo)</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Si può navigare su derive come l’Optimist, l’O’pen Skiff o il Laser. La prima è la barca scuola per eccellenza. Dà la possibilitàai bambini (a partire dai 6 anni) di avvicinarsi al mondo della vela giocando e, al contempo, permette di proseguire l’attività partecipando a regate sin da giovanissimi. Anche l’O’pen Skiff viene utilizzata come barca scuola o per avvicinarsi alle competizioni sportive.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Generalmente, chi si approccia allo sport della vela in età più avanzata svolge i corsi su barche doppie o collettive. Solo dopo aver acquisito una certa praticità inizia a navigare sui singoli come il Laser, probabilmentela deriva più diffusa al mondo. Anche con questa barca si ha la possibilità di praticare vela agonistica ai massimi livelli.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Barche doppie</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Se non si vuole andar per mare da soli ma senza voler condividere il piacere della navigazione con troppi compagni di viaggio ecco che ci vengono incontro, solo per citarne alcune, il Laser Pico, l’RS Zest e il 420.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Collettive</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">In questa categoria rientrano le derive che possono ospitare a bordo più di due persone. In questo caso, quindi, si parla di vela come “gioco” di squadra. Si va dal sempreverde Tridente 16 al Laser Bahia, passando per l’RS Quest.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tutte derive che fanno parte del vasto parco barche della Scuola Vela Argentario, diretto da Marco Ferranti.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">2. SI IMPARA A RISPETTARE LA NATURA</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">È uno sport ecologico e praticandolo si imparano a riconoscere le azioni che danneggiano il mare così da poterle evitare.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La Federazione Italiana Vela (FIV), ha infatti stilato il Decalogo dell’Ecovelista “adottato” dalle scuole vela italiane. “Un velista responsabile non deve mai dimenticare di rispettare l’ambiente, sia a terra che in mare”. I primi tre punti del decalogo sono probabilmente i più importanti, perché valgono sia sulla terraferma che in mare:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">1) Differenzia i tuoi rifiuti e non gettare nulla nell’ambiente</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">2) Non sprecare acqua</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">3) Non utilizzare plastica monouso</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">3. 365 GIORNI ALL’ANNO</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">A differenza di quello che molte persone pensano, la vela può essere praticata 365 giorni all’anno. La maggior parte delle manifestazioni sportive si svolgono, infatti, nel periodo compreso tra l’autunno e la primavera. Per iniziare a fare vela, però, è consigliato il periodo primavera/estate, per agevolare l’avviamento.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">4. SI PRATICA ALL’ARIA APERTA</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Molti sport si svolgono all’aria aperta, ma pochissimi permettono di stare a contatto diretto con gli elementi naturali quali il mare, il sole e il vento.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">5. MARE A 360 GRADI</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Oltre a praticare sport, la barca permette di trascorrere momenti conviviali insieme al partner, agli amici o alla famiglia.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">6. REGALA EMOZIONI</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Non importa se si va per mare per un corso di vela, una regata, una crociera o un trasferimento, l’importante è navigare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Andare per la prima volta da soli in barca e governarla, planare a 15 nodi sotto spi o gennaker durante una regata offshore o fare incroci al cardiopalma tra le boe, vedere i delfini sulla prua o fare i turni per raggiungere in sicurezza la meta delle vacanze cambia poco. Navigare dà emozioni.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">7. SCUOLA DI VITA</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Aiuta a sviluppare capacità di problem solving sia in autonomia, navigando su barche singole, che in equipaggio, quando si è a bordo di barche doppie o collettive.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Queste capacità di affrontare e risolvere eventuali problemi in mare (durante una veleggiata o in regata) prepara ad affrontare qualche difficolta che si presenta lungo il cammino della vita.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">8. FONTE DI GUADAGNO</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Chi si appassiona a questo sport, con il passare del tempo può anche farne un lavoro.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">È infatti possibile avere come sbocco lavorativo quello di istruttore, presso uno dei tanti circoli velici distribuiti lungo la costa dell’Italia, o lavorare come skipper (in proprio o per conto di aziende). Entrambi i percorsi lavorativi richiedono ovviamente un percorso formativo, ma la passione aiuta…</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">9. LOCALITA’ DI MARE: ARGENTARIO</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Chi vive in una città di mare (o di lago) ha la fortuna di avere a disposizione un campo di gioco naturale aperto 365 giorni all’anno. Sarebbe un peccato non approfittare di questa opportunità. Chi, invece, non ha questa fortuna, ha comunque la possibilità di praticare questo sport in una delle centinaia di scuole di vela che si affacciano lungo il litorale italiano.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Tra le scuole di vela più grandi d’Italia, con una flotta di barche che per numero e tipologia è raramente “replicabile” sull’intero territorio nazionale, ha sede la nostra Scuola Vela Argentario. Siamo orgogliosi - commenta il Direttore Sportivo dell’associazione, Marco Ferranti - di far &nbsp;navigare, ogni anno, migliaia di bambini, ragazzi e adulti ed insegnare loro l’andar per mare. Inoltre è motivo di orgoglio vedere la felicità dei nostri allievi nei loro occhi in ogni momento che condividiamo con loro, sia in mare che sulla terraferma. E chi vuole ripetere l’esperienza di navigare - come fanno in tanti - nel nostro mare, sulle nostre barche e con i nostri qualificati istruttori” -, basta che ci contatti e fare richesta (</span><span class="imUl cf2">https://www.scuolavelaargentario.com/corsi.html</span><span class="cf1">). E per noi non è che un piacere accontentarli. Per chi prolunga la permanenza, infatti, pratichiamo sconti perché siamo felici di rivederli ed è inoltre giusto che chi ha voglia di ritornare da noi sia premiato. Infatti vengono a (ri)trovarci in tanti e da ogni angolo d’Italia. &nbsp;</span></span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">10. È DIVERTENTE!</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sì, la vela è divertente.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Un nostro istruttore ricorda ancora con immenso piacere (un esempio su tutti) quando un bambino – fino a qualche giorno prima convinto sostenitore dei giochi da consolle – al termine del corso gli si avvicinò e gli disse: “La vela è meglio della PlayStation!”.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Questi sono alcuni dei motivi per cui, secondo me, vale la pena fare vela.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Buon vento</span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 11 Aug 2023 06:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lago o Mare?]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002A"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">LAGO O MARE?</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Così come ci sono alcuni che sono amanti delle derive e altri appassionati di cabinati (ne abbiamo parlato in un post precedente), ci sono velisti fautori della navigazione sui laghi e altri entusiasti della navigazione in mare. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/3.jpg" alt="Lago o Mare" title="Lago o Mare" width="500" height="333" /></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">I vantaggi del lago sono innegabili: a fine uscita non c’è bisogno di lavare la barca con acqua dolce per togliere il sale, dopo pochi metri dalla riva c’è abbastanza fondale per abbassare pala del timone e deriva (rendendo il decollo e l’atterraggio più semplice), non ci sono secche, non si è mai troppo lontani da una riva (un fattore di sicurezza da non sottovalutare), le piene dei fiumi affluenti raramente portano detriti pericolosi per chi va a vela. La navigazione in acqua dolce ha comunque degli svantaggi: in molti laghi in inverno non è possibile effettuare attività a causa della mancanza di vento (o di temperature proibitive), in Italia i laghi sono concentrati al nord (lago di Garda, lago di Como, lago Maggiore solo per citarne alcuni) e al centro (lago di Bolsena, lago di Bracciano), per evidenti ragioni geografiche (l’Italia ha chilometri di 8.300 chilometri di costa) il numero di circoli velici sui laghi è notevolmente più piccolo di quello dei circoli sul mare (il più grande lago italiano, il lago di Garda, si estende per 370 chilometri quadrati).</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Dal punto di vista tecnico il lago insegna molto bene a navigare con venti “ballerini” (variabili in direzione e intensità) mentre in mare si impara la gestione dell’onda (tranne in casi eccezionali e su specchi d’acqua molto grandi, le onde di un lago sono meno pronunciate di quelle che si incontrano in mare).</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">In Italia il lago di Garda è il campo di regata in acqua dolce per eccellenza: da diversi anni a Riva del Garda (nord del lago) si organizza una regata Optimist da record (più di mille partecipanti) e campionati nazionali e internazionali di diverse classi (derive, catamarani, windsurf, cabinati) che richiamano velisti da tutto il mondo. Chi scrive ricorda la sua partecipazione al campionato del mondo Contender (una deriva singola con trapezio progettata da Ben Lexter, l’autore delle linee d’acqua di Australia II, la prima barca non americana a vincere la Coppa America agli USA) a Riva del Garda come una delle esperienze veliche più adrenaliniche mai fatte. A Riva del Garda il vento (Peler la mattina e l’Ora il pomeriggio) soffia così gagliardo (spesso sopra i venti nodi) da far coniare la battuta di spirito “se sei un velista vero regati almeno una volta a Riva del Garda. Poi, se ti vuoi del male, regati una seconda volta a Riva del Garda”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La Scuola Vela Argentario nasce sul mare dell’Argentario per diverse ragioni: da inizio Aprile a fine Settembre la temperatura è gradevole, le condizioni di vento abitualmente presenti la mattina garantiscono la situazione ideale per insegnare la pratica della vela ai neofiti (corsi di iniziazione per adulti e bambini) mentre il ponente che si propone nel pomeriggio permette agli allievi di perfezione conduzione e manovre, le strutture ricettive (alberghi, campeggi, ristoranti, stabilimenti balneari e spiagge attrezzate) permettono di organizzare una vacanza per tutta la famiglia, la posizione centrale facilita l’organizzazione del viaggio o di gite nelle città vicine (Roma è a poco più di 140 chilometri). Poiché tutti questi vantaggi sono difficilmente replicabili in altre località, la Scuola Vela Argentario è uno dei posti più belli per imparare la navigazione a vela. Perché “dopo che qualcuno viene bagnato dall’acqua salata non sarà più lo stesso”.</span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Aug 2023 06:00:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Derive o Cabinati?]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000029"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">DERIVE O CABINATI?</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Per molti il mondo della vela si divide in due: derive da una parte, cabinati dall’altra.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">I cabinati sono le imbarcazioni che si trovano abitualmente nei porti o nei marina: basano la loro stabilità su un bulbo (o una pinna) di ghisa o piombo e nella maggior parte dei casi (escludendo cabinati da regata come i J24 e i Platu 25, dove si elimina ogni peso superfluo per alleggerire la barca) sotto coperta hanno cuccette, bagno, cucina, tavolo da carteggio, radio. Sono tutti dotati di motore (entrobordo o fuoribordo, a seconda della lunghezza del cabinato) per supplire alle situazioni di poco vento (o vento assente) e per entrare e uscire dai porti (le manovre a vela all’interno dei porti sono proibite).</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/2.jpg" alt="derive o cabinati" title="derive o cabinati" width="500" height="333" /></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Le derive sono barche con equipaggio ridotto (da una a due persone) con le quali si può partire da una spiaggia. Hanno un’autonomia di navigazione limitata (anche se valenti marinai italiani e francesi hanno attraversato l’Atlantico con catamarani sportivi di sei metri) e per essere condotte alle loro massime prestazioni in condizioni di vento fresco richiedono una buona preparazione fisica.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Un cabinato si può quindi assimilare ad un camper, una deriva ad un go-kart: con il primo si può andare in vacanza per diversi giorni mantenendo buona parte delle comodità casalinghe, con il secondo si prova l’ebbrezza della velocità (alcuni catamarani superano agevolmente i venti nodi) “conducendo il mezzo con il sedere” (parafrasando il campione di Formula 1 Niki Lauda). I punti di forza dell’uno sono naturalmente i punti di debolezza dell’altro: è caldamente sconsigliato affrontare una lunga navigazione in go-kart, pardon in deriva, così come chi si aspetta il brivido della velocità nei cabinati rimarrà irrimediabilmente deluso.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Così come la maggior parte dei grandi piloti di Formula 1 ha iniziato nei go-kart, la maggior parte dei velisti di successo ha imparato ad andare a vela con una deriva: poiché il peso della barca è molto simile a quello del suo equipaggio (un centinaio di chili per il 420, poco più di settanta per il Laser singolo, solo per fare qualche esempio) e il timone è molto sensibile (basta muovere di pochi gradi lo stick - o prolunga della barra del timone - per modificare in maniera sostanziale la rotta), si assimilano molto velocemente le tecniche di gestione dei pesi del corretto uso del timone.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Avendo come obiettivo quello di insegnare la corretta conduzione di un’imbarcazione a vela, la Scuola Vela Argentario si è dotata di derive singole (Laser singolo, Sessa Zoom), derive e catamarani doppi (Laser 2000, Laser Pico, RS Zest, Tridente 14, 420, Hobie Cat 14), derive collettive (RS Quest, Laser Bahia, Tridente 16), le più performanti delle quali dotate di gennaker (una vela utilizzata nelle andature portarti, simile ad un ottavo di sfera) e trapezio (un cavo d’acciaio al quale, grazie ad un’imbracatura, il prodiere si aggancia per migliorare la coppia raddrizzante). In questo modo l’allievo avrà sempre a disposizione la deriva giusta per consolidare il suo livello o migliorarlo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">NOTA</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Come in tutte le attività umane complesse, ci sono naturalmente delle eccezioni. Ne citiamo alcune come esempio: il Soling o la Star (entrambe classi olimpiche fino a qualche edizione fa) sono assimilabili a derive (prestazioni elevate, nessuno degli accessori tipici del cabinato presente a bordo, motore assente) ma hanno una pinna di ghisa e non possono partire dalla spiaggia, i J70 e &nbsp;Melges 24 sono cabinati spartani progettati per la regata ( quindi anche qui nessuno dei gadget tipici delle barche a bulbo) con ottime prestazioni velocistiche.</span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 28 Jul 2023 06:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il Catamarano]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000028"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Hobie Cat 14: cinquant’anni e non sentirli</span><div><span class="cf1 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tra le 21 barche della flotta della Scuola Vela Argentario c’è anche un catamarano, l’Hobie Cat 14.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Questo modello è stato la prima realizzazione del californiano Hobie Alter, che lo ha lanciato sul mercato alla fine degli anni sessanta. Alter era un surfista che voleva realizzare una barca veloce nelle condizioni di vento nelle quali il wind surf è poco divertente. Progettò un catamarano semplice, eliminando sia derive (lo scarroccio viene minimizzato dalla forma degli scafi) che la regolazione della rotazione albero (presente invece nell’Hobie Cat 18 e nel Nacra 17, il catamarano olimpico) che ebbe un successo immediato prima in California, poi nel resto del mondo, Europa compresa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/1.jpg" alt="Hobie cat 14" title="Hobie cat 14" width="500" height="333" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il resto è storia: per stare dietro agli ordini venne fondata la Hobie Cat, il più grande costruttore di catamarani sportivi al mondo), che mantiene ancora oggi in listino l’Hobie 14. Il diretto discendente dell’Hobie 14 è il modello Hobie Cat 16, prodotto in più di 120.000 esemplari, un numero enorme nel mondo della vela sportiva.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">In più di cinquanta anni di storia l’unica innovazione degna di nota (a dimostrazione della bontà del progetto iniziale) è stata l’introduzione del fiocco nella versione “Turbo” (come quella in dotazione alla Scuola Vela Argentario, da sempre attenta a fornire ai suoi allievi un’esperienza di navigazione completa).</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Grazie alla stabilità di forma caratteristica dei catamarani (molto più larghi delle derive di pari lunghezza), l’Hobie 14 Turbo è dotato di un albero che sfiora i 6,8 metri di altezza e di 13 metri quadri abbondanti di tela (fiocco + randa), una superficie velica superiore a quella del 470, rispetto al quale è anche più leggero.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Come in tutti i catamarani, di bolina l’obiettivo è quello di navigare con lo scafo sopravento leggermente fuori dall’acqua (circa 20 centimetri), in modo da diminuire la superficie bagnata senza però che lo scafo sottovento affondi troppo. Con vento sostenuto il prodiere esce al trapezio per aumentare il già buon momento raddrizzante della barca (larga 2,34 metri, contro i 1,68 metri del già citato 470).</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Con poco vento l’obiettivo diventa quello di minimizzare la superficie bagnata: in questo caso di bolina tutto l’equipaggio si sposta a prua, con timoniere e prodiere (quest’ultimo sottovento) sdraiati il più avanti possibile (la pancia è sulla traversa anteriore).</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Di poppa con vento sostenuto si deve evitare che le prue affondino sull’onda che precede (l’Hobie Cat 14 è spesso più veloce delle onde), mentre con poco vento la tecnica di navigazione è molto particolare: il timoniere è in piedi al centro del trampolino, con le spalle appoggiate alla randa per aprirla tutta, il prodiere funge da “tangone umano” e apre con un braccio il fiocco stando in piedi sullo scafo sotto vento. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">A causa della larghezza esuberante, la virata è la manovra più delicata: nella fase iniziale il timoniere deve manovrare i timoni in modo delicato, per evitare che manovre brusche rallentino troppo la barca, nella fase finale si devono azionare i timoni in maniera più decisa. Il prodiere può aiutare lasciando il fiocco a collo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La prossima volta che frequenterete una scuola vela non domandatevi perché tra la flotta di derive c’è un catamarano, domandatevi perché non c’è.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Jul 2023 06:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lorenzo Rondelli]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000027"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Buongiorno cari amici velisti e sportivi, vicini e lontani, assidui o saltuari lettori del nostro Blog velico. Oggi, in occasione del nostro trentunesimo articolo settimanale, lasceremo la penna a Lorenzo Rondelli, classe 1968, un grandissimo amico e competente istruttore federale e del circolo Velico Caprera, ingegnere molto quotato, apprezzato e intelligente nel campo automotive, regatante su varie classi &nbsp;e ovviamente parte del nostro eccezionale staff. &nbsp;Egli ci racconta come e quando ha conosciuto il nostro presidente e direttore Marco.</span><div><span class="cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/lorenzo-rondelli.jpg"  width="500" height="400" /><span class="cf1 ff1"><br></span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">"Sono inciampato in Marco “Pellizza” Ferranti nell’Ottobre 2006 a Caprera. Non ho notato un bel ragazzo baciato dal sole, ma una bandana e un giubbotto con il logo Valtur che mi hanno catapultato in un pensiero tanto sconfortante (“Noooo, io che come ingegnere lavoro tutto l’anno chi mi ritrovo in un posto fantastico come questo? Uno che non ha trovato un modo serio per guadagnarsi da vivere e viene a rovinare le mie due settimane in quest’isola meravigliosa”) quanto clamorosamente sbagliato.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sono bastati pochi giorni per accorgermi dell’enormità della cantonata che avevo preso: Marco è una delle persone più preparate e corrette che io conosca, con una passione viscerale per il mare, la vela e l’insegnamento. Le due settimane passate insieme come aiuto istruttori nella scuola vela più grande del Mediterraneo sono state tra le più divertenti che io abbia mai passato al Centro Velico Caprera. Sono sicuro che di Marco hanno lo stesso ricordo gli allievi e gli istruttori che tenevano il corso.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La scuola che Marco ha organizzato all’Argentario è un caso da manuale di come esperienza (forse tutti sanno che Marco naviga da quaranta anni abbondanti, più del doppio dei miei) e competenza (forse non tutti sanno che Marco è laureato in Economia e Commercio) sono gli ingredienti giusti per far divertire diverse centinaia di allievi ogni anno, da Aprile a Ottobre, dalle elementari alle medie superiori, agli adulti. Pur avendo frequentato diversi circoli per campionati mondiali (Contender, Fireball) e italiani (Hobie Cat 16, Formula 18, Snipe, FJ, Half ton, altura) in Italia e all’estero (Francia, Slovenia) e navigato con talenti come Matteo Miceli (due volte record man di traversata atlantica su un catamarano di 20 piedi non abitabile) su un J-Class, le volte nelle quali ho trovato capacità simili a quelle di Marco si contano davvero sulle dita di una mano.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Negli anni ho cercato di risarcire Marco dei cattivi pensieri che ho avuto nei suoi confronti: è uno dei velisti ai quali ho dedicato il mio primo libro “La vela è una cosa seria” (nutro la segreta speranza di trovare un editore per il terzo libro, nel quale racconterò le avventure che abbiamo condiviso nel corso istruttori del 2007), ho fortemente voluto che fosse nella sua scuola vela che mio figlio di sei anni imparasse a navigare (sono di quegli istruttori che pensa che non si debba insegnare ai consanguinei, che devono imparare da qualcuno che non sia il proprio genitore ma che condivida gli stessi principi e creda negli stessi valori del genitore), quando ho potuto sono entrato nel suo gruppo istruttori. Ho un desiderio fisico di imparare (e tutte le volte che imparo qualcosa mi sento un privilegiato) e vedere Marco in azione sia in acqua che a terra (dove riesce ad essere attento a tutti gli allievi, senza distinzione) mi permette di godere di situazioni difficilmente replicabili in altri circoli.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Se fossi in pericolo in mare e potessi scegliere la squadra di soccorso, Marco sarebbe uno dei tre nomi (pochi ma buoni) che farei. Cerco quindi di fare del mio meglio per evitare che Marco venga scippato ai suoi allievi. Non credo me lo perdonerebbero mai".</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Grazie Caro Lorenzo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Non abbiate paura di avere paura. </span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Jul 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Alessandro Azzaro]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000026"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Benvenuti cari lettori, assidui o saltuari, del nostro blog velico che di sola vela non scrive ma che affronta temi di varia natura e dà parola scritta a molti ragazzi dello staff. Oggi a deliziarci con le sue parole è Alessandro, un ragazzo leale, ineccepibile professionalmente, carismatico, estroverso, divertente, grande imitatore e pilota di auto, instancabile e, sua caratteristica peculiare, fortemente inclusivo e aggregante. Colui che ogni direttore di scuola sportiva vuole accanto a sé per formare il gruppo e consolidarlo ma soprattutto per farlo divertire e tornare di anno in anno.</span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/Foto-Blog-30.jpg"  width="500" height="343" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ciao a tutti amici sportivi, il mio nome è Alessandro Azzaro, ho 23 anni. Sono nato a Roma e ormai da molti anni quando si parla di vela più che una passione </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">la considero una positiva e sana ossessione. Come molti altri istruttori della mia </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">età ho iniziato nel lontano 2007, all’età di sette anni con mio padre che, avendo </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">conseguito lo stesso anno la patente nautica a vela, ha voluto che anch’io avessi </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">l’opportunità di provare questo meraviglioso sport. Insieme a mio padre conobbi </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Marco Ferranti e subito, fin da piccolo, mi legai a questa persona, che divenne il </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">mio riferimento sia sportivo che umano, ogni estate per le successive estati. Gli </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">anni passavano e da allievo divenni aiuto istruttore, istruttore per poi diventare </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">uno dei responsabili della Scuola Vela Argentario. La vela mi ha sempre ispirato, </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">in primis, la libertà: amo andare in barca la mattina presto e sfogare tutte le mie </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">emozioni in mare.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La Scuola Vela Argentario e Marco mi hanno dato molte possibilità, tra cui </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">formarmi molto giovane al mondo del lavoro, improntato sulla serietà e la </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">professionalità, e soprattutto di farmi lavorare in un contesto sano, sportivo e </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">formativo per i giovani. Insegnare ai bambini è per me una grande gioia, </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">soprattutto vederli felici e interessati nell’apprendere questo meraviglioso sport.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Io penso che un punto forte della nostra scuola vela sia andare oltre il normale </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">insegnamento, mescolando professionalità e valori umani facendo sì che si </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">instauri un rapporto di fiducia e divertimento sia per l’allievo che per l’istruttore.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La parte più bella del mio lavoro, secondo me, è vedere gli allievi tornare anno </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">dopo anno e ricordare il tuo nome, rivivendo nel processo le migliori esperienze </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">passate con l’istruttore. Questo, almeno per me, è un segnale che come</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">istruttore ho fatto un buon lavoro facendo in modo di condividere le miei </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">passioni, radicate da bambino, ad altri bambini e giovani ragazzi, che come me </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">nel lontano 2007, iniziano il loro percorso velistico. Bisogna essere pazienti e </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">determinati per far sì che questo risultato si ottenga. È dura per un ragazzo di </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">sedici anni, o più giovane, che diventa aiuto istruttore accantonare la </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">spensieratezza della spiaggia e il dolce far nulla estivo, dopo un anno dedicato </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">agli studi, per svegliarsi presto tutte le mattine e andare a lavorare intensamente </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">fino al tardo pomeriggio. Tuttavia, io non l'ho mai vista così. Per me lavorare </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">l’estate alla scuola è sempre stato motivo di grande vanto e un'esperienza di </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">gran lunga positiva. Questa determinazione instaurata dalla scuola vela mi ha </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">aiutato notevolmente nella mia carriera professionale prima nel conseguire la mia </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">laurea triennale in Scienze Politiche e successivamente nel mio lavoro attuale </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">nel Parlamento Europeo. La determinazione di cui vi parlo cerco di trasmetterla </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">giorno dopo giorno a tutti i giovani aiuto istruttori sotto la mia responsabilità per </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">far in modo che anche loro capiscano l’importanza ed il privilegio di lavorare in </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">un contesto lavorativo divertente e positivo come la vela. Crescendo ho capito </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">che non sarò eterno e che malgrado vorrei lavorare tutta l’estate nel contesto </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">della vela, ciò non è possibile per una combinazione di impegni sia scolastici che </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">lavorativi. Per questo, il mio obiettivo per il tempo che ricopro come responsabile </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">è formare le nuove generazioni di aiuto istruttori e istruttori a portare avanti i </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">nostri valori fondamentali e soprattutto il grande ed ambizioso progetto di far </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">crescere la NOSTRA scuola vela in modo da ottenere sempre i migliori risultati </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">sia sportivi che umani.</span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Jul 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Elisa Bernabei]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000025"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Cari lettori, benvenuti nella lettura del nostro ventinovesimo articolo del blog velico della <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/?presentazione-scuola-vela-argentario-asd" class="imCssLink">Scuola Vela Argentario asd</a> in Toscana, una tra le più grandi scuole vela in Italia. Lasceremo la parola e la penna a una delle migliori veliste e istruttrici che la scuola vela abbia mai avuto dal 2007. Simpatica, tecnica, bella (assomiglia all'attrice americana Blake Lively), carismatica, affidabile e grandissima lavoratrice, amatissima da tutti gli allievi e le allieve. Una istruttrice che ogni responsabile di scuola vorrebbe avere a collaborare con sé. </span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/Foto-blog-29.jpg"  width="500" height="576" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">"Buongiorno a tutti. Sono Elisa Bernabei, ho 23 anni e vado in barca a vela da quando ne avevo 6. Sono nata e cresciuta a Roma, ma ora vivo in Svizzera, a Zurigo, dove lavoro in consulenza strategica, dopo una laurea in Economia. Ad oggi, nella mia vita di tutti i giorni, le uniche onde che vedo sono le curve nei grafici su Excel; ma qualche anno fa, il mio primo lavoro è stato proprio quello di istruttrice di vela. La vela mi ha insegnato tantissimo, e sarò sempre grata a Marco e a tutta la scuola vela Argentario. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Mi sono avvicinata alla vela nel 2007, all’età di 6 anni. Ho iniziato per gioco, perché mi divertiva salire in barca con i miei fratelli e i miei amici, e Marco mi è stato da subito simpatico. Crescendo mi sono appassionata e ho cominciato a partecipare alle regate, insieme ad Emma, mia amica e prodiera nel mio equipaggio. Con il passare del tempo, sono diventata prima aiuto-istruttrice, poi istruttrice, fino ad arrivare ad essere formatrice delle nuove leve. Da allieva a istruttrice e da istruttrice a formatrice. In ognuno di questi tre step sono cresciuta, non solo tecnicamente, ma anche e soprattutto umanamente. </span><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Da allieva ho esercitato la precisione. La precisione che serve ad armare e disarmare una barca, ad imparare a fare i nodi, a calcolare il momento più adatto per virare in regata. Ma ho esercitato anche la dedizione nel prendermi cura della barca che mi veniva assegnata, la puntualità nel presentarmi in orario alle lezioni di teoria. Da allieva ho anche apprezzato la ricchezza delle amicizie nate da un equipaggio, la potenza del lavoro di squadra, la gioia di una vittoria e il valore di una sconfitta.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Da istruttrice ho conosciuto la bellezza dell’insegnamento. Ho conosciuto la soddisfazione nel vedere un bambino impaurito imparare prima ad orzare e poi a virare “guardando avanti e passandosi lo stick dietro la schiena”. Ho capito cosa si prova quando ci si rende conto di essere riusciti a trasmettere non solo una disciplina, ma una vera e propria passione. Ma ho imparato anche cosa vuol dire dover gestire persone, il più delle volte bambini, avendone la responsabilità insieme a Marco, in un contesto così imprevedibile come a volte può essere il mare. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Da formatrice di nuove leve di istruttori, ho potuto accompagnare i ragazzi nel passaggio da semplici velisti con una passione ad insegnanti con una missione. Insegnando ad insegnare, ho dovuto riflettere su cosa significasse per me la vela e il suo insegnamento, per poterlo poi condividere con chi sarebbe venuto dopo di me. Da formatrice di nuove leve ho imparato a distinguere il talento sterile da quello generativo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La vela mi ha insegnato tanto, ma mi ha fatto anche divertire e stringere amicizie che mi porto avanti dall’estate del 2007. È uno sport incredibile, ed impararlo è il miglior regalo che potreste fare a voi stessi o ai vostri figli. &nbsp;</span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le Escursioni all'Argentario]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000023"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Buongiorno cari amici velisti oggi, in occasione del nostro ventisettesimo articolo del blog, incontriamo e lasciamo penna e parola a uno dei nostri allievi storici, Franco, tra i massimi esperti di organizzazione di escursioni via mare e via terra di tutta la Maremma e soprattutto dell'Argentario. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Maremma – Una Terra tutta da Scoprire … </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/le-escursioni-argentario.png"  width="500" height="400" /></div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">"Quando nel 2007 mi hanno proposto di venire in Maremma per occuparmi anche di escursioni, pensavo sarebbe stato un semplice passaggio della mia vita e che sarebbe durato al massimo una stagione. Conoscevo poco e nulla, ma mi era stato detto che “fondamentalmente i turisti vogliono visitare le Isole”.</span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Decido di accettare la proposta con molti dubbi ma sono poi bastate poche ore e immediatamente mi sono innamorato di questa Terra capendo che qui avrei voluto mettere radici, e cosi è poi stato.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Varie agenzie da anni collaborano attivamente con la Scuola Vela Argentario asd e con il direttore tecnico Marco Ferranti in Giannella, e propongono meravigliosi tour alle isole di Giannutri e del Giglio, due delle isole dell'arcipelago Toscano. In seguito si è cominciato con lo spirito del turista a girare in lungo e largo e si è scoperto tante altre realtà ed esperienze che avevano bisogno solo di essere aiutate ad essere proposte ai nostri futuri Turisti. Alla minicrociera Giglio e Giannutri sono state affiancate quelle del Giro Calette in Catamarano, un’uscita snorkeling in gommone, Passeggiate in Bicicletta e Carrozza nel parco dell’Uccellina, Passeggiate a cavallo in Laguna e Parrina, Lo Spettacolo dei Butteri Maremmani, e dalla stagione post covid, allungandosi anche sul territorio limitrofo, anche gite in Quad, un Parco avventura, gite in Barca a Cala Violina e all’Isola d’Elba, lo Spettacolo dei Falconieri e la Festa Maremmana. Nel quinquennio 2020-2024 gli ospiti in gita sono diventati tantissimi, e per verificarne il gradimento, basterà cercare le recensioni delle varie agenzie sulle pagine di Google e Tripadvisor, semplicemente usando le parole chiave “escursioni in Maremma ”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Inoltre, per coloro che non dispongono di auto, o preferiscono non utilizzarla, &nbsp;alcune agenzie dispongono anche di &nbsp;Bus con i quali propongono diverse uscite a settimana. La prima, tra le numerose offerte disponibili, &nbsp;alle Cascatelle di Saturnia con visita guidata al Borgo storico di Pitigliano . La seconda, a Capalbio che comprende Spiaggia al mattino, &nbsp;e visita guidata al Borgo Antico ed al Giardino dei Tarocchi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sui vari siti c’e’ la possibilità di vedere tutto il menu’ di proposte , sono tutte ampiamente descritte, e se qualcosa non dovesse essere chiaro, si puo’ contattare la Scuola Vela Argentario per ulteriori informazioni. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il meccanismo di prenotazione per tutte le agenzie è molto semplice. Generalmente non bisogna anticipare nulla, in quanto il compito è solo quello di raccogliere le prenotazioni e comunicarle ai vari titolari di attività. Non ci sono commissioni extra da parte delle agenzie, il prezzo è quello “di compagnia” a meno che non si abbia bisogno di servizi aggiuntivi come ad esempio di Navetta di accompagnamento. In alcuni casi il pagamento avviene pertanto il giorno stesso della gita, e il sistema di Booking provvederà ad inviare al Cliente 24h prima un sms con tutti i dettagli per l’incontro, compresi i parcheggi consigliati .</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Speriamo pertanto che chiamerete e verrete numerosi, ma speriamo innanzitutto che le Vacanze in Maremma possano essere per voi, per le vostre famiglie, per i vostri amici, le piu’ gradite e serene. Ve lo meritate.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">A presto. Franco</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 Jun 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Partenza e arrivo]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000021"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Buongiorno a tutti e ben ritrovati nella interessante lettura del nostro ventiseiesimo articolo di quel blog velico sul nostro sito internet e che tanto successo sta riscontrando on line. </span><br></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">In fase di partenza in barca a vela da un punto X, bisognerà accertarsi delle condizioni del vento e della sua direzione a terra oltrechè delle condizioni del mare. Inoltre sarà utile osservare la conformazione del luogo (fondale, secche, scogli) e la presenza di eventuali ostacoli (per es. corridoio di lancio). Controllare che la barca sia </span><b><span class="cf1">armata adeguatamente</span></b><span class="cf1"> per le condizioni del mare/vento (vele, tappi, scotch, scotte non strozzate, scotte in chiaro). Il timoniere tiene per lo strallo la barca al vento con le vele in bando, il prodiere sale a bordo e controlla/prepara la barca. Il timoniere fa “abbattere” e poggiare la barca facendo scorrere e sfilare la falchetta sopravvento tra le mani e sale a bordo con le mura prescelte.</span></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/FOTO-26.jpg"  width="500" height="375" /><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1"> Buona regola è sempre quella di partire da sopravvento, di bolina larga e con le &nbsp;mura a sinistra se il vento proviene più da sinistra, con le mura a dritta se il vento proviene più dalla destra. Nel caso in cui il vento sia quasi perfettamente perpendicolare alla spiaggia o cala, si può partire indifferentemente con mure a sinistra o destra. </span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Occorre a questo punto dare la </span><b><span class="cf1">maggiore velocità possibile</span></b><span class="cf1"> alla barca e renderla più </span><b><span class="cf1">manovriera</span></b><span class="cf1"> possibile, tenendo la rotta prefissata e sicura e le scotte sempre in mano. Ricordiamo il detto che “barca ferma non governa”. Sarà necessario partire il più </span><b><span class="cf1">sopravvento</span></b><span class="cf1"> possibile per limitare lo scarroccio laterale e tenere abbastanza acqua sottovento. La deriva (da parte del prodiere) e la pala del timone (da parte del timoniere) andranno tirate </span><span class="imUl cf1">progressivamente e gradualmente</span><span class="cf1"> giù a seconda del fondale. Le vele saranno bordate: il fiocco cazzato per evitare un eventuale imprevista erronea virata, la randa potente e cazzata ma non troppo per poter orzare. I pesi inizialmente a centro barca (anche sottovento se necessario con vento leggero) con la barca piatta.</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Prima di iniziare a scrivere sull'argomento “arrivo” a un qualsivoglia punto X (spiaggia, scalo, scivolo, cala), bisogna capire </span><b><span class="cf1">i motivi</span></b><span class="cf1"> </span><b><span class="cf1">e gli obiettivi </span></b><span class="cf1">per cui si rientra.</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Di solito lo si fa per terminare a veleggiare, perchè ci si vuole riposare in quanto stanchi, per controllare lo stato dell'attrezzatura e riparare eventuali danni, per regolare le vele e le manovre correnti a seconda del cambio di vento, per esercizio, per inizio/termine lezione, per sicurezza in caso di vento forte in peggioramento, in caso di sopravvenuta assenza del mezzo di appoggio.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Innanzitutto in fase di arrivo bisognerà prendere alcuni punti di riferimento a terra ed effettuare una </span><b><span class="cf1">ricognizione </span></b><span class="cf1">(bandiere a terra) per accertarsi della direzione reale del vento a terra, della presenza di eventuali ostacoli (secche, scogli affioranti, profondità del fondale).</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Occorrerà poi cercare di dirigersi verso la parte </span><b><span class="cf1">sopravvento </span></b><span class="cf1">a partire da un'andatura di </span><b><span class="cf1">bolina larga</span></b><span class="cf1">, il timoniere </span><b><span class="cf1">alzerà solo una parte della</span></b><span class="cf1"> </span><b><span class="cf1">pala del timone</span></b><span class="cf1"> togliendo dallo strozzatore sul timone la scotta di ritenuta della pala stessa. Nello stesso tempo il prodiere </span><b><span class="cf1">alzerà parzialmente la deriva </span></b><span class="cf1">ma non tutta. Bisogna assolutamente lasciare acqua libera sottovento e ridurre lo scarroccio. Mai rientrare di poppa piena con la barca che Rolla pericolosamente soprattutto se c è onda formata e se ci sono secche. Per non rischiare anche di strambare accidentalmente o addirittura scuffiare. </span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Scopo dell'avvicinamento è quello</span><b><span class="cf1"> ridurre progressivamente ma incisivamente la velocità </span></b><span class="cf1">e quindi sarà necessario sventare fiocco e randa cioè mettere in bando le vele, tenendo sempre le scotte comunque in mano per regolare la velocità di avanzamento e governare adeguatamente la barca.</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Si arriverà </span><b><span class="cf1">prua al vento </span></b><span class="cf1">orzando dolcemente con il timone per </span><b><span class="cf1">fermare </span></b><span class="cf1">la barca. Alcuni in questa fase rolleranno il fiocco.</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">A questo punto il timoniere si sistemerà al centro dell'imbarcazione per bilanciare la barca perchè il prodiere salterà sopravvento a pruavia delle sartie cioè tra sartia e albero. Le appendici (pala timone e deriva) verranno tirate completamente su.</span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Glossario]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000020"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Buongiorno cari sailing bloggers. Ricordiamo con un sorriso, quando a 17 anni, quindi negli anni ottanta, in un corso di iniziazione obbligatorio tenuto presso il Centro Velico di Caprera nel Nord Est della Sardegna (vicino a Palau e La Maddalena), gli istruttori ci tennero a lezione il primo giorno tante ore a svolgere la prova di nuoto, di scuffia e contro scuffia e soprattutto per &nbsp;spiegarci la nomenclatura della barca, cioè l'elenco dettagliato di tutte le parti e attrezzature tessili, plastiche e metalliche che costituiscono la barca. Ecco, oggi vi proporremo la lettura del cosiddetto Glossario Nautico. L'elenco delle parole che ogni buon marinaio e istruttore dovrebbero conoscere a memoria. In altro articolo ci soffermeremo poi sui nodi, cercando di insegnarne on line almeno una ventina essenziali. </span></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/glossario.png"  width="500" height="400" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">E vai di elenco:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ABBATTUTA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">manovra che consiste nel PUGIARE sino a fare prendere il vento alle vele sulle mure opposte.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ABBRIVO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">inerzia dell'imbarcazione a continuare nel suo movimento anche quando è cessata la spinta propulsiva, sia essa a vela o a che a motore.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ACQUA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">col termine "chiedere acqua" si intende il manifestare a viva voce il proprio diritto di precedenza, sia agli incroci (mura a dritta contro mura a sinistra) che in boa.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>AGUGLIOTTO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">perno di una cerniera; quest'ultima è detta femminella nel caso di un timone appeso allo specchio di poppa.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ALAGGIO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">atto di portare la barca in terra, di solito per il ricovero invernale.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ALABARDATA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine derivato da un'espressione francese per indicare lo spostamento brusco della barca rispetto alla rotta o alla prua tenuta quando è all'ancora, per effetto di vento o corrente.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ALBERO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">antenna. in legno o alluminio, posta in posizione verticale, appoggiata in coperta o passante e fissata alla chiglia; serve a sostenere il piano velico.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ALETTE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">particolari appendici applicate alla parte inferiore del bulbo e ideate per diminuire i vortici di estremità ed accrescere la portanza, pur contenendo il pescaggio. Sono divenute famose dopo la vittoria di Australia 11 all'America's Cup.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ALFA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine che rappresenta la A nell'alfabeto fonetico </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">internazionale ICAO.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ALISEI:</b></span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>venti </b>provocati dal riscaldamento dell'aria nelle zone </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">equatoriali; spirano costanti da Nord-Est nell'emisfero </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nord e da Sud-Est in quello Sud.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ALLASCARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">vedi lascare.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>AMANTIGLIO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">manovra corrente (normalmente una cima tessile) </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">utilizzata per sostenere un'asta (boma, tangone, ecc.); per questo corre internamente all'albero in modo identico alle drizze (che può anche sostituire in casi di emergenza).</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>AMMAINARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">fare calare vele, bandiere, ecc. filando la cima a cui gli oggetti alzati sono dati volta.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ANCORA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">strumento metallico con bracci terminali detti marre, utilizzato, una volta gettato in acqua, per fermare l'imbarcazione ad essa legata mediante un cavo o una catena. Diversi sono i tipi di ancore a seconda dei fondali e delle caratteristiche dell'imbarcazione: ammiragliato, Fortress, CQR, Danforth, Hall, Bruce e grappino.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ANDATURA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">direzione di avanzamento della barca rispetto al vento; assume nomi differenti man mano che il vento ruota passando da prua verso poppa (bolina stretta: 40-45 gradi al vento apparente; bolina: 45-55 gradi; bolina larga: 60-80 gradi; traverso: 90 gradi; lasco: 100-130 gradi; gran lasco: 140-170 gradi; poppa pieno o fil di ruota: 180 gradi).</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ARMARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">l'insieme delle operazioni necessarie affinchè una barca possa prendere il mare (dal porre le attrezzature in condizione di poter operare all'accumulo di provviste, ecc.), comprendendo anche il montaggio dell'albero e la sua messa a punto; per estensione si usa spesso il termine armamento per indicare il tipo di attrezzatura velica</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>AVVOLGIFIOCCO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">sistema per arrotolare il fiocco attorno allo strallo; con esso si può ridurre con continuità la tela esposta al vento senza effettuare il cambio delle vele.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>AVVOLGIRANDA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">sistema per ridurre, issare o ammainare la randa avvolgendola intorno a speciali boma o internamente ad apposite cavità dell'albero.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>BALUMINA:</b></span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>caduta </b>poppiera di una vela, cioè bordo di uscita del vento quando questo scorre parallelamente alla superficie del mare.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>BARRA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">asta collegata al timone per poterlo ruotare stando in pozzetto: da notare che, essendo collegata direttamente e trovandosi opposta alla pala rispetto al perno di rotazione, la barra va mossa in senso inverso a quello in cui si vuole muovere il timone.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>BITTA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">attrezzatura di coperta o di banchina dalla caratteristica forma a colonnina svasata a cui vengono fissate le cime d'ormeggio: viene spesso così chiamata anche la galloccia che invece ha forma di pi greco.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>BOA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">oggetto galleggiante utilizzato come punto d'appoggio per facilitare le manovre di ormeggio, per sostenere segnali (normalmente di pericolo) o per favorire l'atterraggio.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>BOLINA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">andatura che si effettua mantenendo una rotta il più possibile contraria alla direzione di arrivo del vento (circa a 40-45 gradi a idestra o sinistra rispetto al vento apparente); si distingue in bolina stretta, bolina o bolina larga a seconda dell'ampiezza dell'angolo al vento (vedi anche andatura).</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>BOLINARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">navigare di bolina.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>BOMA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">asta su cui viene inferita la base della randa; è collegato all'albero Icirca un metro più in alto rispetto al piano di coperta) mediante uno snodo detto trozza che permette il movimento in ogni direzione: può essere sostenuto da un amantiglio o da un vang rigido.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>BOMPRESSO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">asta che sporge dalla prua per consentire di issare il fiocco più a pruavia della prua stessa.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>BORDEGGIO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">risalire il vento percorrendo ("tirando") dei bordi di bolina stretta.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>BOZZELLO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine marinaro con cui vengono chiamate le carrucole; a seconda del numero di pulegge viene chiamato anche bozzello semplice, doppio, triplo; quando è apribile, potendo esservi inserito anche un cavo già in tensione, prende il nome di pastecca.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>BRACCIO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">cima fatta passare entro la varea del tangone e utilizzata per richiamare la bugna di sopravvento dello spinnaker e fissare così il punto di mura della vela.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>BUGNA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">indica genericamente l'angolo di una vela, più propriamente I'angolo di scotta.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>BULBO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">è la pinna zavorrata fissata sotto lo scafo per dare equilibrio stabile alla barca (stabilità di peso); nei moderni yachts da diporto il peso del bulbo varia dal 40 al 45% del peso complessivo della barca.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>CARENA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">è la parte immersa dello scafo, detta anche opera viva per essere a contatto con l'acqua.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>CARICABASSO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">cima usata per fare trazione verso il basso, ad esempio sul tangone: è detta anche alabasso.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>CATAMARANO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">imbarcazione a stabilità di forma dotata di due scafi simmetrici paralleli tra loro.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>CAZZARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">rendere maggiormente tesa una cima.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>CENTRO DI DERIVA:</b> </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">centro geometrico della sezione laterale dell'opera viva di uno yacht: in esso si considerano applicate le forze che si oppongono allo scarroccio.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>CENTRO VELICO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">centro geometrico delle vele: nell'approssimazione di fiocchi e randa di forma triangolare, il centro velico di ognuna di esse è determinato dall'incrocio delle mediane, cioè delle rette che congiungono i punti medi dei lati con gli angoli opposti.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>CROCETTE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">aste poste lungo l'albero perpendicolarmente ad esso: la loro funzione consiste nell'accrescere l'angolo tra sartia e albero diminuendo così la tensione necessaria a mantenere quest'ultimo in posizione.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>CUMNINGHAM</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">al nome di Briggs Cunningham, il suo ideatore: è una cimetta fatta scorrere nell'apposito occhiello </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">(cunningham hole) posto al di sopra del punto di mura; quando è messa in tensione, consente di smagrire la parte di tessuto prossima all'inferitura, spostando la freccia massima verso prua.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>DISALBERARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">rompere l'albero in seguito ad una violenta raffica di vento.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>DISARMARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">nella nautica si intende il togliere ad una barca tutte le attrezzature necessarie per navigare; è l'operazione che precede un minuzioso controllo di tutte le componenti dello yacht.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>DRITTA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">destra in termine marinaro.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>DRIZZA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">cavo utilizzato per issare le vele.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>EFFETTO VENTURI</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">vedi Venturi.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>EQUIPAGGIO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">insieme di persone a cui sono affidate le manovre di una imbarcazione; ad ogni membro d'equipaggio viene assegnato prima della partenza, di regola dallo skipper, una mansione da compiere a bordo durante la navigazione.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>EST</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">punto cardinale, indicato con la lettera E, che corrisponde all'oriente, ovvero ai 90`° della Rosa dei </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Venti.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>FARFALLA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">nelle andature in fil di ruota, si dice navigare con le vele a farfalla quando esse vengono messe una su di un bordo e l'altra su quello opposto (randa e fiocco si trovano così su opposte mura).</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>FEMMINELLA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">parte femmina di una cerniera, dove va inserito l'agugliotto o il perno di rotazione.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>FERZO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">ciascuna striscia di tessuto che cucita assieme ad altre forma la vela: i moderni tagli hanno sostituito ai ferzi i pannelli, grazie alla possibilità di utilizzare tessuti con trama e ordito orientati secondo le linee di sforzo.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>FIOCCO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine generico di una vela di prua (cioè a pruavia dell'albero) a taglio triangolare; normalmente inferita lungo lo strallo, assume nomi diversi a seconda delle dimensioni, della forma, del peso del tessuto e del suo uso specifico (genoa leggero o pesante, fiocco 1, 2, 3, olimpico, trinchetta, yankee, tormentina, ecc.).</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>FIV</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">sigla della Federazione Italiana Vela: è la federazione </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">nazionale che si occupa dello yachting; organo del </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">CONI e del CIO, Comitato Olimpico Internazionale, </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">limitatamente alle discipline olimpiche.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>GALLOCCIA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">supporto o maniglia fissata alle pareti, spesso a forma di pi greco, su cui viene data volta una cima.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>GASSA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">nodo per formare un anello al termine di una cima così che essa possa serrare senza strozzare; ne esistono di vari tipi, la più nota e la gassa d'amante usata per fissare la scotta alla vela, essendo un nodo che non si scioglie con la cima in tensione.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>GAVITELLO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">piccola boa o altro oggetto galleggiante che segnala la presenza di un corpo morto o un'ancora, a cui è collegata mediante un cavo chiamato grippia.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>GAVONE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">piccolo locale o ripostiglio per stivare vele o oggetti.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>GENNAKER</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">vela di prua dalle notevoli dimensioni e di forma asimmetrica che viene murata come un genoa non </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">inferito. Viene utilizzato con andature al traverso o di bolina larga.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>GENOA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">è il fiocco di bordo dalle maggiori dimensioni, con una lunga base così che la bugna, nelle andature di bolina, è a poppavia dell'albero di una distanza pari anche alla metà di quella tra l'albero stesso e il punto di mura (genoa al 150%); così chiamato dagli inglesi, deve il suo nome alla città di Genova dove fu utilizzato per la prima volta nel 1926 in occasione delle regate internazionali di febbraio.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>GPS</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Global Positioning System; è un sistema per la determinazione in tempo reale della esatta posizione sul pianeta, in latitudine, longitudine e altezza: è basato sul rilevamento effettuato da uno strumento ricevente (detto semplicemente GPS) che capta e decodifica i segnali radio emessi da almeno quattro satelliti su un totale di 24 posti in orbita a questo scopo.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>GRAN LASCO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">vedi andatura.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>GRILLO:</b></span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>asta </b>o tondino di metallo (quasi sempre acciaio inox) piegata ad U con le estremità appiattite o forate in modo da potervi inserire un perno (detto traversino) che può essere filettato, bloccato da una copiglia o fermato da un arresto.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>HEAD FOIL</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">strallo cavo.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>HOTEL</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine che rappresenta la H nell'alfabeto fonetico </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">internazionale ICAO.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ICAO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">International Aviation Organization, alfabeto fonetico internazionale utilizzato nella navigazione marittima e aerea per permettere la comprensione di lettere alfabetiche e cifre in tutte le lingue.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>INCATTIVARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">l'impigliarsi e intrecciarsi di una cima su se stessa, con </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">altri cavi o su oggetti estranei.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>INTELLIGENZA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">bandiera del Codice Internazionale dei segnali che, </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">issata isolata, significa "ho capito": se issata a metà corsa significa "ho ricevuto il messaggio ma non l'ho ancora interpretato"; se issata dalla giuria di regata assume diversi significati (es. posticipo orario regata).</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ISSARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">far alzare per mezzo di apposite cime, dette drizze, le vele dello yacht.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>IYRU</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">International Yacht Racing Union, associazione internazionale delle varie federazioni nazionali di vela; organo che sovraintende a tutte le attività veliche a carattere mondiale.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>JIB</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine inglese per indicare i fiocchi, ovvero le vele di prua come l'olimpico e la tormentina.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>JULIET</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine che rappresenta la J nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>KILO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine che rappresenta la K nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>LANDA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">spranga di acciaio saldamente vincolata alle paratie o allo scafo e a cui vengono fissate le sartie mediante gli arridatoi.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>LASCARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">diminuire la tensione su una cima; contrario di cazzare; l'operazione si differenzia da mollare, che invece indica il togliere tutta la tensione sulla cima.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>LASCO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">vedi andatura.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>LEECH</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine inglese per balumina.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>LINEA DI GALLEGGIAMENTO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">è la linea di separazione tra la parte di scafo immerso (opera viva) e quello emerso (opera morta): normalmente viene disegnata alcuni centimetri sopra quella reale per potere facilmente osservare l'assetto longitudinale della barca.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>MANO DI TERZAROLI:</b> </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">una porzione Della randa (o anche dei fiocchi) che si può ammainare e raccogliere tenendola ben serrata con 1'ausilio di cimette dette matafioni. Prendere i terzaroli (prima, seconda e a volte anche terza mano) significa ridurre progressivamente l'area della randa esposta al vento.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>MANOVRE CORRENTI</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">l'insieme delle cime utilizzate per issare e tesare le vele (scotte, drizze, amantigli, ecc.).</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>MANOVRE DORMIENTI</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’insieme dei cavi (fissi e in tensione) che sorreggono </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">l'albero (drizze, stralli).</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>MEZZO COLLO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">dare volta a una cima facendogli fare un mezzo giro su se stessa, ad occhiello, così che il corrente passi sempre sotto e tenda ad auto strozzarsi; è la forma più semplice di nodo.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>MOSCHETTONE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">1.852 mt gancio apribile usato per incocciare una drizza o per ingarrocciare una vela: quello usato per il fiocco è chiamato garroccio.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>MURA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">l'angolo di mura (detto anche bugna) è l'angolo anteriore in basso di una vela, sia essa randa o fiocco. e viene fissato nel punto di mura: quest'ultimo si trova alla base dello strallo per le vele di prua e alla congiunzione tra albero e boma per la randa. Nei moderni yachts la mura del fiocco e quella di randa si trovano entrambe lungo l'asse longitudinale della barca, per cui con i termini mura a dritta o mura a sinistra viene inteso che il vento colpisce rispettivamente il lato destro o quello sinistro dello scafo; cambiare di mura è quindi sinonimo di virare di bordo.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>MURARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">fissare l'angolo di mura della vela.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>MURATA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">il fianco dello scafo.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>NATANTE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">barca o altro oggetto costruito per navigare in genere; la legge italiana con questo termine definisce le piccole unità da diporto, di lunghezza non superiore a 6 metri, con motorizzazione inferiore ai 20 HP e stazza lorda non superiore alle 3 tonnellate.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>NAUTOFONO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">strumento per segnali sonori da utilizzarsi in caso di </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">nebbia o scarsa visibilità.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>NAVIGATORE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">colui che va per mare; addetto al tracciamento della rotta; in marina il compito è svolto dall'Ufficiale di Rotta.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>NODO:</b> </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">intreccio tra uno o più cavi in modo da ottenere delle legature; unità di misura che indica la velocità di un'imbarcazione corrispondente ad un miglio marino a ora, ovvero a 1.852 metri/ora. Un nodo è mezzo metro al secondo.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>NORD</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">punto cardinale, indicato con la lettera N, che corrisponde al settentrione, ovvero ai 0 gradi della Rosa dei Venti.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>NOSTROMO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">responsabile dell'equipaggio e delle attrezzature di bordo; nella marina militare è il sottufficiale incaricato ai servizi di carattere marinaresco.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>NOVEMBER</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine che rappresenta la lettera N nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>OCCHIELLO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">foro sulla vela, rinforzato lungo i bordi con un anello di metallo o plastica; serve a permettere il passaggio delle borose o dei matafioni: è detto anche brancarella.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>OPERA MORTA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">l'insieme delle parti dello yacht non direttamente a contatto con l'acqua. cioè scafo, coperta, sovrastrutture, ecc. che si trovano al di sopra della linea di galleggiamento.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>OPERA VIVA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">parte dello scafo a diretto contatto con l'acqua.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ORMEGGIARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">fissare la barca, con l'ausilio di cime o di cavi, ad un </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">punto saldamente vincolato rispetto alla terraferma, sia esso una banchina portuale, che un gavitello, un corpo morto, ecc.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ORZARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">portare la prua della barca maggiormente contro vento cioè stringere il vento.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ORZIERA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">è la barca che si porta spontaneamente all'orza, ovvero tende a stringere sempre di più il vento.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>OSCAR</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine che rappresenta la lettera O nell'alfabeto </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">fonetico internazionale ICAO.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>OVEST</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">punto cardinale, indicato con la lettera W, che corrisponde all'occidente, ovvero ai 270 gradi della Rosa dei Venti.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PALA DEL TIMONE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">parte immersa del timone che permette alla barca di modificare la rotta, grazie alla resistenza sia in direzione che in intensità che può, a comando, offrire allo scorrimento dell'acqua.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PAPA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine che rappresenta la lettera P nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PARABORDO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">oggetto messo a protezione dello scafo; normalmente si tratta di un corpo sferico o cilindrico gonfiabile sorretto da una cimetta legata alle draglie con un nodo parlato.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PARANCO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">attrezzo utilizzato a bordo per la demoltiplicazione degli sforzi durante le manovre; è costituito da due bozzelli lungo i quali corre un cavo.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PARLATO, NODO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">nodo usato sia per l'ormeggio che per fissare i parabordi; è formato da due mezzi colli appaiati e incrociati in modo che la cima in tensione ed il suo capo rimangano interni ai mezzi colli, così da auto strozzarsi.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PASSASCOTTE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">o passacavo; golfare, rinvio, bozzello fisso o mobile entro cui passa una cima per deviarne la direzione di tiro, per portare la manovra in pozzetto o, ad esempio, per fare giungere la scotta al verricello col giusto angolo.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PATERAZZO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">strallo di poppa.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PENNA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">parte alta della vela dove si incoccia la drizza.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PENNELLO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">bandiera trapezoidale allungata usata per segnalazioni, ad esempio l'intelligenza o i numeri.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PIANO, NODO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">nodo usato per congiungere due cime di uguale </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">diametro.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PICCO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">corta antenna (o pennone) adoperata solitamente per alzare la randa nelle attrezzature auriche; per essere posta in assetto vengono utilizzate due drizze: una, collegata alla base, regola l'altezza; l'altra, incocciata lungo il picco, ne determina l'inclinazione.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PIEDE D'ALBERO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">parte terminale in basso dell'albero, normalmente </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">appoggiato nella apposita scassa.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>POPPA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">parte posteriore della barca.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PORTANZA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">componente perpendicolare della forza generata sulla superficie di un solido (vela, timone, deriva, ecc.) per effetto del suo movimento in un fluido; ad esempio la portanza della deriva è la forza che si oppone allo scarroccio.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PRODIERE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">membro dell'equipaggio che effettua e sovraintende alle operazioni che avvengono a prua (issate e ammainate delle vele, cambi di fiocchi, ecc.).</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PRUA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">o prora; parte anteriore della barca, più o meno a forma di cuneo per meglio solcare l'acqua.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>POGGIARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">o puggiare, manovrare per portare la barca maggiormente nella direzione di propagazione del vento, ovvero aumentare l'angolo tra vento apparente e rotta dello yacht (massimo 180 gradi).</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PUNTO DI MURA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">vertice in cui la vela è fissata alla barca; nei fiocchi e nella randa corrisponde all'angolo che verrà a trovarsi più in basso e a pruavia, nello spinnaker e l'angolo in testa al tangone.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PUNTO DI PENNA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">angolo in cui si incoccia la drizza per issare la vela.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>PUNTO DI SCOTTA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">angolo della vela in cui si lega la scotta.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>QUADRANTI</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">sono i quattro settori in cui è idealmente divisa la rosa della bussola: da 0 a 90 gradi primo, 90-180 secondo, 180- 270 terzo e 270-360 gradi quarto quadrante: ad esempio si usa dire "venti del primo quadrante" se essi stanno sopraggiungendo da una direzione compresa tra Nord ed Est.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>QUEBEC</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine che rappresenta la lettera Q nell'alfabeto </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">fonetico internazionale ICAO.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>RAFFICA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">innalzamento violento ed improvviso, ma di durata </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">limitata, della velocità del vento.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>RANDA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">vela di forma triangolare issata a poppavia dell'albero, sostenuta ad esso mediante inferitura o canestrelli inferiti nell'apposita canaletta, mentre la base presenta il gratile inferito nella parte superiore del boma.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>RASTREMATURA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">assottigliamento dell`albero nella parte anteriore </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">terminale alta, per diminuire il peso e aumentare la </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">flessibilità longitudinale.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>RIDURRE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">diminuire la superficie di vela esposta al vento.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>RISALIRE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">navigare verso un punto situato più sopravvento.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>RITENUTA DEL BOMA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">cavo o paranco posto ad impedire che il boma possa pericolosamente brandeggiare, specie nelle andature portanti; è di norma usato un moschettone anziché una legatura qualora si rendesse necessario mollare la ritenuta rapidamente.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ROLLIO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">movimento ritmico di oscillazione trasversale della barca (la barca oscilla continuamente a destra e a sinistra); è una delle cause del mal di mare.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ROMEO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine che rappresenta la lettera R nell'alfabeto </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">fonetico internazionale ICAO.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ROSA DEI VENTI</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">stella a 16 punte indicante i punti cardinali e i nomi che assumono i venti a seconda delle corrispondenti </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">direzioni di arrivo.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SARTIA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">cavo di acciaio che serve per sostenere e impedire </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">flessioni laterali dell'albero; il loro numero varia a seconda del numero di crocette, queste ultime utilizzate per accrescere l'angolo sartia albero, diminuendo così lo sforzo di compressione.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SARTIAME</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">è l'insieme delle sartie e degli stralli che reggono l'albero.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SASSOLA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">recipiente in plastica a forma di paletta usata per </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">sgottare.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SAVOIA, NODO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">nodo di arresto; viene usato per impedire che l'estremità di una cima sfugga da un foro.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SBANDAMENTO</b>: a</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">llontanamento dal normale assetto, ovvero inclinazione della barca rispetto alla superficie del mare.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SCADERE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">essere spinti sottovento per effetto dello scarroccio o della corrente (deriva).</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SCAFO</b>: i</span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">ndica genericamente l'insieme dell'opera viva e </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">dell'opera morta.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SCARROCCIO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">spostamento laterale della barca per effetto del vento; è maggiormente evidente nelle andature di bolina in quanto il vento agisce sulle vele con un angolo assai diverso da quello di avanzamento.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SCOTTA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">cima utilizzata per regolare la vela partendo dal suo </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">angolo posteriore basso (punto di scotta); la trazione </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">sulle scotte viene di solito esercitata parallelamente al piano di coperta.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SCUFFIARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">si usa questo termine per indicare uno sbandamento </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">violento al termine del quale la barca ha l'albero in </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">acqua; tipico delle derive senza bulbo zavorrato, per cui il raddrizzamento deve essere fatto direttamente dall'equipaggio utilizzando il proprio peso.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SINISTRA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">lato sinistro dell'imbarcazione; preferibile al francesismo babordo.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SKIPPER</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine anglosassone che indica il comandante dello yacht.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SOPRAVVENTO:</b></span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>dal </b>lato del vento; dicesi anche di oggetto o di persona posta avanti ad un'altra rispetto all'arrivo del vento; è il contrario di sottovento.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SPINNAKER</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">grande vela di prua utilizzata nelle andature portanti e perciò molto concava; è caratterizzata da un taglio simmetrico che ricorda un triangolo isoscele dai lati curvi verso l'esterno (le spalle dello spi); costruita in leggerissimo nylon (tessuto che può essere colorato senza alterarne le caratteristiche) può avere un'area grande oltre il doppio del genoa ed è murata fuori bordo mediante l'uso del tangone.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>STALLO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">generazione di turbolenza con perdita pressoché totale di portanza; normalmente provocato da una variazione violenta dell'angolo sotteso al vento, se accade ad una vela cessa la spinta propulsiva, mentre se va in stallo il timone la barca diviene ingovernabile.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>STECCA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">piccola asta, quasi sempre piatta e lunga, in legno o resina sintetica che viene inserita in una apposita tasca cucita sulla vela per rendere maggiormente rigido il tessuto e impedirne il fileggiamento.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>STRALLO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">cavo di prua di sostegno per l'albero e luogo di inferitura dei fiocchi.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>STRAMBARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">cambiare di bordo in una andatura di poppa, ovvero cambiare le mure al vento passando per la poppa piena.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>STRINGERE IL VENTO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">mantenere un'andatura di bolina cercando progressivamente di ridurne l'angolo.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>STROZZASCOTTE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">dispositivo per impedire lo scorrimento della scotta nel senso dell'allentamento della tensione; lo strozzascotte più semplice (detto anche clamcleat) è formato da una gola ricavata in un blocchetto di materiale plastico, entro cui la cima si autostrozza.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SUD</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">punto cardinale, indicato con la lettera S, che corrisponde al mezzogiorno, ovvero ai 180 gradi della Rosa dei Venti.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SUPERFICIE VELICA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">area delle vele issate.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SVENTARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">orientare le vele in modo che non portino più.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>TANGONE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">robusta asta utilizzata per posizionare il punto di mura dello spinnaker; il tangone è normalmente lungo quanto la distanza tra l'albero e il punto di mura del genoa.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>TASCA DELLA STECCA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">guaina ricavata direttamente sulla vela per potervi </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">inserire una stecca.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>TAVOLETTA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">irrigidimento (anche in metallo o materiale plastico) della penna di randa, per distribuire su una maggiore area il grande sforzo esercitato dalla drizza.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>TERZAROLARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">diminuire la superficie della vela esposta al vento ammainandone solo una frazione (mano dei terzaroli) e serrandola con i matafioni.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>TESABASE - TESABUGNA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">cima collegata alla bugna di randa e fatta passare in un rinvio posto alla varea del boma per poter regolare la base della vela.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>TESARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">vedi cazzare.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>TESTA DELL'ALBERO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">parte terminale superiore dell'albero dove si trovano gli attacchi delle sartie e degli stralli, le carrucole per le drizze, i sensori della strumentazione del vento e </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">l'antenna della radio.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>TIMONE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">organo di manovra della barca, formato da una pala immersa in grado di ruotare attorno ad un asse e governata mediante una barra o una ruota del timone posta in pozzetto; la pala, offrendo resistenza allo scorrimento dell'acqua, induce la rotazione della prua dallo stesso lato in cui è stata posizionata: l'asse può essere o meno sostenuto, incernierato e protetto da uno skeg, in caso contrario il timone dicesi appeso: i cavi per trasmettere i comandi della ruota alla pala sono chiamati frenelli: il timone è detto compensato se l'asse di rotazione è impostato un poco a poppavia del bordo d'entrata dell'acqua, così che una volta ruotata la pala </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">risultino diminuiti gli sforzi sulla barra o sulla ruota.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>TORMENTINA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">piccola vela triangolare di prua (fiocco), di tessuto particolarmente robusto tale da potere essere tenuta issata anche in condizioni di vento forte o burrasca.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>TRAPEZIO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">attrezzatura che permette ad un membro dell'equipaggio di sporgersi fuori bordo per aumentare il raddrizzamento della barca: formato sostanzialmente da cinghie o corpetto con sotto coscia sostenuto ad un cavetto di acciaio fissato circa a metà dell'albero; è la "divisa" tipica del derivista.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>TRAVERSO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Vedi andatura.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>TREFOLO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">ogni filo che forma un cavo metallico; per estensione è chiamato trefolo anche l'intreccio base delle cime tessili.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>UNIFORM</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine che rappresenta la lettera U nell'alfabeto </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">fonetico internazionale ICAO.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>VANG</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">sistema a paranco, a molla o idraulico (questi ultimi detti vang rigidi) per cazzare il boma verso il basso, ovveroimpedirgli di alzarsi, specie quando la scotta è molto lasca come nelle andature portanti.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>VELA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">superficie formata da ferzi o pannelli di tessuto, utilizza utilizzata per trasformare la pressione del vento in forza propulsiva.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>VENTO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">aria in movimento; può essere generato per variazioni di pressione tra zone differenti anche a grande distanza (vento sinottico); quando si manifesta per gradienti termici prende il nome di brezza; col termine vento reale si indica il vento che scorre liberamente, non alterato dalla presenza dell'imbarcazione; il vento apparente è invece la risultante tra il vento reale ed il vento di avanzamento; quest'ultimo è quanto viene avvertito, in completa assenza di vento reale, da ogni corpo in movimento per effetto della sua velocità. Il vento catabatico è un forte vento di discesa che si avverte in particolare modo di notte ed è dovuto al maggiore raffreddamento verificatosi in quota sulla cima dei monti; sommato all'effetto della brezza di terra richiamata dal mare genera spesso forti raffiche.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>VENTURI</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Giovan Battista, fisico (1746-1822), scoprì che il restringimento della sezione di un tubo in cui stia scorrendo un fluido provoca un aumento della velocità di scorrimento e una diminuzione di pressione esercitata dal fluido sulle pareti, l'effetto Venturi viene sfruttato nella vela creando una fessura tra randa e genoa, con aumento della velocità di scorrimento dell'aria e quindi di trazione della randa nella sua zona di sottovento.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>VERRICELLO</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">particolare tipo di argano per moltiplicare la forza che può essere esercitata sulle scotte e sulle drizze, permettendone così una maggiore tesatura; è essenzialmente formato da una campana fatta ruotare (sempre in senso orario) mediante una manovella; viene spesso usato il termine inglese winch, detto anche self -tailing se sulla parte superiore la campana è fornita di un sistema per catturare e strozzare automaticamente la scotta durante il riavvolgimento; i verricelli sono chiamati coffee grinder quando vengono azionati da appositi sistemi a corpo separato per le loro grandi dimensioni.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>VICTOR</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine che rappresenta la lettera V nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>VIRARE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">cambiare di bordo in una andatura di bolina, ovvero </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">cambiare le mure al vento passando per il controvento.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>VOLANTE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">manovra che non ha un punto di lavoro fisso o un utilizzo costante; ad esempio le sartie volanti sono sartie gemelle che trattengono l'albero verso poppa, ma avendo l'attaccatura su quest'ultimo posizionata più in basso della penna della randa, vengono alternativamente cazzate o lascate a seconda di quale viene a trovarsi rispettivamente sopravvento o sottovento al boma.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>WHISKEY</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine che rappresenta la lettera W nell'alfabeto </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">fonetico internazionale ICAO.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>WINCH</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine inglese equivalente all'italiano verricello.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>X-RAY</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine che rappresenta la lettera X nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>YACHT</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine inglese entrato nell'uso comune per indicare </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">genericamente una imbarcazione da diporto, sia a vela che a motore.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>YANKEE</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine che rappresenta la lettera Y nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO; 2. fiocco stretto e allungato, con la bugna particolarmente alta, che si alza sullo strallo di prua davanti ad una trinchetta nelle attrezzature a cutter.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ZAVORRA</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">peso posto in sentina o appeso sotto la chiglia (a costituire il bulbo) per accrescere la stabilità di peso della barca, ovvero per fare in modo che la posizione di equilibrio dello yacht sia quello di una naturale posizione diritta (quando non è sottoposto a nessuna forza tendente a generare sbandamento).</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>ZULU</b>: </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">termine che rappresenta la lettera Z nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 02 Jun 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il controllo delle barche]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001F"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Salve cari lettori e bloggers e ben ritrovati on line. Riallacciandoci a uno degli articoli scritti nel nostro blog velico qualche mese fa, affrontiamo oggi un argomento utile e a noi molto caro e cioè quello del controllo accurato dell'imbarcazione a vela su derive. Si tratta Cioè di tutti quei controlli da effettuare sulla barca e sull'attrezzatura, rigorosamente a secco e prima dell'uscita in acqua, e che possano rendere la nostra uscita, didattica o di allenamento o di regata che sia, un'uscita &nbsp;piacevole, divertente e innanzitutto sicura, di modo che possiamo godercela appieno e senza ansie o stress. Nulla deve mai pregiudicare la nostra integrità fisica. E ciò sempre ma soprattutto con vento medio - forte e forte, cioè superiore ai 14 nodi, con onda formata, in regata, durante manovre complicate e veloci, ecc. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/Repertorio-Aprile-23.jpg"  width="500" height="375" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Partendo da poppa a prua di qualsiasi deriva:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- TIMONE: controlliamo accuratamente la linguetta fermatimone perché in caso di scuffia a 180 gradi, il timone stesso non deve staccarsi e affondare, lo stick nella parte dello snodo in lattice, la pala, le viti se sono usurate o arrugginite, gli agugliotti e le femminelle, la scatola e la barra, tutte le coppiglie</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- ALBERO: controlliamo lo stato delle Drizze, le crocette, i rivetti del piede d' albero, le sartie se hanno refoli, i trapezi cioè i cavi, la maniglia e lo strozzatore a fischietto, i rivetti di tutte le piastre di attacco, lo strallo, le lande con perni e coppiglie, il galleggiante in testa d'albero, i bozzelli, i golfari di attacco sartie, il perno della trozza, le pulegge di strallo e della drizza randa, le redance</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- VELE: controlliamo il loro stato, se ci sono strappi o buchi nei ferzi e se le inferiture, di prua (ralinga) o di poppa, sono sfilacciate e se entrano bene nelle canalette di Boma e albero, i gratili dei fiocchi, il Meolo, le stecche e le loro tasche, le bugne e il circuito dei terzaroli con borosa e matafioni, i canestrelli </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- SCAFO: controlliamo i tappi di scafo e pozzetto, le Cinghie di prua e di poppa,la deriva se ha crepe, la torretta girevole della scotta randa, tutti gli oblò e i fori di ispezioni con le loro guaine in caucciù, gli elastici, la rotaia del piede di albero, le sacche spinnaker e tasca gennaker, bompresso, Strozzatori, ponticelli di attacco e golfari, la piastra di attacco del piede d albero, viti, lo scotch su tutte le coppiglie, eventuali buchi o abrasioni della vetroresina, le sacche che contengono le vele </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- MANOVRE CORRENTI: controlliamo lo stato e l'eventuale usura del tesabase, Vang o Gnav, scotta randa, fiocco e gennaker, ghinda, carrello e trasto randa, Cunningham, archetto, bozzelli, eventuali impiombature</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- BOMA: controlliamo tutti i bozzelli e i rivetti, la sua canaletta</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">-PRUA: controlliamo il Rolla fiocco e se funziona correttamente, rotolando il fiocco.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Dobbiamo controllare anche il telo copribarca superiore e inferiore, il carrello di alaggio e se le due ruote sono gonfie o meno. Una ruota sgonfia rende più pesante e faticoso il trasporto della barca. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tutti questi controlli sono davvero molto utili e consigliati e si possono eseguire facilmente e in pochi minuti, anche da soli, da istruttori, direttori o allenatori bisognerà sempre supervisionare personalmente e delegare anche un responsabile check delle barche.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Vi lasciamo con una frase di chiusura:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Solo le persone mosse da una profonda e genuina passione riusciranno a rendere possibili le imprese impossibili. </span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 May 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'Alimentazione]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001E"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Buongiorno a tutti e ben ritrovati sulle pagine del nostro blog velico, unico nel suo genere.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Oggi affronteremo un argomento molto importante e cioè l'Alimentazione. Insieme all'abbigliamento, sono due argomenti molto utili e che mai bisognerebbe sottovalutare o non conoscere.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">"Il medico del futuro non prescriverà medicine, invece motiverà i suoi pazienti a prendersi cura del proprio corpo, alla corretta alimentazione, ed alla causa e prevenzione della malattia.” (Thomas Alva Edison).</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tanti anni fa, sulle navi erano caricati a poppa sottaceti, mele secche, kiwi e succo di limone per prevenire e curare la terribile malattia dello scorbuto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nelle prime lezioni di teoria del corso di vela consigliamo sempre a tutti gli allievi, principianti e non, di non mangiare cibi pesanti (uova, carne, formaggi, zuccheri) o grassi o acidi o a lenta digestione, ma di concentrarsi invece su cibi leggeri, secchi, alcalini e facili da digerire.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tra questi ultimi sicuramente a colazione, fette biscottate, cereali, gallette, biscotti, legumi, frutta e verdura, riso. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Chiediamo anche di astenersi dal bere latte, vino, spremuta d'arancia e cioccolata calda e invece di scegliere e orientarsi su acqua, thè, succo di frutta alla pera o all'albicocca e pesca.</span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/alimentazione.png"  width="500" height="400" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ancora ricordiamo i tempi in cui sciavamo con lo sci club o regatavamo sui 420, sugli optimist e sui Laser 1. I nostri allenatori, in mare o in montagna, ci consigliavano sempre di mangiare riso o pasta in bianco con burro e parmigiano oppure un panino al prosciutto crudo, o barrette di cioccolato o una banana con noci, nocciole e mandorle. Quasi Tutti cibi non pesanti, non acidi, di veloce e facile preparazione e digeribilità e immediato rilascio di energia sotto forma di zuccheri e, soprattutto, che non fermentavano nello stomaco. Acqua o the' caldo come bevande. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Mai mangiavamo formaggi, yogurth, passate di pomodoro nella pasta, carne di qualsiasi genere, frutta e verdura cotte o crude. Mai bevevamo cioccolata calda o latte o anche spremuta d'arancia fresca o in succo preconfezionato. Tutti cibi e liquidi cioè a lenta digeribilità, prima di allenamenti e di regate.</span></div><div><span class="cf1"><span class="fs12lh1-5 ff1">Non è mai consigliabile però affrontare uno sforzo fisico o il mare mosso a stomaco vuoto né a pancia troppo piena. Vanno evitati l’alcool, il latte, le bevande gassate, per alcuni il caffè o il tè o quelle acide, come le spremute d’arancia. Meglio </span><span class="fs12lh1-5 ff1">consumare pane secco o alimenti salati </span><span class="fs12lh1-5 ff1">come i crackers. Anche se mangiare è l’ultima cosa a cui si pensa in alcune situazioni, ingerire qualcosa di solido è sempre d’aiuto. Anche mangiare una </span><span class="fs12lh1-5 ff1">banana </span><span class="fs12lh1-5 ff1">è utile, così come tenere una fettina di limone in bocca. Non abbiamo mai provato ma si dice che la </span><span class="fs12lh1-5 ff1">Coca-cola</span><span class="fs12lh1-5 ff1"> sia molto utile a combattere la nausea. E comunque, nel caso in cui ciò che si è mangiato dia fastidio, occorrerà sostare sempre a poppa e cercare di rientrare a terra il prima possibile. Solo là infatti si attenueranno e scompariranno i sintomi del mal di mare (sea sickness).</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La condizione ideale per la vela su derive sarebbe mantenere le riserve senza depauperarle e fare degli spuntini bilanciati con carboidrati, proteine e grassi ogni 2-3 ore: è una tattica vincente.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La vela è considerato uno sport di resistenza: ci si deve opporre al movimento esterno e si devono gestire le sollecitazioni dell’ambiente circostante. Il Laser 1, per esempio, imbarcazione monoposto e monotipo con deriva e un’unica vela – e classe olimpica -, è una barca agonisticamente molto impegnativa, richiede grande forza fisica e allenamenti particolari. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Certo bisogna considerare le diverse condizioni di uscita e di regata, più è forte il vento più è elevato lo sforzo: gli spuntini saranno più carichi di carboidrati con maggiore intensità dello sforzo e con un bilanciamento più spostato verso le proteine con minor impegno muscolare. Importante la reidratazione perché la qualità della prestazione diminuisce anche se si perdono piccole quantità di acqua.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Bere acqua è sempre consigliato, ma certo sono utili le bevande con aggiunta di sali minerali: bisogna però sempre seguire le proporzioni indicate perché sia rispettata la concentrazione dei sali nel nostro organismo” sostengono i &nbsp;nutrizionisti “e quando lo sforzo fisico è molto intenso sono indicate anche le soluzioni con sali minerali e carboidrati al 6/8%, i carboidrati garantiscono il glucosio e favoriscono l’assorbimento di acqua nell’intestino per questione osmotica. Dopo la regata bisogna recuperare appena possibile con l’alimentazione: carboidrati e proteine di ottima qualità a rapido assorbimento che devono fornire aminoacidi essenziali. Considerato che molte competizioni sono internazionali, l’integrazione con proteine in polvere e barrette proteiche post gara potrebbe anche risolvere il problema di trovare alimenti di qualità”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">In generale chi pratica attività sportiva dovrebbe preferire prodotti freschi, non confezionati, biologici e leggere sempre le etichette di ciò che compra. Per sfatare i falsi miti, caffè sì prima della gara, birra no dopo la gara, contiene alcol e l’alcol fa perdere più liquidi di quanto sia necessario dopo una regata. </span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 19 May 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Perchè siamo istruttori di vela]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001D"><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Buongiorno cari amici e conoscenti, lettori del nostro blog velico che è ormai seguitissimo e uno dei più famosi del mondo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Siamo lieti oggi di dare nuovamente voce e penna al nostro presidente e direttore <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/?presentazione-marco-ferranti" class="imCssLink">Marco Ferranti</a> che, riallacciandosi al primo articolo uscito a dicembre, ci risponderà alla domanda "quali sono le ragioni che ti hanno portato a scegliere questo mestiere?" che, per noi, è il più bello del mondo.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/PERCHe-SIAMO-ISTRUTTORI.jpg"  width="500" height="375" /><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Ciao a tutti. Mi ripresento. Sono Marco Ferranti, sono romano e ho 53 anni. Da quattro anni gestisco questa scuola vela, frutto di un miracolo professionale avvenuto nel 2020, durante la pandemia globale da Covid 19. Oggi il nostro moderatore mi chiede di elencare i tanti motivi per i quali io personalmente ho scelto di svolgere questo fantastico mestiere: l'istruttore di vela e windsurf e non solo. </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">A volte chiedo a mia mamma Giusy (musicista, mio papà invece ingegnere e montanaro del Trentino che non sapeva nuotare) se secondo lei c'erano già stati in un remoto passato dei chiari "segnali" che potessero portare a pensare che questa sarebbe stata la mia occupazione futura, la mia missione e vocazione non genetica nonché la mia scelta di vita. Ebbene, lei sempre mi risponde ricordandomi che, anche quando ero piccolo, mi era sempre piaciuto insegnare, trasferire le mie conoscenze e formare sia quelli più piccoli di me, sia i coetanei ma anche quelli più grandi di me. </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Inoltre, che da sempre praticavo continuamente e amavo moltissimo lo sport e in particolare la vela, windsurf, nuoto, apnea e pesca subacquea, sci, atletica, ginnastica artistica e immersioni con le bombole. Di quasi tutti questi sport poi sono diventato istruttore e maestro certificato. </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Mia mamma Giusy mi ricorda anche che sin da piccolo ho sempre avuto un rapporto simbiotico e di amore smodato con la natura e con tutti i suoi elementi cioè l'acqua, la terra, il fuoco, l'aria. Per me essi rappresentavano un modo per enfatizzare la felicità o per lenire il dolore in tutti i campi e quando si presentavano. Quasi come fosse un carissimo amico di vecchia data. </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Quindi, queste tre passioni SPORT, NATURA, INSEGNAMENTO che si erano prepotentemente affacciate nella mia vita da ragazzo e da bambino, sono poi inevitabilmente confluite e sfociate in quello che è oggi diventato il mio splendido lavoro. Invidiato e agognato da molti, seguito da pochi. </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Il contatto con gli allievi e con gente felice, il continuo rapporto con spiaggia, sole, caldo, mare e vento, l'uniforme rappresentata da boxer, maglietta e infradito, rendono tutto ciò estremamente meraviglioso. Io mi sento ogni giorno fortunato che mi sia stato permesso di svolgere questo lavoro. </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Quanto bello è avere poi continuamente a che fare con i giovani che rendono presto e innegabilmente anche me di animo giovanile. </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Essendo la nostra una scuola vela lungo-stagionale, aperta ininterrottamente sette mesi da aprile a ottobre inclusi, nella quale si lavora tantissimo, anche nelle feste nazionali e dal lunedì alla domenica ogni settimana e con ogni tempo, nel periodo novembre-marzo, si può lavorare da casa o fare giustamente vacanza e partire per qualche meta esotica o africana, godendosela anche per mesi. E il tempo libero da dedicare e regalare a sé stessi e ad altre passioni personali è preziosissimo, impagabile, insostituibile. Approfittare del tempo a disposizione, regala soddisfazione e appagamento e anche dona una ottima salute fisica e psicologica. È come una massiccia &nbsp;overdose di dopamina o serotonina, una iniezione di salubri endorfine.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Un altro vantaggio è che, facendo una vita sana e all'aria aperta, dinamica e in continuo movimento fisico oltre che cerebrale, non sono mai stato costretto a seguire una dieta e a non mangiare per avere un fisico, asciutto e atletico, che, diciamocelo francamente, è utile in caso di emergenza. Io adoro mangiare e mi deprimerebbe molto privarmi del gusto del cibo. </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Vero è che mi ha aiutato il fatto che non bevo e non fumo e che non ho mai fatto uso di droghe leggere o pesanti. Nel mio caso, sicuramente lo sport e il mio lavoro, mi hanno allontanato da subito da questi dannosi vizi. </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Non so cosa mai di altro avrei potuto fare se non questo. Ero decisamente un Predestinato e ho seguito la mia strada.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1">Grazie a tutti per la vostra cortese attenzione. Vi aspetto presto alla scuola vela all'Argentario in Toscana. Arrivederci. </span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 12 May 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Virata in poppa]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001C"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Buongiorno a tutti. Oggi ci occupiamo di un argomento che rappresenta l'ABC della vela e cioè l’abbattuta. Definiremo innanzitutto sopravento tutto ciò che per primo viene colpito dal vento, sottovento ciò che invece viene colpito in un secondo momento. </span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La procedura corretta dell'abbattuta sarà quindi spiegata dettagliatamente &nbsp;in questo ventunesimo articolo del nostro Blog velico. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/Repertorio-Aprile-23_3.jpg"  width="500" height="375" /></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’abbattuta o virata in poppa è per definizione sempre un cambio di mure, ma effettuato passando con la poppa attraverso la direzione di provenienza del vento. Essa, a differenza della virata in prua, è una manovra che non perde velocità e normalmente si usa anche nelle situazioni di emergenza e di pericolo. A volte si usa con vento molto forte e superiore ai 18 nodi, lascando completamente il Vang e il tesabase per alzare il punto di mura, ingrassare la vela ed effettuare la cosiddetta strambata cinese. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Bisogna Preparare mentalmente la manovra, ovvero osservare il fondale, poi avanti e indietro, sopra e sottovento, e capire in che direzione si deve puntare una volta finita l’abbattuta e controllare che scotte e timone non siano ingarbugliati o incastrati.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Avvertire il resto dell’equipaggio con “pronti ad abbattere?” e attendere la risposta positiva. A questo punto il timoniere dice “abbattiamo” e inizia a poggiare, cioè a portare il timone dalla parte opposta delle vele e molto dolcemente ma gradualmente &nbsp;per favorire chi deve riportare la “randa al centro” o afferrare il mazzo, cioè il paranco della Scotta randa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Una volta arrivati esattamente in poppa e cazzata la randa al centro o afferrato il mazzo, si farà passare il fiocco lascando la scotta che prima era in tensione e cazzando l’altra.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel frattempo la barca ha superato i 180° al vento ed è passata sulle nuove mure. Appena questo accade, bisogna lascare rapidamente le vele in modo da riportarle nella corretta posizione per l’andatura di lascio o di poppa che il timoniere mantiene agendo sul timone. Oppure accompagnare la randa dall'altro lato. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’abbattuta è conclusa e ci si può dedicare alle regolazioni di fino delle vele normalmente a farfalla per poi proseguire con la navigazione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’abbattuta va eseguita esclusivamente da gran lascio o poppa, da tutte le altre andature occorre prima poggiare portandosi di gran lasco e solo dopo è possibile iniziare la manovra. Se l’abbattuta avviene involontariamente si definisce strambata.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Bisogna stare molto attenti al passaggio del Boma che spazzera' molto velocemente la coperta passando da un lato all'altro. Nelle derive sarà molto importante mantenere una rotta di poppa piena e abbattere solo se non ci sono ostacoli nelle vicinanze, oppure sotto onda oppure con vento non fortissimo. Riportare nel giusto momento la barra al centro eviterà sicure scuffie. Consiglieremmo di guardare sempre avanti, passarsi lo stick dietro, mettere il piede di poppa avanti, piegare le ginocchia, abbassare la testa e passare dall'altro lato prima del passaggio del boma. Stick o barra (più sendibile) sempre in mano. Uno dei modi migliori per capire se si è vicini alla rotta portante di poppa o fil di ruota e all'abbattuta, è la percettibile perdita di tensione della scotta randa e il tentativo di passaggio del fiocco o Genoa dall'altro lato. Il livello di allerta in questa manovra deve essere molto alto e deve preventivamente tenere conto di tutte le possibili varianti, considerando anche il perfetto armo dell'imbarcazione e il perfetto stato di manutenzione di tutta l'attrezzatura. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Diverso il discorso sotto gennaker e spinnaker e stando al trapezio. Ma ce ne occuperemo in un'altra interessante puntata. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 05 May 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Campi stanziali velici]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001A"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Salve cari lettori assidui o sporadici del nostro ormai conosciutissimo blog velico iniziato dodici settimane fa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Argomento di questa settimana è "il campo estivo velico Stanziale all'Argentario in Toscana".</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il campo stanziale, solitamente immerso nella natura, è un luogo dove i bambini e i ragazzi dai 7 ai 17 anni in fasce separate di età ma anche gli adulti sopra i 18, si ritrovano per svolgere varie attività ludico sportive come la vela in una cornice ambientale come il mare, divertente, fortemente aggregante e sicura.</span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/foto-blog-20.png"  width="500" height="355" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il tutto con vitto completo (colazione, spuntino, pranzo, merenda, cena e acqua) e alloggio normalmente in bungalows, tende, lodge, case mobili con bagni privati in camera o di utilizzo pubblico.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ci fa piacere intanto scrivere che la Scuola Vela Argentario asd, attraverso il suo fidato e pluriennale partner e tour operator specializzato Outhere srl di Roma, nel 2023 è l'UNICA scuola vela all'Argentario e a Orbetello in TOSCANA (GR) ad organizzare e proporre i campi stanziali di vela con regolare corso di cinque giorni, 15 ore (o 30 ore nella soluzione full immersion vela) durante la settimana, dal lunedì al venerdì. Dalla nostra creazione nel 2020, quasi 300 campisti provenienti da tutta Italia hanno frequentato i nostri campi vela d'estate e molti sono tornati di anno in anno. A costi decisamente concorrenziali. La scuola vela infatti propone un forte sconto del 18 per cento ai campisti rispetto ai suoi &nbsp;prezzi di listino standard. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il periodo dei campi vela per bambini e ragazzi va da metà giugno a metà settembre, ogni settimana dalla domenica all'ora di pranzo al sabato mattina, sette giorni e sei notti. Con l'assistenza continua h24 di operatori specializzati e formati, nel numero di uno a otto campisti; provenienti e scelti dagli Scout, da Lega Ambiente o da WWF o dai villaggi turistici e dall'animazione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Per quanto riguarda invece i campi velici stanziali rivolti agli adulti over 18 essi vanno da sabato a sabato, per 36 ore di lezione di vela su derive full immersion, senza animazione o intrattenimento da parte della scuola vela o della struttura. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">I partners scelti per i campi sono vicinissimi e &nbsp;normalmente scegliamo &nbsp;l'Orbetello Camping Village e il Camping Giannella, entrambi situati sulla strada provinciale parallela alla lunga spiaggia della Giannella. Entrambi sistemano i loro ospiti nella rigogliosa pineta, a pochi metri da macchia mediterranea, dune, sabbia e mare. Entrambi hanno alle loro spalle la riserva naturale WWF della laguna di Orbetello e la relativa pista ciclabile che l'attraversa. La laguna è piena di fenicotteri rosa, pesci, cinghiali, daini, anguille, uccelli e altri mammiferi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il nostro campista, comunque assicurato per eventuali infortuni, sinistri o responsabilità civile verso terzi in ogni momento del suo soggiorno al campo, non dovrà mai quindi prendere un pullman o altro mezzo per praticare sport o svolgere le attività proposte e organizzate nel pacchetto campus. E tutto questo a vantaggio della sicurezza. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il campo estivo Stanziale, di una o due settimane, normalmente offre l'opportunità a tutti quei genitori che lavorano nelle proprie città &nbsp;e che da esse non possono muoversi, di poter inserire i propri figli, estroverso o intriversi, timidi e riservati o esuberanti e iperattivi, in un contesto sano, educativo, formativo e divertente, fuori dalle città e nel momento di chiusura delle scuole. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La frase dei genitori a cui noi rispondiamo è spesso: "Ora che sono finite le scuole, cosa faccio fare ai miei figli quando io dovrò lavorare?". E la risposta sarà:"se non hai la fortuna di avere nonni disponibili e con la casa al mare o tate, segnalo a un super campo velico Stanziale nel mare dell'Argentario". </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Le attività, oltre alla già citata scuola vela per 15, 30 o 36 ore sono:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">-mountain bike</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">-sup e canoa</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">-Beach volley e Beach soccer</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">-biliardino, calcio balilla e ping pong</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">-trekking, orienteering e bird watching</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">-laboratori di vario genere</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">-escursioni </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">-bagni diurni, al tramonto e notturni con osservazione delle stelle e gelato. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Insomma, tantissime attività a contatto con la natura e in una location accattivante ed esclusiva, che favoriranno l'aggregazione di tutti i gruppi e di tutte le età e che incentiveranno l'inclusione, la socialità e la creazione di nuove grandi amicizie, oltre all'ecosostenibilita' e alla capacità di autogestione e indipendenza. Dell'Argentario e della sua storia, delle sue famose e pulite spiagge e calette, dei suoi hotel, dei suoi ristoranti, parleremo abbondantemente e diffusamente nei prossimi articoli, anticipando che esso dista 150 km da Roma e pochi di più da Firenze, Pisa e Livorno, Napoli, e che è facilmente raggiungibile e collegato con tutti i mezzi di trasporto. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Vivrete un'esperienza di vita indimenticabile ed edificante sotto tutti i punti di vista e che a lungo rimarrà impressa nella vostra testa, nel vostro cuore e nel vostro animo. I vostri figli torneranno contenti e impareranno tanto. E soprattutto, dopo quasi tre anni di pandemia globale Covid 19, ritroveranno la bellezza e la volontà di conoscere nuove persone e con esse confrontarsi e finalmente socializzare e riallacciare rapporti altamente costruttivi e formativi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Alla prossima. Vi salutiamo e abbracciamo con imperituro affetto e rispetto. </span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 28 Apr 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'abbigliamento]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000019"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Salve e buona lettura cari amici bloggers. Vi presentiamo ora il nostro diciannovesimo articolo del blog velico. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Qual è l’abbigliamento giusto per la barca a vela, d'altura, cabinati o derive? Come ci si deve vestire per un weekend ventilato e in mezzo alle onde?, cosa si deve mettere in borsone per una vacanza nel Mediterraneo?, e ancora – e più difficile – qual è l’abbigliamento giusto per affrontare una regata? Queste sono tutte domande spinose, molto diffuse tra chi si ritrova a mettere il piede per la prima volta sul ponte di una barca a vela, ma non solo. No, perché anche chi è già abituato a solcare i mari con la sua unità da diporto, infatti, ha spesso qualche dubbio sull’abbigliamento perfetto per la barca a vela, così come chi passa i fine settimana in montagna è sempre alla ricerca dell’abbigliamento migliore. Insomma, dai pantaloni alla cerata, per arrivare fino alle scarpe da vela, sull’<b>abbigliamento in barca a vela</b> c’è sempre qualcosa da imparare. In questo articolo, partendo dalle regole generali per arrivare via via ai casi particolari, faremo dunque luce su questo interessante argomento, per capire quali sono di volta i vestiti giusti con i quali presentarsi in banchina.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/Repertorio-Aprile-23_2.jpg"  width="400" height="500" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Abbigliamento in barca a vela: le regole generali. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ci soffermiamo un po’ sulle regole generali dell’abbigliamento in barca a vela soprattutto a beneficio dei principianti, ma non solo: ripassare quelle che sono le norme fondamentali che definiscono i nostri vestiti in barca può infatti essere utile anche a qualche lupo di mare che, con il tempo, ha finito per dimenticare perché dovrebbe preferire un capo d’abbigliamento a un altro. A uso e consumo dei principianti, cominciamo con il dire che<b> l’abbigliamento sbagliato</b>, in certi casi, può compromettere la bellezza di un’uscita in barca. Sì, perché con il vestito sbagliato si può avere freddo o caldo – molto freddo o molto caldo – e ci si può sentire impacciati e perfino insicuri. E non solo, ci si può anche <b>bagnare,</b> con i schizzi delle onde, con il proprio sudore o con la pioggia. Chi pensa che l’ambiente delle barche a vela sia un mondo formale o persino snob, sbaglia di grosso: qui <b>l’importante è stare comodi, stare sicuri e riuscire a muoversi con comodità</b>. L’eleganza, semmai, viene dopo. Vestirsi in barca a vela: il sistema dei tre strati, buono in ogni stagione. Tutto parte dalla prima regola generale dell’abbigliamento in barca a vela ma anche in montagna (sci, trekking e alpinismo) , ovvero dal vecchio e caro sistema dei tre strati. Questo vale per le uscite in barca a vela – e per le regate – d’estate e d’inverno. In qualsiasi stagione, infatti, <b>l’escursione termica</b> in mezzo alle onde è molto accentuata, ed è dunque opportuno prepararsi a tutto, con un abbigliamento pronto ad alleggerirsi e ad appesantirsi in modo veloce, senza per questo perdere punti quanto ad agilità e a libertà di movimento. Ecco dunque che si mette in atto, per soddisfare tutti questi requisiti,<b> il famoso sistema a tre strati.</b><b> </b>Il <b>primo strato</b> è ovviamente quello a contatto con la pelle del velista. Qual è il suo scopo? Come ben sanno gli sportivi, l’obiettivo degli indumenti da tenere a bordo pelle è quello di proteggere, ma soprattutto di espellere il <b>sudore.</b> Proprio così: a tenerti caldo ci penseranno semmai il secondo e il terzo strato. Più precisamente, con una pelle sudata e quindi bagnata si può essere coperti da mille strati, ma sarà inutile, perché l’umidità non ci permetterà di mantenere il nostro calore naturale. Ecco dunque evidenziata l’importanza del primo strato, fatto tendenzialmente da capi estremamente aderenti, leggeri e in materiale tecnico.Il <b>secondo strato</b> è composto invece da indumenti comodi, caldi ma allo stesso tempo leggeri. É il regno, insomma, delle maglie in pile e dei pantaloni tecnici per barca a vela, i quali puntano al compromesso tra una sufficiente protezione termica e un’eliminazione del sudore. Questo secondo strato può essere senz’altro utile per proteggere a dovere il corpo in una giornata normale. Ma quando subentrano il vento, l’aria fredda, la pioggia o gli schizzi delle onde, può poco o nulla. Ecco dunque che entra in gioco il<b> terzo strato</b>, quello che dona impermeabilità e protezione dal vento al nostro abbigliamento per barca a vela. Parliamo dunque di salopette e di giacche cerate per barca a vela, le quali però soprattutto per chi deve affrontare una regata – devono essere assolutamente traspiranti. Manovre prolungate e continue fatte all’interno di una cerata vecchio stampo, infatti, non possono che trasformare questo involucro in una sauna!</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Abbigliamento in barca a vela: le altre regole fondamentali Visto il sistema dei tre stati per l’abbigliamento barca a vela, possiamo guardare velocemente anche alle altre regole fondamentali. Dobbiamo dunque pensare che i vestiti che indosseremo in barca, oltre a essere conformi a quanto visto sopra, dovrebbero essere anche <b>pratici.</b> Parliamo dunque di pantaloni ed eventualmente di bermuda con un buon numero di <b>tasche,</b> ma anche e soprattutto di vestiti leggeri, poco ingombranti, che permettono una buona libertà di movimento e, non ultimo, che si devono asciugare in fretta. Durante un’uscita in barca di una giornata, il problema <b>borsone</b> non si pone. Durante le uscite più lunghe, invece, è necessario portare dei ricambi: in questo caso, bisogna sottolineare come sempre che la barca non è un albergo, e che <b>lo spazio a disposizione dei passeggeri è limitatissimo</b>. É quindi bene portare pochi indumenti, lasciare a terra tutto ciò che non è strettamente necessario ed eliminare dalla vista ogni trolley o borsa rigida. Il ‘bagaglio’ perfetto per la barca a vela è costituito dal classico borsone morbido – che dunque può essere ripiegato se semivuoto o completamente vuoto – impermeabile a antivento.Bene, questi sono i principi fondamentali da tenere a mente ogniqualvolta si decide di salire su una barca a vela. Vogliamo andare a vedere più da vicino i casi specifici, con delle <b>checklist</b> da leggere prima di affrontare le onde d’estate, d’inverno o durante una regata? Come vestirsi in barca a vela, d’estate Quando i neofiti si immaginano le <b>uscite in barca a vela d’estate</b> non possono che pensare ai caldi raggi del sole che, senza ostacolo alcuno in mezzo al mare, riscaldano i passeggeri comodamente sdraiati sul ponte ad abbronzarsi. E sì, questa visione non è del tutto sbagliata. Ma non è sicuramente giusta! Anche d’estate, infatti, bisogna fare i conti con una buona escursione termica: pensare di imbarcarsi su una barca a vela con il solo costume e una t-shirt, insomma, non è affatto una buona idea. In barca a vela, inoltre, abbiamo sempre a che fare con il <b>vento,</b> che di fatto può disturbare anche nelle giornate più calde. Ecco dunque che, per uscire in barca a vela d'estate e d inverno, a seconda delle latitudini, ci serviranno vestiti (e accessori) come:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><ul><li><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Scarpe da barca antiscivolo (scarponcino o scarpe tecniche specifiche chiuse) </span></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Pantaloni comodi più o meno pesanti e con cinta o bretelle</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Boxer impermeabile per evitare le infiammazioni dovute al contatto con l'antisdrucciolo messo appositamente sulle Falchette delle derive) </span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">T-shirt maniche lunghe o corte (meglio se polo con colletto, per evitare bruciature)</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Pile leggero o felpa (soprattutto per la sera)</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Costume da bagno</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Bermuda</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Lycra</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Giubbotto antivento da barca cosiddetto spray top</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Crema solare ad alta protezione</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Marsupio </span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Cerata monopezzo o due pezzi</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Muta umida o semistagna intera in &nbsp;neoprene 3 o 5 mm, </span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Cappello per il sole meglio se con visiera o solo visiera </span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Guanti da vela interi o mezze dita (da mettere in borsa per poter maneggiare le scotte senza problemi)</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Occhiali da sole (con il cordoncino da collo per non perderli in acqua)</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Giubbino salvagente sulle derive</span></div></li></ul><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></b></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Come vestirsi in barca a vela, in inverno</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Le uscite in barca a vela, <b>d’inverno,</b> si fanno meno frequenti. Anzi, nella maggior parte dei casi sono escluse: parliamo di tutte le persone che, per il rimessaggio invernale, tirano a secco la barca, per poi rimetterla in acqua solamente l’anno successivo. Qualcuno, però, non riesce ad aspettare tanto, e approfitta dunque anche delle<b> giornate di sole invernale</b> per fare piccole o grandi uscite anche con delle temperature miti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Chi è abituato a navigare solo d’estate teme un po’ le temperature invernali, ma va detto che, nelle giornate di sole e con l’abbigliamento tecnico da barca a vela giusto, non c’è davvero nulla di cui avere paura. Anzi! L’importante, per l’appunto, è <b>vestirsi di tutto punto.</b> Il sistema dei tre strati, in questo caso, diventa più importante che mai:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><ul><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Scarpe da barca, o eventualmente, in circostanze del tutto particolari, stivali in gomma</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Calzamaglia o intimo termico da barca, realizzato con materiale traspirante</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Maglia in pile traspirante</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Cerata traspirante (nei puoi trovare tantissime, dai giubbotti Slam in poi)</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Guanti da vela</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Occhiali da sole con il laccetto</span></div></li><li aria-level="1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Cappello di lana</span></div></li></ul><div><span class="cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il costume da bagno, nelle uscite di mezza stagione e in quelle invernali, diventa ovviamente un optional inutile. Le cerate e i giubbotti impermeabili e traspiranti sono l’elemento fondamentale di ogni uscita invernale: in<b> negozi online tipo Amazon oppure in negozi tipo decathlon,</b> Slam, Cisalfa puoi trovare un’ampia selezione di giacche per la barca a vela, dalle cerate più classiche e rigide fino ai giubbotti che, all’impermeabilità e alla protezione dal vento uniscono comodità e stile.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Le scarpe da barca a vela</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Meritano un capitolo a parte le scarpe da barca a vela. Prima di tutto, a prescindere dalla tipologia delle calzature, è necessario sottolineare che è vietato indossare le stesse scarpe che si usano a terra per salire su una barca: in questo modo si evita di portare a bordo sporcizia e soprattutto <b>sassolini,</b> i quali potrebbero rovinare inesorabilmente – o quasi – eventuali ponti (soprattutto quello con delle pregiate e delicate coperture in teak).Ma come devono essere le scarpe da usare in barca, e nello specifico <b>le scarpe tecniche da barca a vela?</b> Partiamo dall’elemento fondamentale, ovvero dalla suola: questa <b>deve essere realizzata in gomma bianca e deve essere liscia e morbida,</b> così da non lasciare brutti segni sul ponte e da offrire un ottimo <b>grip</b>. Si potrebbe dunque pensare che le classiche scarpe da tennis possano andare bene, ma non è affatto così: le scarpe tecniche da barca a vela offrono una migliore funzione anti-scivolo, soprattutto sulle superfici bagnate. E non è tutto qui, in quanto le scarpe per la barca a vela – come per esempio le classiche scarpe vela Slam – sono pensate per asciugarsi molto velocemente se bagnate.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">In caso di brutto tempo, alle scarpe tecniche per la barca a vela sono talvolta preferibili gli <b>stivali in gomma da vela</b>, da accoppiare ai pantaloni in cerata per stare perfettamente asciutti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">I guanti per la barca a vela</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Per il freddo durante le uscite invernali, ma anche e soprattutto per maneggiare cime, scotte e drizze senza temere <b>abrasioni e scottature</b>. La scelta dei guanti per la barca a vela deve essere fatta con molta attenzione, perché una volta a bordo, durante le manovre, è necessario avere una presa sicura, pur senza perdere sensibilità. Ecco dunque che nella maggior parte dei casi si opta per dei <b>guanti da vela con le dita tagliate,</b> così da proteggere le mani senza sacrificare l’usabilità di pollice e indice. Per proteggere totalmente le mani dal freddo durante le uscite invernali, invece, si deve optare per i guanti a dita lunghe.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Scegliere i guanti per la barca a vela: un approfondimento</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Vale la pena spendere qualche minuto in più sulla scelta de giusti guanti per barca a vela. Partiamo dal materiali: quali sono i materiali ai quali puntare? Ovviamente i guanti dovrebbero essere <b>traspiranti</b> ma allo stesso tempo <b>stagni</b>. Ecco quindi che si hanno guanti in nylon, <b>neoprene</b> e via dicendo, per proteggere dal freddo, dal vento, dall’acqua, dal sale e dai raggi ultravioletti. Alcuni modelli, più completi, presentano un <b>cinturino</b> a livello del polso, tipicamente in neoprene, per bloccare l’eventuale entrata d’acqua. Ha importanza ovviamente anche il materiale usato per proteggere il palmo: qui di solito si incontra un rivestimento in gomma, che assicura il grip necessario e allo stesso tempo protegge la pelle dalle ustioni provocate dallo sfregamento della corda. Va peraltro sottolineato che i guanti da barca a vela possono essere utilizzati anche per usare le pagaie da kayak senza andare incontro a dolorose <b>vesciche</b>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Per quanto riguarda le dita, va detto che non esistono solamente i due estremi con dita intere e dita corte. Esistono anche dei compromessi, per chi vuole proteggersi dal freddo ma non vuole compromettere mai la manualità, nemmeno nella stagione fredda: in questo caso i <b>guanti con due dita corte</b> (ovvero pollice e indice) assicurano il compromesso ricercato tra comfort ed efficienza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Quando il gioco si fa duro: l’abbigliamento giusto per le regate</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Un conto è vestirsi per un’uscita in barca, un altro è, invece, vestirsi per una regata. Qui tutto si fa più difficile: i movimenti devono essere assolutamente liberi, la presa deve essere del tutto sicura, ogni scivolone può essere fatale. È assolutamente necessario calzare scarpe tecniche da barca a vela oppure, durante le regate invernali, degli stivali altrettanto tecnici. Durante le regate in inverno o in mezza stagione bisogna tener conto del <b>windchill,</b> il quale abbassa di parecchio la temperatura percepita: in una bella giornata invernale di sole, con 10 gradi, veleggiare a 20 nodi ci può dare la sensazione di essere a circa 0 gradi: diventa dunque indispensabile essere vestiti alla perfezione dal primo all’ultimo strato, privilegiando le giacche in <b>Gore-Tex</b> per bloccare acqua e vento ma non il sudore. Nello specifico, il regatista che si muove con temperature basse dovrebbe partire da un intimo tecnico per barca a vela in poliestere, da un mid-layer in pile e da pantaloni e cerate in Gore-Tex. D’estate, ovviamente, diventa tutto più semplice: anche in questo caso, però, bisogna pensare a dei vestiti in grado di proteggere dal vento e di<b> far traspirare il sudore.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Stai cercando dell’abbigliamento tecnico per le tue uscite in barca a vela? Che sia d’estate o d’inverno, per una lunga vacanza nel Mediterraneo o per una veloce regata, puoi chiederci qualsiasi consiglio.</span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Apr 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le Andature]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000018"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Buongiorno a tutti e ben ritrovati sul nostro ormai conosciutissimo blog velico, cari colleghi e amici, velisti e non, ma comunque amanti di sport, mare, natura e vita sana all'aria aperta. Oggi trattiamo un interessante argomento, con un articolo tecnico di base. Avrete notato che spesso alterniamo argomenti generali ad argomenti sociali e a quelli più prettamente tecnici di vela.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>LE ANDATURE</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b><br></b></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/18_1.png"  width="500" height="627" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel mare (ma anche fiume o lago) aperto e libero, qualunque sia la direzione del vento, il buon velista esperto deve poter raggiungere sempre tutti i punti dell’orizzonte e, per far ciò, dovrà fare i conti innanzitutto con la direzione del vento.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Secondo la direzione da cui proviene il vento, cioè secondo l’angolo che il vento forma con l’asse longitudinale dello scafo, la nostra barca riceverà impulsi diversi che la faranno “andare” in modi assai differenti. Avremo cioè le cosiddette “andature”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Si definiscono “andature” le espressioni usate per indicare la direzione di avanzamento della barca a vela rispetto alla direzione del vento reale. Le andature possono essere speculari e con mure a dritta, quando per prima viene colpita dal vento la parte fisica della barca che si chiama "murata" di dritta/destra/tribordo; oppure con mure a sinistra, quando invece viene colpita per prima dal vento la murata di </span><span class="cf1">sinistra/vabordo/babordo.</span><span class="cf1"> Per capire se una barca viaggia con mure asinistra o a dritta nell’andatura &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="cf1">di poppa bisogna guardare alla posizione del &nbsp;boma con le vele. Se è aperto a destra vuol dire che la barca viaggia mure a sinistra, se è aperto a sinistra vuol dire che la barca viaggia mure a dritta. Per comprendere il significato di mure a dritta o a sinistrapossiamo sostituire la parola “mure” con “vento</span><span class="cf1">”.</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Le principali andature sono:</span></div><div><img class="image-1 fright" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/18_3.png"  width="500" height="619" /><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">ANDATURE ASPIRATE o ARDENTI o MONTANTI che risalgono il vento, grazie all'azione della deriva che riduce l'effetto dello scarroccio </span><span class="cf1">sulla</span><span class="cf1"> barca, cioè dello sbandamento trasversale dovuto alla pressione del vento sulle vele e allo scivolare di una superficie liscia (lo scafo in vetroresina, in alluminio, in legno o polipropilene) su un'altra superficie liscia quale quella rappresentata dell'acqua:</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;• BOLINA: quando la barca fa una rotta più stretta di 90° con la direzione del vento. La bolina va da bolina stretta (40° / 45°) a bolina larga (60° / 70°), posta la direzione del vento allo 0°.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Entro i 40/45° le vele cominciano a “fileggiare”, a pungere, e non “portano” più. Di conseguenza c’è un angolo di 90° (45° + 45°) verso la direzione del vento, detto “Angolo Morto”, all’interno del quale la prua della barca non può entrare senza far sgonfiare le vele e quindi la barca, entrando nell’angolo morto, </span><span class="cf1">rallenterà</span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1">perderà</span><span class="cf1"> velocità.</span></span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;• TRAVERSO o ANDATURA NEUTRA: quando la barca forma con la direzione del vento un angolo di circa 90° (traverso stretto 80°-90° ; traverso largo 90°-110°).</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">ANDATURE PORTANTI:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Quando l’angolo formato dalla direzione del vento con l’asse longitudinale della barca è compreso tra 90° e 180°.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tra le andature portanti troviamo:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">▪ IL LASCO: inizia dove termina il traverso largo cioè quando la barca forma con la direzione del vento un angolo di circa 120°-130°. Il vento proviene dallo spigolo di poppa. E' l'andatura più veloce e richiede una grande stabilità e rettilineità del timone, soprattutto sotto gennaker issato.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">◦ Il GRANLASCO o GIARDINETTO : quando la direzione del vento forma con la barca un angolo di circa 150°. Il vento colpirà il giardinetto della barca cioè uno dei due angoli di poppa. Si chiama così perchè anticamente ci si mettevano tutte le piante medicali.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-2 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/18_2.png"  width="500" height="390" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;◦ la POPPA o FIL DI RUOTA: quando la direzione del vento e l’asse longitudinale della barca sono pressoché paralleli o comunque divergenti per un piccolo angolo; la poppa inizia dove finisce il granlasco. La regolazione delle vele ottimale sarà quella cosiddetta a “Farfalla”, con la randa aperta da un lato e il fiocco dall’altro in modo da non essere coperto e sventato dalla randa stessa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il vento colpisce la barca dalla parte poppiera. Per avanzare dobbiamo esporre al vento la massima superficie di vela, dovremo quindi lascare tutta la vela e far uscire il boma il più fuori possibile.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La vela formerà così un “bel muro” davanti al vento che la colpirà quasi perpendicolarmente “spingendo” avanti la barca ( “effetto portante” del vento sulla vela). Se vogliamo rallentare o addirittura fermare la barca su questa andatura dovremo solo cazzare al centro la randa con il boma sulla linea di mezzeria della barca e rollare o ammainare o lascare tutto il fiocco.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">In poche parole, eseguendo l'esercizio del 360°, cioè un angolo giro attorno a noi stessi con una virata in prua e una abbattuta, cioè una virata in poppa, eseguiremo allo stesso tempo tutte le andature sopra menzionate e in velocità in uno spazio acqueo molto ristretto.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ecco alcuni grafici e disegni per capire meglio tutto ciò di cui abbiamo scritto sopra.</span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br><br></span><div><b><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Se non ami quello che fai non lo farai mai con passione.</i></span></b></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il perfetto istruttore sportivo]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000017"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Salve e ben ritrovati sul nostro blog che è prettamente velico sì ma, come ormai tutti sapete, che è orientato anche verso altre tematiche prettamente sociali o umane.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Oggi vorremmo definire la figura del perfetto istruttore di Vela su derive 2.0 o di qualsiasi altra disciplina sportiva &nbsp;secondo il nostro modesto parere e provare a elencare una serie di capacità, doti, virtù e qualità che egli/ella dovrebbe possedere. Non necessariamente l'istruttore deve averle tutte, ma almeno una buona parte di esse. Non deve incarnare un semidio pagano o una moderna figura mitologica né tantomeno indossare le vesti di un fantascientifico &nbsp;supereroe stile Marvel.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/Blog-17.jpg"  width="500" height="375" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Innanzitutto, non si può prescindere dalla TECNICA DI CONDUZIONE. Agonista o meno, regatante o meno, atleta o no, brevettato o no, attempato o giovane, caprerino, Valturino o federale, l'istruttore perfetto deve conoscere e saper condurre &nbsp;quasi tutte le derive con timone a barra, singole, doppie, collettive, mono o multiscafo, in quasi tutte le condizioni di vento anche forte , onda e corrente, sia che esse siano costruite in legno, o vetroresina sia in plastica polipropilene. Deve saper armarle e disarmarle alla perfezione, vararle, alarle, ancorarle, fermarle, partire, rientrare e seguire tutte le andature montanti e portanti, eseguire ogni manovra come virate, abbattute, giri di boa, partenze in regata, scuffie simulate o non. A vele bianche, cioè randa e fiocco o sotto gennaker o spinnaker, con o senza trapezio, issando e ammainando con estrema disinvoltura. La tecnica ha bisogno di allenamento e aggiornamento continui. Mai sedersi sugli allori. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Garantendo sempre, in ogni momento della navigazione o a secco, la sicurezza e l integrità fisica dell'allievo di qualsiasi età, oltre al suo proficuo apprendimento didattico e al suo divertimento. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ovviamente una grande capacità tecnica non può prescindere dalla PASSIONE nello svolgere il mestiere più bello al mondo. Senza passione nel comunicare e nel trasferire e trasmettere con entusiasmo il proprio sapere, anche il miglior velista non avrà successo con il proprio equipaggio principiante o esperto che sia. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L'insegnamento è passione e forte vocazione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Molto apprezzate in un istruttore di Vela sono anche la disponibilità, la dialettica, l'educazione, il rispetto di colleghi allievi, l'empatia, la proattivita', la continuità nel lavoro (a tutti deve essere garantito lo stesso prodotto e servizio) , affidabilità, solidarietà nei confronti di allievi e staff e puntualità. Nonché spirito di adattamento e un senso di responsabilità generale. Il nostro mestiere non è ancorato a un orario specifico e ben definito e quindi richiede una certa flessibilità ed elasticità mentale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La capacità di condurre natanti con motori fuoribordo in condizioni anche critiche e in estrema sicurezza, &nbsp;rappresenta sicuramente un'altra qualità molto ricercata. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Se poi l'istruttore 2.0 riesce a essere carismatico e trascinatore &nbsp;porre attenzione alle regole di precedenza e di buon senso in acqua e a tutti i suoi gesti e movimenti e a non rompere nulla, scafi o attrezzature, allora sarà anche benvoluto da direttori, presidenti e colleghi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Saper fare manutenzione ordinaria e straordinaria anche in modo veloce e durevole, avere capacità manuale, sono skills che qualificano un ottimo professionista di mare. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">In generale una attenzione,una capacità di saper stare in mare e di avere occhio a 360		gradi su ciò che accade. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">E poi sorriso, igiene personale e cura di sé e della propria persona. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ricordatevi che l'insegnamento deve essere una scelta consapevole e ponderara e non un obbligo o un ricasco o peggio ancora, un' ultima spiaggia. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Per finire, ci piacciono molto anche gli istruttori inclusivi cioè che rendono partecipi della vita dell'associazione sia lo staff nuovo sia gli allievi o i loro genitori e le loro famiglie, creando aggregazione, spirito di appartenenza e solidarietà reciproca. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Criticare in maniera sempre costruttiva e propositiva e mai distruttiva o demolitiva è da sempre una dote essenziale. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Se un allievo vi richiederà in equipaggio giorno dopo giorno e uscirà sereno e contento, avrete fatto bene il vostro lavoro e portato avanti al meglio la vostra splendida missione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Arrivederci a tutti. Meditate gente. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>"Il marinaio non puo' cambiare il tempo, ma sa quando deve cambiare rotta"</i></span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La fisica della vela]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000016"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Salve cari amici bloggers, appassionati di vita all'aria aperta e di sport nautici come noi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Argomento di questo venerdì e di questo sedicesimo articolo del nostro blog è la </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>Fisica della Vela</b></span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">. In questa pagina troverete tanti termini appartenenti al tipico gergo navale e marinaresco.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Uno degli aspetti più curiosi e affascinanti della navigazione a vela è sicuramente la capacità che hanno le barche di risalire il vento. Come fanno? Leggendo questo articolo capirete quanti punti in comune hanno le barche con gli aerei, infatti sono gli stessi principi che hanno permesso all'uomo di volare che permettono ad una barca a vela di risalire il vento. E’ facile capire il perché una barca a vela si muova nella direzione del vento: il vento gonfia le sue vele e la spinge. E' molto più difficile capire perché la barca riesca a risalire il vento, ovvero andare quasi controvento. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Vediamo come questo è possibile.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>1.1) Alcuni principi basilari della fisica</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ripassiamo prima qualche elementare principio fisico. La prima legge della Dinamica (parte della Fisica che studia il moto dei corpi) dice che se non c’è nessuna forza applicata ad un oggetto, questo persevererà nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme, di conseguenza non avrà né accelerazione né decelerazione; se al contrario un oggetto è soggetto a una forza questo accelererà in maniera proporzionale ad essa (F=ma o seconda legge); la terza legge dice: ad una forza applicata ad un corpo ne corrisponde una uguale e contraria.</span></div><div></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Vediamo ora cosa succede in una barca a vela: a causa della grande superficie velica, la barca può cambiare velocità grazie alla grande quantità di aria che le vele riescono a catturare; se una imbarcazione a vela procede nella direzione del vento, la forza del vento sulle vele può aumentare in maniera ragguardevole grazie alla sommatoria della velocità della barca, in poche parole se abbiamo dieci nodi di vento, e la barca avanza in direzione del vento ad una velocità di 12 nodi, la forza esercitata sulle vele é di circa 22 nodi, (chiamato anche vento apparente). Per questo motivo su di una barca a vela entrano in gioco forze impressionanti. Pensate semplicemente al fatto che in certe particolari situazioni una barca a vela può andare addirittura più veloce del vento!!! Tutto questo perché, come vedremo meglio in seguito, le vele di una barca si comportano esattamente come le ali degli aerei. Nella vita di tutti i giorni è facilmente riscontrabile un piccolo esperimento che ci può aiutare a capire questo fenomeno: se esponi la tua mano fuori dal finestrino dell’automobile in movimento e la tieni inclinata, sentirai una forza nel senso dell'inclinazione; questa forza, inoltre varierà secondo il grado di inclinazione. E' per questo motivo che le barche a vela veleggiano e gli aeroplani volano. Vediamo di conoscere più da vicino le forze che entrano in gioco:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>1.2) Forza = Portanza + Resistenza</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L'aria che investa l'ala di un aereo si divide un due flussi: uno passa sopra l'ala, l'altro sotto. Il profilo alare è fatto in modo tale che la parte superiore risulti più lunga rispetto a quella inferiore. I due flussi, una volta divisi, si devono ricongiungere perfettamente al termine del profilo e di conseguenza il flusso superiore, dovendo percorrere più spazio a parità di tempo rispetto a quello inferiore, dovrà fluire con una velocità maggiore di quella del flusso inferiore. Il principio di Bernoulli afferma che in qualsiasi punto di un fluido il prodotto tra velocità e pressione si mantiene costante, di conseguenza i punti con velocità più alta avranno una pressione inferiore. Ricapitolando: sotto l'ala (dove l'aria scorre più lentamente) troveremo una pressione più grande di quella che troveremo sopra l'ala. Ne consegue la nascita di una forza che va' dal basso verso l'alto. Questa forza si chiama PORTANZA ed è quella che permette all'aereo di volare e ad una barca a vela di procedere quasi contro vento.</span></div><div></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Purtroppo le ali e le vele lasciano dietro di se delle scie, dei piccoli vortici che sottraggono energia al moto. L'effetto risultante può essere rappresentato da una forza che si oppone alla direzione di avanzamento del mezzo e la chiameremo RESISTENZA. Viene naturale cercare di diminuire al massimo questa resistenza al fine di ottimizzare quel bellissimo equilibrio di forze che intervengono in campo. E' stato dimostrato che un ala, (ma anche una vela), più è stretta ed alta, più è allungata, più è efficiente, ovvero offre resistenza minore. Esempi: le ali degli alianti sono, guarda caso, strette e lunghissime, appunto perché, non avendo un motore, si tende a diminuire al massimo le varie resistenze in gioco. Un altro bellissimo esempio ci viene dato proprio dal mondo delle competizioni sportive dove si cerca sempre di ottimizzare al massimo il mezzo. Nel caso della Coppa America basta concentrare l'attenzione sulle differenze tra il disegno della randa di Azzurra (1983) e quello di Luna Rossa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Lo studio dello scorrimento dei fluidi intorno a corpi è, per l’aria, l’aerodinamica, per l’acqua è chiamata idrodinamica o fluidodinamica. Poiché la portanza e la resistenza sono una perpendicolare all’altra, può essere conveniente calcolare la loro risultante, la somma delle due. Chiameremo tale risultato con il generico termine di FORZA. L'utilità sta nel fatto che separando la forza in queste due componenti possiamo studiare le relazioni tra portanza, resistenza, profilo alare e angolo di incidenza. Per una barca a vela la resistenza non è sempre un elemento negativo alla navigazione. Per esempio, quando una barca a vela procede nella stessa direzione del vento, cioè con andature "portanti", la resistenza rappresenta la forza fondamentale all’avanzamento. Quando la barca cerca di risalire il vento invece, la portanza la fa avanzare e sbandare (inclinare) mentre la resistenza la rallenta.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>1.3) Angolo di Attacco</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’angolo tra il profilo alare e il flusso è detto angolo di attacco AOA (Angle of Attack) oppure con la lettera greca alfa. Normalizzando i valori di portanza e resistenza a dimensioni della forza totale che agisce su un ipotetico profilo alare cilindrico, otteniamo due coefficienti, CP per la portanza, e CR per la resistenza, che è possibile comparare direttamente con altri valori per differenti profili alari e angoli di attacco. Il rapporto tra alfa ed il coefficiente di portanza è chiamato curva di portanza, e tra alfa e la resistenza, curva di resistenza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/Blog-16.jpg"  width="500" height="375" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div><div></div><div></div><div></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Alcune caratteristiche sono simili per tutti i profili alari, c’è un angolo di attacco AOA in cui il coefficiente di portanza è massimo, e un angolo di attacco in cui lo è il coefficiente di resistenza (massimo). C’è anche un angolo in cui il rapporto tra portanza e resistenza è massimo. Questo "massimo" (P/R) rappresenta il miglior angolo di salita per un aereo e il miglior angolo di bolina (risalire il vento) per una barca a vela. Osservando queste curve di portanza e resistenza si nota che il coefficiente di portanza cresce gradualmente sino a raggiungere il suo valore massimo dopo il quale decresce rapidamente. Contemporaneamente la resistenza aumenta drasticamente, questo fenomeno è dovuto alla turbolenza del fluido nella parte posteriore dell’ala o della vela. L’aria non può più scorrere intorno alla vela (ricordarsi che è questo scorrimento della massa d’aria che crea la portanza). C’è un momento (sweet spot) appena prima che questo accada, in cui la portanza è al massimo e la resistenza non ha ancora iniziato ad aumentare rapidamente, a questo punto il rapporto tra portanza e resistenza è al massimo, ed è questa la condizione che ogni regalante cerca per portare al massimo delle prestazioni la sua barca quando risale il vento. Oltre questo punto la portanza decade e la resistenza aumenta. In più siccome una vela é fatta di tessuto sotto un certo AOA essa non può mantenere la sua sagoma e "fileggia" nel vento. Alcuni catamarani ad alte prestazioni hanno in effetti vele rigide per migliorare la sagoma del profilo alare.</span></div><div></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Questo grafico rappresenta le curve di portanza e resistenza delle barche da Coppa America. Possiamo notare che l’ottimizzazione tra portanza e resistenza si trova ad un angolo di 15°, mentre la massima portanza si raggiunge a 30°. Quando boliniamo (risaliamo il vento) dovremmo mantenere un angolo tra 15° e 20° rispetto alla direzione di provenienza del vento apparente. Tutto questo non significa che si possa risalire il vento a 15°. Ci sono due ragioni per questo. L’angolo che il vento produce in relazione alla posizione della vela (alfa) non è lo stesso tra scafo e vento (beta), ed il vento che subisce lo scafo (apparente) non è lo stesso del vento reale per via del moto della barca stessa. L’angolo effettivo della vela rispetto al vento è dato dalla differenza tra l’angolo scafo/vento apparente (beta) e angolo vela/asse longitudinale dello scafo (angolo di regolazione)</span></div><div></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Se si guarda attentamente il diagramma si noterà che, risalendo il vento, la forza di avanzamento applicata alla barca è minore della portanza generata dalla vela. Noterete anche la grande forza di spostamento laterale (scarroccio) generata dalla portanza. Tale forza è controbilanciata dalla deriva (chiglia) della barca e dal peso del suo equipaggio, ma può essere anche diminuita riducendo la superficie velica. Quando si bolina con il vento forte, è necessario ridurre la superficie velica per ottenere un buon angolo di risalita al vento, generando un minor sbandamento ed una buona velocità.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>1.4) L'importanza delle vele di prua</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">L’uso di una seconda vela davanti alla vela maestra (randa) migliora e incrementa la portanza della randa stessa. Tale vela è chiamata vela di prua, o fiocco. L’aumento dell’efficienza della randa causata dalla vela di prua è &nbsp;dovuto: 1) al fatto che questa convoglia il vento nella parte posteriore della randa e riduce la turbolenza che si genera ad ampi angoli di attacco; 2) ad una sorta di effetto tunnel tra le due vele che accelera il flusso d’aria, riducendo la pressione dietro la vela maestra, incrementando così l’efficienza aerodinamica. Infatti quando entrambe le vele sono correttamente cazzate (specie nell’andatura di bolina), il genoa (un grande fiocco) si sovrappone su buona parte dell’area della randa, fino al 50%, in modo tale da formare una sorta di 'imbuto' dando &nbsp;luogo a quello che i fisici chiamano effetto Venturi. Ciò provoca una forte accelerazione dell’aria col risultato di diminuire la pressione statica ed aumentare il "risucchio" della randa. Ma se il canale diventa troppo stretto si produce un effetto indesiderato: la randa va in stallo non "portando" più.</span></div><div></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Una grande vela di prua simile ad un pallone, la cui funzione è catturare una grande quantità d’aria per incrementare la resistenza aerodinamica è chiamata spinnaker. Essa è usata nelle andature "larghe", cioè dal traverso alla poppa. Nelle barche da regata moderne la regolazione di randa e genoa è di importanza fondamentale e sta nella bravura dell'equipaggio mettere bene a segno le vele.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>1.5) Resistenza dello scafo</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La forza esercitata dal vento sulle vele è controbilanciata dalla resistenza dello scafo immerso nell’acqua. La resistenza è piuttosto grande ed è compito dell'idrodinamica studiare quelle forme per gli scafi che la riducono al massimo. Lo sbandamento laterale che si produce nelle andature di bolina è bilanciato da una forza uguale e contraria opposta dalla chiglia della barca. Nelle barche da regata moderne la chiglia è sostituita dal bulbo posto all’estremità inferiore di una pinna piuttosto sottile per limitare al minimo la resistenza idrodinamica. Il peso di tale bulbo può arrivare al 40% del peso della barca. Nell’andatura di bolina la direzione della prua della barca rimane leggermente più sopravvento rispetto alla sua rotta, un altro effetto (indesiderato) che si produce nelle andature di bolina è lo "scarroccio" che in pratica è lo spostamento laterale della barca dovuto alla azione del vento su tutto il sistema, mentre la "deriva" è lo stesso effetto generato però dal mare attraverso le onde e la corrente.</span></div><div></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La resistenza dello scafo dipende da molti fattori e aumenta con il crescere della velocità della scafo. Intorno ad una certa velocità questa resistenza aumenta drasticamente per effetto della formazione di onde intorno allo scafo. Questo punto si chiama velocità critica e mediamente è lo stesso valore di lunghezza al galleggiamento dello scafo, se quindi una barca è lunga, al galleggiamento, 9 mt. (LWL), la sua velocità critica sarà di circa 9 nodi. (Essa è espressa da una formula: 1,3 x radice quadrata della lunghezza al galleggiamento, o LWL).</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel caso di uno yacht IACC questa velocità è intorno agli 11 nodi. E’ possibile che uno yacht vada più veloce di questa velocità ma occorre una spinta veramente grande. In alcune barche è possibile superare la velocità critica uscendo quasi dall’acqua (planare) ma sono necessarie alcune condizioni che sono: vento fresco (forte), onde formate e andatura di lasco o poppa. In queste condizioni anche gli IACC sono in grado di planare arrivando a toccare velocità di circa 20 nodi con vento forte ed in poppa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>1.6) &nbsp;Il vento apparente</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Su una barca a vela in movimento il vento che viene formato risente del movimento stesso della barca. Ci sono due tipi di vento: il vento REALE e quello APPARENTE. Quello reale si avverte a barca ferma, infatti non c’è alcuna influenza data dal nostro movimento; il vento apparente si forma non appena iniziamo a muoverci ed è influenzato sia dalla nostra VELOCITA' che dalla direzione che la nostra barca assume.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il vento apparente è una somma vettoriale tra il vento reale e l’inverso della velocità della barca. In altri termini questo significa che il vento apparente è diverso dal vento reale sia in direzione che in velocità.</span></div><div></div><div></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Quando una barca risale il vento di bolina stretta, la velocità del vento apparente è molto più alta del vento reale; quando si va in favore di vento, cioè con andature di lasco/poppa, la velocità del vento apparente è, in genere, minore del vento reale. La direzione del vento apparente si sposta verso prua rispetto alla direzione del vento reale. Poiché il vento apparente si sposta verso prua, si forma un angolo più piccolo tra l’asse longitudinale della barca ed il vento. (Ma attenzione: questo angolo è sul vento apparente, non sul vento reale). Infatti le vele si regolano sul vento apparente, non sul vento reale. Nel caso degli IACC, </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">International America's Cup Class,</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">questo angolo è tra i 25° e i 35°, dipende dalla velocità della barca. Quando si veleggia in favore di vento, la velocità del vento apparente è ridotta. Se una barca procede a 10 nodi con 15 nodi di vento, il vento apparente è ridotto ad appena 5 nodi circa. In conseguenza di questo le barche da regata moderne non vanno in poppa piena, ma stringono il vento di qualche grado (vanno al lasco) per aumentare la velocità del vento apparente.</span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Oliviero Sabatini]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000015"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ciao a tutti amici sportivi, il mio nome è Oliviero e ho 21 anni. La mia esperienza con la vela è iniziata a circa 6 anni, nel lontano 2007, e da quel momento non ho mai smesso di coltivare la passione per questo sport che condivido, ormai da tempo, con tutti i miei amici che lavorano insieme a me nella <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/?presentazione-scuola-vela-argentario-asd" class="imCssLink">Scuola Vela Argentario</a>. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/Oliviero.jpg"  width="500" height="502" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ho proseguito la mia “carriera” velistica diventando prima aiutoistruttore, poi istruttore e adesso, dalla stagione 2022, responsabile della Scuola Vela Argentario. In tutto questo tempo la mia formazione, sia sportiva che professionale, ha avuto quasi esclusivamente un unico riferimento, <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/?presentazione-marco-ferranti" class="imCssLink">Marco Ferranti</a>, tuttora direttore della scuola, il quale grazie alle sue numerose esperienze lavorative e le sue competenze è riuscito a trasmettermi la passione che è necessario avere per questo lavoro e questo sport. Mi ha insegnato ad avere spirito intraprendente, determinazione e voglia di migliorare anche ciò che sembra già perfetto. Il mio compito qui è quello di fare un parallelismo con quelle che sono le mie altre due grandi passioni: il karate e la filosofia. Sono certo che queste tre discipline abbiano contribuito molto alla formazione della mia attitudine e mi hanno infuso un diverso approccio per quanto riguarda le diverse sfide che ho dovuto affrontare nel corso del tempo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ci sono molte cose che accomunano queste discipline. Il karate mi ha insegnato che il duro lavoro non cessa mai se vuoi migliorare, infatti ricordo che quando presi la cintura nera realizzai che quello era solo l'inizio di un percorso e non il termine. Inoltre grazie al karate ho coltivato il mio animo riflessivo e consapevole che mi ha portato spesso ad agire in maniera lucida e misurata. E forse questo animo riflessivo l'ho alimentato ancor di più quando uscivo su una barca singola ad allenarmi e davanti a me avevo solo la vela e il mare. Anche nella vela più andavo avanti più ho realizzato la cura che ci vuole per ogni dettaglio, e soprattutto la sensibilità che si affina verso ciò che ti circonda, in tal caso il mare, il vento e la barca. Sono entrambe discipline in cui devi usare prima la testa e poi il tuo corpo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">E che cosa poteva rispecchiare di più questi valori di riflessività, consapevolezza, sensibilità? La scelta di studiare filosofia senz'altro corrisponde con tutto ciò che ho sopraelencato. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">|</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Credo sia fondamentale per ragazzi giovani, anche tra 10/12 anni avere a che fare anche con sport del genere, che possano formare oltre che il corpo e lo spirito di squadra, che sono presenti sia nel karate che nella vela, anche una dimensione individuale. Certamente è importantissimo trovare un mentore o un sensei che riesca a trasmettere al meglio quei principi prima citati.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sono sicuro anche che sia stato fondamentale per me iniziare un'esperienza lavorativa come istruttore di vela anche da molto giovane: ottenere già delle piccole responsabilità di questo tipo fin da giovane mi ha aiutato molto a crescere professionalmente. Oltre a tutto ciò questo lavoro ha diversi privilegi a cui è difficile fare a meno, il lavoro all'aria aperta, il clima di amicizia tra gli istruttori, il bellissimo rapporto che si crea con bambini e allievi e ovviamente la grande soddisfazione che si ha quando si ricevono dei complimenti e capisci di essere riuscito a trasmettere al meglio la tua passione e aver fatto un gran lavoro.</span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La scuffia]]></title>
			<author><![CDATA[marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000013"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Salve cari velisti. Argomento interessante quello trattato oggi nel nostro quattordicesimo articolo del blog velico,</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>LA SCUFFIA</b></span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">. Navigando sulle derive prima o poi la scuffia capita. Scuffiare è il modo migliore per rendersi conto che la scuffia non è un incidente, ma una cosa normale che capita anche ai più esperti e ai campioni. A volte scuffiare volontariamente una barca rappresenta l’unico reale modo di fermare la barca stessa, magari in caso di vento fortissimo o di necessità di riposarsi. Sappiamo che l’effetto del vento sulle vele fa sbandare la barca e che sulle derive per contrastare lo sbandamento si usa il peso dell’equipaggio o al limite si lascano le vele. Quando lo sbandamento diventa troppo e per qualche motivo non si riesce a contrastarlo, la barca scuffia, cioè si inclina lentamente e gradualmente &nbsp;sull’acqua e l’equipaggio fa un bel bagno, a meno che non sia svelto a saltare sulla falchetta o sulla deriva.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Fermatevi, respirate, pensate e agite. </span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/Blog-14.jpg"  width="500" height="231" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La regola fondamentale è di allontanarsi dallo scafo velocemente e di non rimanerci aggrappati mentre la barca sta scuffiando, ma, una volta in acqua, di <b>non abbandonare mai la barca già scuffiata</b> perché essa è la nostra salvezza, è un appoggio se siamo stanchi e la si avvista molto più facilmente in caso di soccorsi rispetto alla testa di un nuotatore e poi è sempre possibile raddrizzarla.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Per prima cosa dovremo <b>accertarci che tutto l’equipaggio sia attaccato e vicino alla barca</b> e che nessuno sia rimasto sotto lo scafo o la vela o che abbia dei problemi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sarà anche necessario fare attenzione a non perdere timone e deriva che su alcune barche si sfilano. Sarà quindi utile a secco durante l’armo della barca controllare le ritenute della deriva allo scafo e le linguette ferma timoni.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Quando la barca scuffia si “Sdraia” prima a 90° sulla superficie dell’acqua. Poi, più lentamente e se non è provvista di apposito galleggiante in testa d’albero, si capovolge a 180°. Per evitare che si capovolga a 180°sarà necessario attaccarsi velocemente alla deriva ed evitare di appoggiarsi all’albero, alle vele o alle sartie o alle falchette.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Cerchiamo sempre di evitare di far scuffiare la barca a 180°: primo perché potrebbe toccare l'albero e svwrgolarai o rompersi, secondo perché i velisti potrebbero rimanere incastrati nelle varie cime e &nbsp;scotte, terzo perché è più difficile da controscuffiare e la deriva potrebbe incastrarsi nella scassa. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La barca non si raddrizzerà mai con le vele cazzate, quindi <b>le scotte dovranno essere in bando e fuori dagli strozzatori.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La barca scuffiata si deve raddrizzare dalla posizione di prua al vento quindi <b>una persona afferrerà la barca per lo strallo</b> e nuotando la porterà con la prua al vento; poi rimarrà in acqua per mantenere la barca in posizione come un’ancora, mentre il resto dell’equipaggio la raddrizza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Per raddrizzare la barca quando è scuffiata a 180°, in piedi sulla falchetta (sullo spigolo o Bottazzo), <b>spalle al vento</b> e attaccandosi al centro della deriva, una o più persone fanno leva usando il peso finchè la barca si porta a 90°, con la deriva orizzontale. A questo punto si può salire in piedi sulla deriva mettendo i piedi vicino allo scafo piuttosto che all’estremità per evitare di romperla, e terminare di raddrizzarla.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Dallo specchio di poppa o direttamente dalla deriva una persona sale velocemente sulla barca appena raddrizzata preoccupandosi di tenerla il più possibile prua al vento con la barra tutta all’orza e con le vele tutte lascate. Poi bilancia con il peso per permettere all’equipaggio di salire a bordo e ovviamente li aiuta se non dovessero riuscirvi da soli.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Quando tutto l’equipaggio è a bordo e calmo e tutto è in ordine si riprende la navigazione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Dopo una scuffia può capitare di rimanere sotto la barca dove comunque, nel pozzetto, c’è sempre aria. In questo caso si fa un bel respiro e, facendo attenzione a non impigliarsi, ci si immerge e si sbuca dall’altra parte. Se si rimane sotto le vele, si alza un braccio e un pugno. per creare una sacca d’aria poi con calma si nuota fino a uscire.</span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Mar 2023 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La virata]]></title>
			<author><![CDATA[marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000010"><div class="imTACenter"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b><span class="imUl">MURE A DRITTA e MURE A SINISTRA</span></b><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Prima di poter spiegare che cos’è una virata, dobbiamo introdurre il concetto di “mure”. Con mure si intende il lato della barca che viene colpito per primo dal vento, ovvero quello opposto al boma e alla randa (e attenzione non al fiocco perché non fa sempre fede, ad esempio di poppa piena si può portare quest’ultimo dalla parte opposta della randa, questa regolazione si chiama “a farfalla”). Più specificatamente si parla di mure a dritta (fig. 1) quando il vento colpisce prima la parte, o per dirla meglio “murata”, destra della barca e quindi il boma e la randa si troveranno a sinistra; nel caso opposto si dice che la barca naviga con mure a sinistra (fig. 2) e quindi il vento arriverà dal lato sinistro, con la randa a destra. Il concetto di mure è molto importante non solo per la virata, ma anche come vedremo in futuro per le precedenze tra barche a vela.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-7" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/mure-a-dritta.png"  width="500" height="281" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div><b><span class="imUl fs12lh1-5 cf1 ff1">CAMBI DI DIREZIONE A PARITA’ DI MURE</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Con la prima lezione abbiamo imparato i due movimenti base che si fanno con il timone: orzare, ovvero spingere la barra del timone verso la randa con conseguente avvicinamento della prua verso la direzione del vento, e poggiare, che consiste nell’allontanare la barra del timone dalla randa, con la prua che si allontanerà dalla direzione del vento.</span><span class="cf1"><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Questi due movimenti sono dei <b>cambi di direzione</b>, ci permettono appunto di cambiare la nostra rotta, ma la barca rimane sempre con le stesse mura. È ora che entra in gioco la virata.</span></div><div><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-1" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/cambio-direzione-1.png"  width="500" height="351" /><br></div><div class="imTACenter"><img class="image-2" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/cambio-direzione-2.png"  width="500" height="298" /><br></div><div><br></div><div><br></div><div><b><span class="imUl fs12lh1-5 cf1 ff1">LA VIRATA</span></b></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Cos’è la virata? La virata è un <b>cambio di mure </b>con la prua che passa attraverso l’origine del vento. Prima di andare a vedere all’atto pratico come si effettua una virata, cerchiamo di capire perché è fondamentale saper effettuare questa manovra.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il primo ovvio motivo è la necessità di dover navigare “nell’altra metà delle andature” ovvero nelle andature con mure opposte.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div></div><div class="imTACenter"><img class="image-4" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/virata.png"  width="500" height="627" /><span class="cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div><div class="imTACenter"><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La seconda motivazione è invece la possibilità di risalire il vento, attraverso il “bordeggio”. Come ben sappiamo, a differenza delle barche a motore, con le vele siamo limitati nelle direzioni in cui possiamo navigare perché purtroppo ancora non abbiamo inventato un modo per navigare contro vento. L’angolo dove le vele non si gonfiano e quindi non riusciamo a muoverci effettivamente è chiamato angolo morto ed è in media di circa 90 gradi, 45 gradi a destra e 45 gradi a sinistra, rispetto alla direzione del vento (ogni barca ha il suo angolo morto). Seppure non possiamo navigare esattamente contro vento, possiamo comunque avvicinarci un lato alla volta verso il vento, effettuando delle virate, che sarà a nostro discapito decidere quando e come farle in base a fattori che quando sarete più bravi terrete in considerazione. È come se ci trovassimo in una città a blocchi come New York e dovessimo andare da un angolo all’altro: possiamo scegliere se percorrere soltanto i due lati lunghi all’esterno o cambiare più volte strada; ogni cambio di strada</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">equivale a una virata quando bordeggiamo per risalire il vento.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-5" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/bordeggio.png"  width="500" height="510" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Come abbiamo appena visto esiste un angolo morto dove non riusciamo a gonfiare le vele e quindi manovrare la nostra barca, voi vi chiederete allora come facciamo a virare siccome dobbiamo passare attraverso l’origine del vento, quindi l’angolo morto. Il trucco sta nell’avere abbastanza velocità, e quindi abbrivio, prima di effettuare la manovra; è come quando freni in macchina che ci metti qualche secondo prima di fermarti, la stessa cosa succede quando si passa nell’angolo morto per fare la virata, quindi <b>importante </b>la velocità, perché come afferma un vecchio detto nautico: “barca ferma non governa!”.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La virata si esegue sempre da bolina a bolina, l’andatura più vicina all’angolo morto, quindi dopo esserci assicurati di aver orzato ed essere di bolina andiamo a vedere proprio all’atto pratico come si svolge questa manovra, suddividendo ogni passo che va fatto per completarla nel modo corretto:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">1)	Come prima cosa bisogna assicurarsi di non avere nessuna imbarcazione intorno che potremmo colpire inavvertitamente durante la manovra, quindi guardiamoci bene intorno.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">2)	Dopo aver stabilito che stiamo andando di bolina e abbiamo una velocità adeguata prepariamo il nostro corpo alla virata. Siccome siete un gruppo inesperto in mano avrete soltanto il timone e non la randa. A questo punto impugniamo lo stick verso la fine soltanto con la mano di poppa, lasciando la mano di prua libera di poter andare dietro la schiena e spostiamo il piede di poppa verso il lato opposto della barca, così da poterci spostare dall’altro lato più facilmente, limitando le possibilità di girarci su noi stessi e quindi non guardare avanti durante la manovra.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">3)	Quando siamo pronti bisogna avvertire sempre il proprio equipaggio (almeno che non si sia soli) di quello che si sta per fare, quindi chiedete “<b>pronti a virare?</b>” altrimenti rischiate di mettere in pericolo l’incolumità dei vostri compagni (il boma in testa non è piacevole) e preparate l’equipaggio a regolare il fiocco e i pesi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">4)	A questo punto si dice “<b>viro!</b>” e orziamo con decisione, appena vediamo che il boma inizia a muoversi verso di noi ci iniziamo a spostare (sempre stando attenti alla testa) e iniziamo a spostarci dall’altra parte, nel mentre passandoci lo stick dietro la schiena e prendendolo con l’altra mano libera. Idealmente dovremmo incontrarci nel mezzo con il boma e sederci quando questo passa completamente dall’altra parte.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel frattempo il resto dell’equipaggio dovrà pensare al fiocco e ai pesi: un attimo prima che il boma inizia a muoversi bisogna levare dallo strozzatore e quindi lascare completamente il fiocco, per poi cazzarlo <b>soltanto</b> quando il boma sarà arrivato dall’altra parte, sennò se si cazza troppo presto si rischia di far gonfiare il fiocco al contrario e quindi mettere a repentaglio l’esecuzione della virata. I pesi dovranno essere regolati in conseguenza del vento e dell’inclinazione della barca, ad esempio se la barca prima di virare navigava piatta con tutto l’equipaggio da un lato, allora tutto l’equipaggio dovrà spostarsi dall’altro lato insieme al timoniere, però sempre stando attenti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">5)	Dopo esserci seduti dall’altro lato rimettiamo al centro il timone e ci assicuriamo di navigare con un’andatura di bolina.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Questa è a grandi linee la corretta procedura di esecuzione di una virata, che sarà nel dettaglio diversa per ogni tipo di imbarcazione.</span></div><div class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><img class="image-6" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/bordeggio-2.png"  width="500" height="611" /><span class="cf1 ff1"><br></span></div><div class="imTACenter"><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Praticandola vi renderete conto che è molto più facile a farsi che a dirsi, un altro piccolo accorgimento che si può aggiungere è che minore è la forza del vento e più con decisione bisogna spingere il timone all’orza, mentre con più vento basta muovere poco il timone che la barca già starà virando.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Buon vento e occhio alle teste!</span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Mar 2023 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Chiusura]]></title>
			<author><![CDATA[marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000F"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Salve &nbsp;cari amici velisti e bloggers, amanti come noi dello sport e della natura. Argomento del dodicesimo articolo è quello della chiusura. Essa normalmente avviene tra metà settembre e metà novembre e rappresenta l'insieme delle operazioni che consentono di mettere a riposo le nostre imbarcazioni e tutte le attrezzature. Quelle stesse imbarcazioni che per 5 mesi sono uscite con centinaia di allievi a bordo, anche tre volte al giorno, tutti i giorni della settimana o quasi.</span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Prima di tutto andranno lavate tutte le vele (circa un centinaio tra rande, fiocchi, gennaker, spinnaker, anche quelle di riserva e nuove) in dacron e in mylar, &nbsp;con acqua dolce e abbondante, In entrambi i lati, dalla penna alla base. Più sono vecchie le vele e più diventano grasse e porose e più acqua dovremo utilizzare.</span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/Blog-12.jpg"  width="500" height="375" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Una volta asciutte, andranno piegate, fiocco dentro randa con il proprio gratile di acciaio o di dyneema, e riposte nelle apposite sacche.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Le vele strappate o con la ralinga usurata andranno portate dall'apposito Velaio per essere riparate e cucite.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tutti gli alberi verranno messi giù e assemblati, togliendo le due crocette ove presenti &nbsp;e raccogliendo con del nastro nero da elettricista tutti i cavi di acciaio e le Drizze, le sartie e gli stralli. Alcuni verranno divisi in parte alta e parte bassa. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tutte i bozzelli, le torrette e le manovre correnti (Vang, Cunningham, tesabase, Scotta randa, scotta fiocco e scotta gennaker, archetto, trasto randa, ghinda) andranno lasciate in appositi bacini di acqua dolce per almeno due giorni poi lasciate asciugare al sole e riposte in apposita sacca dei kit di armo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">I boma, i timoni, le derive, i tangoni e i bompressi, i galleggianti in testa d'albergo andranno anch'essi lavati con abbondante acqua dolce. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Su tutte le parti metalliche di alberi, Boma e timone andrà spruzzato il liquido spray wd40 per proteggerle dalla ruggine, dal sale, dalla sabbia e dalla ossidazione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Gli alberi verranno posti nel sottotetto al riparo dagli agenti atmosferici. I boma, i timoni in apposito magazzino al coperto. I kit e le vele nella soffitta all'asciutto. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Gli scafi verranno lavati e puliti &nbsp;con abbondante acqua dolce, anche utilizzando apposita idropulitrice e completamente svuotati dall'acqua presente nello scafo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Su tutte le parti metalliche presenti nello scafo nudo verrà spruzzato wd40 antiossidante. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Dopodiché le barche verranno trasportate nel parcheggio sui loro carrelli di alaggio e coperte con il loro telo copribarca superiore di serie e, per gruppi, da vari teli cerati molto resistenti e impermeabili. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Smonteremo il Gazebo di 3 metri per 3 adibito alla segreteria in spiaggia e il tendone 8 metri per 4 adibito alle lezioni di teoria. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Verrà riverniciato con apposita vernice &nbsp;impermeabilizzante il cassone di legno. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">I 3 mezzi di assistenza verranno portati a secco, lavati &nbsp;con acqua dolce, svuotati e disassemblati e portati ben piegati e con talco Marino, dentro apposita cantina. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ai motori fuoribordo a 2 tempi o a 4 tempi &nbsp;verrà fatta apposita manutenzione e rimessaggio invernale, e andranno fatti girare con acqua dolce. Appositi spray preserveranno il motore stesso fino al momento del rimessaggio primaverile in cui si controlleranno e cambieranno candele, filtri, cavi, anodi, paraoli e girante oltre all olio del piede motore e del motore. Si controlleranno anche cilindri e carburatori. I motori verranno sistemati su appositi treppiedi dentro una cantina e coperti da un piccolo telo. La parte alta, calandra, dovrà sempre essere posizionata sopra il piede motore e l elica. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Le 10 ancore che hanno funzionato da corpo morto per trattenere le barche e i carrelli di alaggio, verranno dissotterrate e lavate con acqua dolce e con idropulitrice per poi essere riposte in magazzino. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Verranno lavati anche i giubbini omologati e riposti asciutti nel magazzino &nbsp;e con napisan in polvere per preservarli dalla muffa e igienizzarli. Dopo averli suddivisi per taglia e modello. </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il corridoio di lancio verrà smontato e lavato con acqua dolce. I moschettoni sciacquati con wd40.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Mar 2023 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Arianna Bianchi]]></title>
			<author><![CDATA[marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000E"><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Cari amici bloggers e gente di mare, di montagna, di sport indoor o outdoor, ben ritrovati nella lettura del nostro richiestissimo e attesissimo undicesimo articolo. Diamo la parola e lasciamo la penna a una delle storiche istruttrici della scuola vela, Arianna, con noi dal 2007, dapprima come allieva e poi infine come validissima e carismatica istruttrice estiva e primaverile.</span><div><span class="cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="cf1 ff1"><br></span><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/BLog-11.jpg"  width="500" height="593" /><span class="cf1 ff1"><br></span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">"Salve a tutti, mi chiamo Arianna Bianchi, ho 27 anni, sono nata e vivo a Terni in Umbria. Laureanda in Farmacia. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Confucio diceva : </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>“Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai un giorno in tutta la tua vita”</i></span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">, per ognuno di noi il lavoro dovrebbe essere così, dovremmo viverlo con spensieratezza, divertimento, amicizia e passione. Il mio primo lavoro è stato a 16 anni, ho iniziato aiutando il mio istruttore <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/?presentazione-marco-ferranti" class="imCssLink">Marco </a>all’interno della scuola vela ed il ricordo più bello che ho di quella esperienza è che ho imparato più insegnando agli altri che da allieva. Non perché l’insegnamento non fosse valido, anzi tutt’altro, ma perché molto spesso rimettere insieme le proprie competenze per metterle al servizio dei propri allievi è utile anche per noi stessi. Quell’esperienza è stata una “palestra di vita”, mi ha insegnato a rapportarmi con gli altri, sia con gli adulti che con i bambini, ho imparato a lavorare in squadra, insieme agli altri miei colleghi aiuto-istruttori ed istruttori e mi ha fatto capire quanto, per chi non vive la realtà della vela da tanti anni come me, sia qualcosa di straordinario da provare con stupore ed emozione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">A questo proposito mi torna in mente una delle mie ultime esperienze nella scuola vela, dove ho avuto il piacere e l’onore di insegnare ad andare in barca a dei ragazzi che provenivano da quartieri con realtà difficili della capitale. In questi anni ho insegnato a tantissimi ragazzi e nessuno è mai stato così felice, emozionato e stupito di timonare una deriva. In quel momento ho capito che stavo vivendo un’esperienza che mi avrebbe arricchito l’anima e così è stato. Quando i miei allievi sono tornati nella loro città, mi hanno contattato su Instagram per ringraziarmi, è stato molto strano perché nessun allievo mi aveva mai ringraziato prima. Questo mi ha fatto pensare a quando Marco dice a noi Istruttori: “voi siete le uniche persone di cui si ricorderanno quando ripenseranno a questa esperienza”, ed è proprio vero! </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ho iniziato scuola vela nel 2007, insieme a mia sorella e ad altre quattro mie amiche che mi hanno accompagnato per tantissimi anni in questo percorso sportivo. Per noi la vela era più di uno sport, perché lo sport è un po’ come il lavoro, molto spesso lo si vive con malessere, soprattutto ad alti livelli, ed io venendo dall’agonismo della ginnastica artistica lo so bene. Alla base della nostra scuola c’era l’amicizia, eravamo un gruppo che quando si muoveva non era in meno di quaranta e stavamo molto spesso insieme. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Questa bella esperienza mi ha insegnato tanti valori che porto con me nel mondo del lavoro, ho imparato che l’umiltà è fondamentale, pensare di essere i primi, ci fa diventare in realtà gli ultimi, mi ha insegnato la prudenza e a trovare sempre un’escamotage nei momenti di difficoltà, dove la regata sembra persa.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il mio lavoro è all’interno di una Farmacia, un lavoro che può sembrare molto monotono, ma che in realtà se vissuto con passione e con la voglia di apportare delle novità, può diventare un posto dove in molti cercano certezze ed aiuto, dove è importante il consiglio del farmacista, non solo nelle medicine da assumere, ma anche nella scelta del cosmetico giusto e del trucco adatto. Molto spesso aiutiamo anche ad essere più belli, sia dentro che fuori. Per quanto sia una realtà diversa da quella di una barca che con le vele cazzate si dirige verso il mare aperto, in realtà hanno molte cose in comune. Entrambe sono una sfida permanente per tendere alla perfezione, nessuno sa tutto, impariamo tutti costantemente, entrambe sono gioco di squadra, con i colleghi e con l’equipaggio, infine in entrambi è fondamentale il ruolo del capitano, è importante che ci sia qualcuno che dirige il gruppo e se quello non è sicuro di quello che sta facendo, la barca non andrà da nessuna parte. La leadership è fondamentale non solo nel lavoro, ma anche nello sport, in un team bisogna essere qualcuno di cui gli altri si fidano e che vogliono seguire, è questa la differenza tra un leader ed un capo, il capo comanda, mentre il leader istruisce. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Porto dentro di me, all’interno del mio cuore questi anni bellissimi nella <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/?presentazione-scuola-vela-argentario-asd" class="imCssLink">scuola vela Argentario</a>, dove Marco Ferranti, il nostro Istruttore, ha cercato di insegnarci non soltanto ad andare in barca, ma anche dei valori importanti come l’amicizia, l’ambizione, la cooperazione, la determinazione ed il peso delle responsabilità. Ringrazio Marco e tutte le persone che dal 2007 sono cresciute insieme a me in mezzo al mare, con uno stick del timone sulla mano destra, la cima della randa sulla sinistra ed i piedi ben posizionati sulle cinghie. Non dimenticherò mai questa esperienza che consiglio a chiunque sia appassionato di mare e di sport, non ve ne pentirete!</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Arianna Bianchi</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><br></div></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Feb 2023 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Esperienze dello staff]]></title>
			<author><![CDATA[marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000D"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Salve a tutti cari amici sportivi di terra e di mare e ben ritrovati su queste pagine on line. Lo spunto per la scrittura e l'argomento del decimo articolo del nostro blog ci è stato fornito dalle belle parole scritte da </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>Edoardo Orru</b></span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">', un nostro ex allievo, poi istruttore di vela nella scuola e ora laureato e serio e affermato professionista nel campo petrolifero, dopo sedici anni insieme:</span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">"Caro Marco, sai, ogni stagione che finisce e il conseguente ritorno mi portano a pensare a quello che ho fatto, a come l'ho fatto, &nbsp;a quello che ho imparato e a quello che ho da imparare. Senz'ombra di dubbio, è stata una stagione diversa dalle altre, forse meno partecipata da noi ragazzi ma anche molto più impegnativa dal punto di vista organizzativo e della gestione dei ragazzi. Tutto quello che questa stagione mi ha dato, come tutte le altre, lo devo a te, che da tanti anni spendi il tuo tempo con giovani come me insegnandogli d'avvero tanto. Tutto quello che so lo devo a te, le possibilità e le opportunità le devo a te, per questo sento la necessità di ringraziarti per quello che hai fatto e che stai facendo per me, perché è raro trovare persone come te.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Grazie di cuore. Edoardo."</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/Blog-10.png"  width="500" height="500" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tutto questo ci ha portato a intervistare e presentare anche un altro indomito e coraggioso caposaldo della nostra organizzazione sportiva, con la passione per la vela, per il calcio e per l'informatica. Noi lo chiamiamo affettuosamente "il Bolt (Usain) smanettone":</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">"Buongiorno a tutti. Mi chiamo Leonardo Papa, sono nato e cresciuto e vivo a Roma. Ho 26 anni. Sono entrato, a 9 anni, nel 2007, nella <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/index.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.scuolavelaargentario.com/index.html', null, false)">scuola vela all'Argentario</a> in Toscana dove avevo casa estiva. Grazie alla mia passione e alla mia tecnica sono diventato negli anni, prima capobarca, poi aiuto istruttore junior e senior, poi istruttore, responsabile istruttori, e infine responsabile della scuola vela argentario asd nel fatidico anno 2020 (anno di fondazione della nuova scuola vela federale presso lo stabilimento balneare Tuscany Bay sulla spiaggia della Giannella) e 2021. Nel 2020 sembrava impossibile creare dal nulla una scuola vela in due settimane ma, si sa, un'impresa eccezionale sembra impossibile fino a quando non la si realizza. E noi due, io e <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/?presentazione-marco-ferranti" class="imCssLink">Marco</a>, con l'aiuto di tutti gli storici istruttori, ci siamo riusciti e ora siamo tra le più grandi scuole vela in Italia. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Dopo alcune parentesi lavorative in Valtur per quattro mesi in un villaggio turistico in Calabria con gli amici di sempre Alex ed Edoardo, anch'essi istruttori alla scuola vela, poi in Florida per 11 mesi per un interscambio scolastico e culturale, dove ho imparato bene e perfezionato la lingua inglese e dove mi sono cimentato anche nello sport del football americano, &nbsp;e dopo due anni durante l'inverno nell'agonismo su derive 420 con Alex come prodiere, mi sono poi dedicato a un'altra passione che coltivavo e che avevo un po' nel DNA familiare, la produzione cinematografica e televisiva. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ho lavorato in film famosi che molti avranno visto:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Heart of Stone” del 2022, diretto da Tom Harper per Netflix e come Producer Assistant a Roberto Malerba e GAL GADOT come interprete. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"> “Three Women” Ep. 1.7 del 2022, diretto da Louise Friedberg per Showtime, come PA e Asst. Covid Manager e con SHAILENE Woodley come interprete. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Ripley” &nbsp;del 2022, diretto da Steven Zaillian per Showtime, come Unit PA e con interprete ANDREW SCOTT</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“Book Club: The Next Chapter” del 2022, diretto da Bill Holderman, come Unit PA, con interpreti </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">DIANE KEATON e JANE FONDA</span></div><div> </div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">“The Equalizer 3” del 2022, diretto da Antoine Fuqua, come Assistant Unit Manager, con interprete il grande attore americano</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">DENZEL WASHINGTON. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Qualche giorno fa era stato il mio ultimo giorno di lavoro su Equalizer 3 e avevo appena ricevuto veramente dei bei complimenti dai miei due capi che sono tra i migliori che ci siano in Italia nel loro lavoro, possiamo dire scherzosamente, dei Marco Ferranti nel settore della produzione cinematografica. Aldilà dei soldi, è una delle più grandi soddisfazioni aver portato a termine per bene un lavoro, soprattutto di questo livello e con il ruolo più alto e importante che avessi mai avuto in un film, occupandomi di una cosa di cui avevo pochissima esperienza.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ho scritto poi &nbsp;un messaggio a Marco perché penso che i miei successi nel lavoro siano stati anche merito suo e dell'aver lavorato nella scuola vela da lui diretta per tanti anni, sin da quando ero più piccolo, dall'aiutare andando in barca fino all'avere responsabilità più importanti come l'organizzazione operativa del lavoro, la gestione dello staff, dei fornitori e del cliente, la comunicazione, il marketing. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Credo sia fondamentale per la formazione di un ragazzo fare esperienze lavorative sane da quando si è più giovani, perché ti aiutano a crescere tanto e quando si è più grande, ti rendi conto di quanto ti abbiano aiutato. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Forse questa è una delle cose che i ragazzi e gli aiuto istruttori di oggi forse meno valutano e apprezzano e magari essi non capiscono veramente il valore di fare questa esperienza, per quanto ammetto che quando noi eravamo aiuto istruttori era tutto più bello.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Io personalmente ne vado molto fiero e ogni volta che parlo di me, il fatto di aver lavorato alla scuola vela da quando sono più piccolo è tra le prime cose che racconto con allegria e nostalgia.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">So di essere fortunato perché la mia prima esperienza lavorativa pluriennale è stata al mare d'estate all'Argentario con i miei migliori amici.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tutto questo per dire che se mi hanno fatto i complimenti è anche merito di Marco, per quanto anche lui abbia duemila pregi e duemila difetti come tutti noi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Io credo che una forte passione, spirito di sacrificio, determinazione, il duro lavoro, unite a entusiasmo, fortuna e a coraggio siano la chiave del successo in ogni attività lavorativa dovessimo esercitare". </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Non abbiate mai paura di avere coraggio e di osare. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Dicevano giustamente i romani in latino : "Memento audere semper" e "Fortuna semper audaces iuvat".</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Feb 2023 08:10:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Vela & Antropologia]]></title>
			<author><![CDATA[marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Salve a tutti cari amici di mare e sailing bloggers, vicini e lontani e benvenuti nella lettura del nostro nono articolo del Blog. Qualche anno fa fummo contattati da un esponente di un'associazione che seguiva i bambini affetti dal disturbo da deficit dell’attenzione ed iperattività (definito anche DDAI in italiano o anche ADHD in inglese, da Attention Deficit Hyperactivity Disorder). Questa patologia importante è uno dei più comuni disturbi neurocomportamentali. Si manifesta, nella prima infanzia, principalmente con due classi di sintomi: un evidente livello di disattenzione ed una serie di comportamenti che denotano iperattività ed impulsività. Questo disturbo è considerato ora una condizione eterogenea potenzialmente cronica, che presenta sintomi rilevanti e problematiche associate che vanno a colpire diversi aspetti funzionali della vita di tutti i giorni. Questo esponente ci disse che dimostrazioni empiriche e studi &nbsp;scientifici avevano dimostrato come la vela fosse uno sport molto utile in questa tipologia di malattie e di disturbi. Ci è venuta quindi l'idea di far scrivere questo articolo a Maddalena, una delle nostre istruttrici.</span></span><div><span class="cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/Blog-9.jpg"  width="500" height="687" /><span class="cf1 ff1"><br></span><span class="fs12lh1-5 ff1"><font color="#434343"></font></span><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">"In quest'articolo vi racconterò una storia diversamente ordinaria. Comincio col presentarmi. Mi chiamo Maddalena, ho 27 anni e sono laureata in Antropologia culturale ed etnologia presso l'Università di Bologna. Mi considero molto riflessiva e in costante ricerca. Amo il mare e qualsiasi cosa mi permetta di approfondire il rapporto che ho intessuto, un giorno, chissà in quale dimensione, con lui. Ed ecco perchè la barca a vela, ecco cosa c'entro io con la barca a vela e con la <b>Scuola Vela Argentario</b>. Due anni fa sono capitata, per una serie di coincidenze, nella spiaggia della Giannella. Stavo bevendo un caffè nel tardo pomeriggio presso lo stabilimento del Tuscany Bay quando ho notato delle barche sulla riva. Spinta dalla curiosità sono andata a vedere. C' erano dei ragazzi che stavano sistemando la carena di una deriva all'altezza della prua e una ragazza che ordinava delle brochure. Quando mi diressi verso di lei per richiedere informazioni sui corsi mi accolse con un gran sorriso e me ne lasciò una dicendomi che avrei potuto anche chiamare qualora avessi avuto bisogno di chiarimenti ulteriori. Incamminandomi di nuovo verso il bar leggevo che i corsi erano rivolti ai bambini e anche agli adulti. Potevo finalmente andare in barca, trascorrere quei giorni al mare in modo molto più stimolante della solita “routine balneare” e avere la possibilità di scoprire se quella della barca a vela fosse un'idea romantica o se potesse concretizzarsi in qualcosa da vivere realmente e a cui appassionarsi. </span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Quella settimana di corso mi rivelò effettivamente che spesso le sensazioni che si hanno, specialmente quando siamo attratti verso qualcosa, vanno assecondate e rivelano nuovi aspetti del sé. Insomma, a me la barca a vela era piaciuta proprio. Negli articoli interni a questo blog <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/?presentazione-marco-ferranti" class="imCssLink">Marco Ferranti</a> dedica spazio alla descrizione della storia della scuola, il suo funzionamento e i suoi obiettivi ma quello che non vi racconta e che nessuno può davvero raccontarvi, è l'esperienza vissuta che si ha all'interno di quel contesto così familiare e genuino. Perchè la peculiarità di quella scuola è proprio quella di essere composta da giovani istruttori che sono stati allievi di Marco e che nutrono verso di lui non solo stima ma anche affetto. Tutto questo lo si respira costantemente in quella porzione di spiaggia, insieme alla salsedine. Per cui, se è forse vero che la barca mi sarebbe piaciuta a prescindere non sono convinta che l'esperienza sarebbe stata così intensa senza l'aspetto umano, senza quelle persone che l'hanno resa unica al punto da farmi tornare l'anno successivo. Avrei voluto finire quella stagione estiva nella scuola, continuando a seguire i corsi di Marco ma purtroppo impegni universitari previamente presi me lo impedirono. Quando andavo in barca mi sentivo bene ed esperivo sensazioni nuove. Quello stare bene in barca era alimentato da una relazione immersiva con il paesaggio dell'Argentario, (di una bellezza genuina e antica, che i romani avevano colto secoli orsono), dove ci si sente il vento e il blu addosso, si sente di poter essere liberi ed anche protetti, grazie alla presenza di istruttori appassionati e preparati. Volevo capire a fondo quali implicazioni fossero state coinvolte nel vivere un'esperienza così benefica dal punto di vista psico-fisico e per farlo decisi di fare ricerca sul “campo <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/?presentazione-scuola-vela-argentario-asd" class="imCssLink">Scuola Vela Argentario</a>” per scrivere la mia tesi di laurea magistrale in antropologia del corpo e della malattia, anche chiamata antropologia medica. Nell’immaginario collettivo spesso la figura dell’antropologo è ancora quella postcoloniale, dello studioso di popoli lontani, magari vestito da Indiana Jones. Oggi l’antropologo non solo non ha bisogno di andare lontano ma quello che studia lo vive in prima persona e col proprio corpo e con le proprie emozioni. È il corpo ad essere principalmente analizzato da questa branca della materia, la sua relazione e con il mondo e il modo in cui dal mondo e dalla società è determinato nelle sue abitudini. Ricordiamoci che quello della barca a vela su derive non è solo un’attività ma anche uno sport completo in cui viene formata l’elasticità (anche mentale), l’agilità, la forza e l’equilibrio, solo per dirne alcune. Tutto ciò avviene in un contesto naturale benefico per la nostra persona da ogni punto di vista. Se la biomedicina considera la salute (e non da molto) come uno stato di benessere completo, psicologico, fisico e sociale, l’antropologia medica cerca di riconfigurare i concetti fondamentali di salute, malattia e cura. La salute non è semplicemente assenza di malattia, la malattia non è semplicemente uno stato fisico e la cura, o guarigione, non deve essere intesa come il trattamento di una malattia. &nbsp;Non essendo questa la sede per approfondire questi temi che potrebbero portarci lontano rispetto alla rotta che stiamo seguendo, vorrei solo precisare che il significato di cosa significa prendersi cura della salute del benessere delle persone può essere compreso alla luce della traduzione inglese di “cura”, “care”. Questo termine ha il pregio di essere meno riduttivo di cure, la cui traduzione letterale è quella di terapia che rientra piuttosto nell’esperienza complessiva dei rapporti umani e dello scambio sociale. Care indirizza verso la sfera relazionale. Questo concetto ha accompagnato le mie riflessioni e ha contribuito alla loro formazione durante l’intera ricerca. </span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Gli istruttori, a terra prima e in barca poi, si prendono cura dei loro allievi essendo presenti per loro, con la loro preparazione e la loro presenza fisica ma anche le loro qualità umane come la simpatia e il buon cuore. Questo è fondamentale per apprendere ad andare in barca. Inoltre, consideriamo anche che la Scuola Vela Argentario è nata nel 2020, in piena pandemia Covid e - come ci ricordiamo tutti benissimo -, le restrizioni sono continuate anche nei mesi successivi. Forse quello che spesso noi adulti valutiamo un po’ meno è che i bambini non sono andati a scuola, che si sono adattati alla nuova formula didattica denominata “DaD”. In questa prospettiva temporale un apprendimento di tipo relazionale, con l’istruttore e con i compagni è ancor più significativo. Per non parlare dei numerosi studi scientifici che confermano gli effetti benefici della vela, che addirittura ha un nome, velaterapia, nelle persone con disabilità motoria, psichica, sensoriale e comportamentale per cui però dovremmo dedicare una trattazione a parte. Ci basti pensare che nella dimensione dell’apprendimento della barca a vela è data loro la possibilità di conoscere una relazione inedita in cui comunicare diversamente da come siamo tutti abituati in una quotidianità che spesso non è pensata per loro. La collaborazione all’interno di un equipaggio, l’ascolto dei propri bisogni e di quelli altrui valica le barriere precostituite e le traduce nell’importanza di sentire, esperire il proprio corpo e le proprie emozioni, che abbiamo tutti, in quanto persone.</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">L’apprendimento non è un’attività ma un aspetto di tutte le attività che noi svolgiamo. </span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Quando mi sono chiesta cosa avessi appreso nell’arco di tempo che ho complessivamente trascorso presso la Scuola Vela Argentario ho capito che la risposta non era banale, non poteva essere “andare in barca”. Sicuramente ho imparato ad armare una barca, per esempio so che bisogna anche sempre controllare i perni e le coppiglie, perché non ci si preoccupa mai abbastanza della sicurezza, so stringere il vento e mantenere una bolina, so percepire dal timone se la barca tende ad essere orziera o poggiera, so fare una gassa d’amante. La barca mi ha insegnato l’importanza di essere presente e attenta a quello che accade, per me e per gli altri membri dell’equipaggio, mi ha insegnato che c’è un tempo per uscire, magari con una mano di terzaroli, e un tempo per rimanere a terra e accettare che non uscire quando il mare e il vento sono troppi forti vuol dire essere saggi e coraggiosi, non il contrario. Sembrano questi discorsi retorici e banali, eppure se ci fermiamo un momento e guardiamo il nostro passato sappiamo bene che avremmo dovuto far tesoro di questi insegnamenti, almeno una volta. I bambini cominciano ad apprendere molto di più di quello che sembra quando fanno un <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/corsi.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.scuolavelaargentario.com/corsi.html', null, false)">corso di vela alla Scuola Vela Argentario</a>. Se il vostro bambino è mai tornato piangendo dopo essere stato in barca è stata sicuramente colpa dell’istruttore che non è stato abbastanza bravo nel farlo sentire sicuro. Se lo avesse fatto si sarebbe divertito e avrebbe appreso valori quali lo stare insieme collaborando e il rispetto nei confronti della natura. E queste sono cose che dobbiamo costantemente ricordare e potarci dietro, anche da adulti. Marco lo scrive chiaramente, l’obiettivo era quello di dare vita a “una scuola per tutti”. </span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">La barca mi ha insegnato quanto tutte le esperienze di vita che facciamo siano determinate dalle persone che incontriamo e che le relazioni di cui siamo parte sono ciò che ci costituiscono nel profondo, che determinano la nostra felicità e la nostra infelicità. </span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">In barca ci prendiamo cura a vicenda, circondati dal mare, quasi come se ci fondessimo con la barca e con quel blu. Smettiamo di abitare terreni prestabiliti, preordinati, e dialoghiamo e giochiamo imparando per ritrovarci, infine, in una dimensione dove stare, semplicemente, bene."</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>"Uomo libero sempre avrai caro il mare" (Charles Baudelaire)</i></span></div><div><br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 07:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Apertura Scuola Vela Argentario]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Salve cari e affezionati lettori del nostro Blog Velico. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Oggi, nell'ottavo articolo, vorremmo descrivervi e raccontarvi tutte le operazioni di apertura, chiusura, assemblaggio, preparazione, riparazione, manutenzione, di una grande scuola vela stagionale sulla spiaggia come la nostra all</span><b><span class="cf1">'Argentario</span></b><span class="cf1"> in Toscana, aperta da metà &nbsp;marzo a metà &nbsp;novembre di ogni anno</span></span></div><div><span class="fs14lh1-5 ff1"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/Blog-8.jpg"  width="500" height="375" /><span class="fs14lh1-5 ff1"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">In altro interessante articolo analizzeremo poi tutte le operazioni di marketing e commerciali, anche tramite social media (Facebook e Instagram), le piattaforme digitali come mail chimp per l'invio simultaneo di grandi gruppi di mail , quelle di invio multiplo simultaneo di messaggi come sms Café, la creazione di database di cellulari, di mailing lists generali e specifiche, la formazione di gruppi whatsapp broadcast e l'utilizzo del sito internet istituzionale e dettagliato </span><span class="imUl cf2">www.scuolavelaargentario.com</span><span class="cf1">, dove si possono anche leggere tutti gli articoli del blog usciti sinora. Inoltre, analizzeremo le fasi operative della creazione dei vari accordi, le partnerships in essere, il reclutamento istruttori, aiuti e staff, la ricerca degli sponsor, la preparazione delle magliette e degli altri gadget, l'organizzazione dei campi stanziali velici per privati o per le scolaresche.</span><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ma torniamo all'interessante e utile &nbsp;argomento che oggi desideriamo trattare. Scrivevamo che la scuola vela apre normalmente nelle ultime due settimane di marzo di ogni anno. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Innanzitutto, con una discreta fatica fisica, Marco e Chiara trasportano in spiaggia e a mano le 21 barche, una a una, dal parcheggio dello stabilimento balneare Tuscany Bay in Giannella che le ospita, fino alla porzione di spiaggia di circa 50 mt che è appositamente destinata alle attività della scuola vela, al rimessaggio delle derive, al cassone, ai portagiubbini e ai due gazebo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Le barche sono rimessate allo scoperto a novembre dell'anno precedente con i loro carrelli di alaggio a due ruote e i loro teli copribarca superiori più altri teli cerati. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">400 metri di puro impegno fisico che mettono in ottima forma fisica il nostro direttore e la vice presidente della nostra associazione sportiva dilettantistica. Poco prima di questo impegno infatti entrambi si sottopongono a una accurata visita medica e a un elettrocardiogramma! :-) </span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Dopo il trasferimento, attraverso uno stretto sentiero, di tutte le barche, si porta allo stabilimento con la macchina e in vari viaggi, parte del resto dell' attrezzatura (boma, alberi, timoni, vele, kit delle scotte e delle manovre correnti per l'armo) e poi in spiaggia, sia da un magazzino all'interno dello stabilimento sia da una soffitta e da un cantinone dati in uso gratuito alla scuola vela in zona Pozzarello, 2 km dal paese di </span><b><span class="cf1">Porto Santo Stefano</span></b><span class="cf1">. </span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Provvisti della cassetta completa degli attrezzi e della suddetta attrezzatura, si iniziano ad armare e ad assemblare le imbarcazioni. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Si tolgono, lavano, asciugano, piegano e ripongono uno a uno i teli copribarca superiori; si montano sullo scafo bozzelli, schienalini, cinghie, tappi, torrette, timoni con stick, bompressi e finalmente si tirano su gli alberi, dapprima lavati con acqua dolce e protetti con spray anti corrosione e ruggine o grasso marino su tutte le parti metalliche (alcuni con i loro galleggianti in testa d'albero, alcuni assemblati nelle due parti alta e bassa e alcuni altri dopo aver montato le crocette) e li si fissano e bloccano, ad entrambi i lati con le sartie alte e a prua con gli stralli, alle coperte e alle falchette delle barche attraverso lande, perni e coppiglie e anche, indirettamente, tramite sartie basse e trapezi con maniglie. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Dopodiché, si montano, ove necessario e previsto, i boma (alcuni tramite lo gnav), si preparano e si sistemano tutte le manovre correnti (scotta randa, scotta fiocco, drizza spinnaker, archetto, vang, trasto randa, Cunningham, stroppino, carica alto, carica basso, tesabase) e si fissano i boma dotati di bozzelli. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Si armano già i fiocchi, tesando, attraverso le ghinde, i relativi gratili in acciaio o in resistente dyneema tessile e li si arrotolano su se stessi a mano o con apposito rollafiocco. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Si arma anche il circuito e la vela dei gennaker con la scotta e si ripone la randa nel cassone in spiaggia, già arrotolata in apposita sacca e identificata con apposito cartellino o si arrotolano le rande sui loro alberi (tipo laser 1, laser pico, rs zest). </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Si dà una bella lavata delle barche con apposita idropulitrice, una volta asciutte si mette del lubrificante WD 40 anti corrosione su tutte le parti metalliche, si usa lo scotch nero per elettricista su tutte le coppiglie e si gonfiano per bene le ruote dei carrelli di alaggio e via..... si è pronti per una navigazione di prova unitaria. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Si sistemano anche per taglia e modello gli obbligatori giubbini salvagente omologati e si insabbiano, scavando, sette ancore hall da 10 kg sotto un metro di sabbia con tre corpi morti ciascuna, che serviranno, una volta ben legati alle maniglie di prua dei carrelli di alaggio, a tenere le barche ferme e sicure vicino alle dune, anche in caso di mare e vento forte. Si dispongono su un'anta del cassone tutte le scotte di pronto impiego e utilizzo giornaliero. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Si montano i due gazebi per le lezioni al coperto e per la segreteria e si portano in spiaggia, già assemblati, due dei tre gommoni di assistenza con relativi motori a 4 o 2 tempi. Allestiamo il corridoio di lancio di 20X100 mt. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sembra un lavoro facile e veloce, ma ci impieghiamo normalmente, in una o due persone esperte, ben 3 o 4 settimane intere ad alti ritmi lavorativi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Una piccola considerazione personale a fine articolo: cerchiamo sempre di trovare il buono e il positivo in qualsiasi situazione o evento ci capiti nella vota, bello o brutto che sia. </span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 07:49:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il mio Kenya]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000A"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Salve cara gente di mare e di montagna e ben ritrovata qui on line con un nuovo articolo del nostro blog. </span></div><div><span class="cf1"><span class="fs12lh1-5 ff1">Che scrive di mare, di vela, di sport, di natura ma anche, come nel caso odierno, di passione nel viaggiare in posti e terre lontani, con tradizioni e culture assai diverse dalla nostra. Lasceremo spazio al nostro fondatore e presidente, nonché direttore sportivo <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php', null, false)">Marco Ferranti</a>, nel raccontare qualcosa che potrebbe sembrare off topic ma che sempre fa parte della vita in mare e in mezzo alla natura. </span><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/BLog-7.jpg"  width="500" height="386" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">"La mia passione per il viaggiare per il mondo è nata molto dopo quelle che avevo per lo sport, la natura e l'insegnamento. Ed è nata quando avevo 26 anni. Dopo un periodo molto difficile, come ho raccontato nel primo articolo, avevo deciso d'istinto di partire per il Kenya, nel nord est africano, il cosiddetto corno d'Africa a Oriente, precisamente a Mombasa, una delle città più grandi e antiche e posizionata sulla costa, bagnata dall'Oceano Indiano, dove lavorava un cugino, Augusto, cui ero davvero molto affezionato e sportivo anche lui, anche se caratterialmente e come life style molto diverso da me e dal mio background.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il Kenya, la cui capitale senza sbocco sul mare, è Nairobi, è uno dei 54 Stati del continente africano; confina con Etiopia, Somalia, Uganda e Tanzania. Due gradi sotto il parallelo dell'Equatore, dove le ore di luce e di buio sono sempre 12 e 12, alba alle sei del mattino e tramonto alle sei di pomeriggio. Il nostro inverno rappresenta la loro calda, ventilata e secca estate. Il Kenya è repubblica democratica presidenziale, prevalentemente di religione &nbsp;cattolica ma anche mussulma, con circa 55 milioni di abitanti censiti ed è stata colonia inglese fino al 1963 (ricordate la rivolta dei Mau mau?). Quindi oltre allo swahili si parla e si insegna nelle scuole &nbsp;anche un ottimo inglese. Il Kenya, come la maggior parte dei paesi dell’Africa Subsahariana, è diviso in tribù. Capire la diversa natura delle tribù del Kenya permette quindi di conoscere meglio la società keniana, di capirne i rivolgimenti politici e i problemi che il paese porta con sé fin dall’indipendenza, ottenuta appunto nel 1963. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il Kenya è un paese estremamente variegato dal punto di vista culturale. L’appartenenza etnica e tribale è particolarmente importante, e le tribù riconosciute sono più di 40. &nbsp;</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Lavorando con Augusto sui rimorchiatori, nei recuperi marini e subacquei, per la base San Marco a Malindi e nel suo Hotel, ho davvero imparato tantissimo professionalmente &nbsp;e ho sempre più apprezzato la rossa terra africana, selvaggia, a volte inospitale e dura, dove in qualche modo, sempre, te la devi cavare da solo. Quante avventure in mare potrei qui raccontare. In quell'anno, il 1997, ho comprato con lui e altri due soci, Vittoriano e Carlo, anche una bella barca in vetroresina con due motori fuoribordo, che per primi allora utilizzavamo &nbsp;per offrire safari blu davvero divertenti ed emozionanti. I nostri utenti erano quegli alberghi Italiani e Inglesi situati sulle bellissime spiagge di sabbia bianca e palme dell'oceano Indiano in quei paesi di pescatori in via di grande e veloce sviluppo che erano allora &nbsp;Watamu (in lingua swahili "gente dolce" ) e Malindi più a nord di Kilifi e Mombasa, porto commerciale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sono stato un anno intero in Kenya e mi ha letteralmente cambiato la vita.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Al ritorno in Italia e dopo una lunga parentesi nei villaggi turistici Valtur durata 11 anni e tante altre utili esperienze lavorative nel mondo (Egitto, Madagascar, Tunisia, Marocco, Messico) e in Italia sulle Dolomiti, nel 2010 sono finalmente tornato in Kenya, il mio amato Kenya, che tanto mi era mancato. L'occasione mi è stata data dal mio amico d'infanzia e compagno di scuola, Stefano, che aveva nel frattempo costruito un bellissimo ed esclusivo &nbsp;resort sul mare, il The Majlis, trasformando una villa privata in una delle più belle strutture turistiche alberghiere Dell'East Africa. A questo nuovo progetto ho dedicato da manager sei inverni non continui della mia vita. E ricordo ancora le splendide e indimenticabili uscite in dhow mozambicano o swahili, barche tipiche in legno con vela ad armo latino, e in Laser 1 (che avevo riparato, portando in Kenya dall'Italia pezzi di ricambio in maniera davvero rocambolesca), molto spesso accompagnato nella navigazione dai delfini e dal moderato vento caldo di nord est, il Kaskazi. Ricordo i safari (che in lingua swahili significa "viaggio") nei parchi naturali del Masai Mara, dello Tsavo Est e Ovest, dell'Amboseli sotto il monte Kilimangiaro (mt. 5.895) che molti non sanno essere, dopo le spartizioni post seconda guerra mondiale tra inglesi e tedeschi, in Tanzania. Il Mount Kenya è invece in Kenya. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ricordo i profumi, gli odori, il cibo, le profonde sensazioni di grandezza, nobiltà, di bellezza e di libertà in genere. Tutto ciò, insomma, che rappresentava quel famoso "mal d'Africa" che tuttora mi pervade". </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ricordiamo che il <b>mare</b> dà alle braccia quello che l'aria offre alle ali. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Il marinaio non prega per il vento, impara a navigare (Gustaf Lindborg). </i></span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Jan 2023 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La Rosa dei Venti]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000009"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Salve a tutti cari amici bloggers velisti, sportivi e uomini di mare e di montagna. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Argomento molto conosciuto e interessante quello che affrontiamo oggi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La cosiddetta </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>Rosa dei Venti</b></span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Intanto definiamo il vento come una massa d'aria in movimento parallelo rispetto alla superficie terrestre, marina, Montana o lacustre. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Omero, nel libro V dell'Odissea </span><span class="cf1">, elenca i quattro venti principali: </span><span class="cf1">Borea</span><span class="cf1">, </span><span class="cf1">Euro</span><span class="cf1">, </span><span class="cf1">Noto</span><span class="cf1"> e </span><span class="cf1">Zefiro</span><span class="cf1">.</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">I nomi tradizionali dei venti derivano probabilmente da quelli usati nel 1500 dai navigatori delle antiche repubbliche marinare italiane (in particolare Venezia, ma anche Amalfi, Genova, Pisa) per indicare i venti del Mediterraneo centrale e considerando come centro della rosa dei venti stessa l’isola di Malta, a Sud Est della Sicilia, 78 miglia nautiche cioè circa 130 km da Siracusa in Sicilia. Ai tempi in cui Venezia era la repubblica marinara dominante nel Mediterraneo orientale, la rosa dei venti era posizionata sull'isola greca di Zante. </span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/BLOG-6.jpg"  width="500" height="518" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il vento che proviene, rispetto a Malta (capitale La Valletta) , dal di là dei monti, dalle Alpi, da Nord quindi (dal latino trans o ultra montes), si chiama Tramontana, vento freddo; direzione dalla Grecia (capitale Atene), Nord Est, è detto Greco o Grecale, da Est dove sorge (leva) il sole, Levante; dalla Siria (capitale Damasco) in Asia, Sud Est, è detto Scirocco, caldo, umido e rafficato, con mare piatto e acqua limpida e pulita ma fredda, cielo nuvoloso; dall’Australia o da Sud che è il punto cardinale indicato dal sole (austrum=stella) a mezzogiorno (ora solare) è detto Mezzogiorno od Ostro. E’ il vento che spira dalla direzione del sole quando è nel punto più alto del cielo; dalla Libia (capitale Tripoli) in Africa, Sud Ovest, è detto Libeccio, da Ovest dove tramonta (pone) il sole Ponente; dalla direzione di Roma, la rotta maestra (magistra) cioè principale o dalla Valle del Mistràl in Francia, da Nord Ovest, Maestrale, più freddo, secco, teso e costante, forma onde, acqua torbida ma calda, cielo limpido, ottima visibilita'.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La compilazione di una rosa dei venti è anche uno dei passaggi preliminari per la progettazione, delle piste degli aeroporti, visto che le migliori condizioni di decollo e atterraggio si hanno controvento, in direzione parallela a quella del vento.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ogni regione ha i nomi dei suoi venti.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">In Grecia il vento di Nord Ovest si chiama Meltemi. In Kenya il vento di nord est si chiama Kaskazi e quello di sud ovest kuzi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">In Tunisia il vento caldo di scirocco da sud est è chiamato Ghibli. A Trieste il venti di Nord Est è chiamato Bora e quello di sud Ovest Ora.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il vento da sud-ovest, noto come &nbsp;Garbino, come più comunemente battezzato dagli abitanti delle regioni adriatiche.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ricordiamo che la velocità e l'intensità del vento si misurano attraverso lo strumento chiamato anemometro in nodi cioè in miglia nautiche (1852 metri) a ora.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf2">Vi vogliamo lasciare con una splendida frase di H</span><span class="cf1">erman Melville, un famoso scrittore di racconti e poeta americano del periodo rinascimentale americano, 1800. Tra le sue opere più note ci sono Moby-Dick. </span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Se io fossi il vento, non soffierei più su un mondo tanto malvagio e miserabile… Eppure, lo ripeto e lo giuro, c’è qualcosa di glorioso e di benigno nel vento.</i></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i><br></i></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Arrivederci cari marinai. </span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 08:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La sicurezza a terra e in mare]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000008"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Salve cari amici bloggers, velisti e uomini di mare e di sport.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Oggi desideriamo approfondire uno degli aspetti fondamentali che ogni scuola di istruzione sportiva dovrebbe perseguire, oltre alla didattica e all'apprendimento, al divertimento, all'integrità fisica dell'allievo sia maggiorenne che soprattutto minorenne. Parliamo della </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>SICUREZZA in acqua, a bordo e a terra</b></span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Innanzitutto, ogni allievo presenterà adeguato certificato medico per pratica sportiva NON agonistica (sana e robusta costituzione) che può essere rilasciato anche dal proprio medico di base. sarà tesserato e quindi assicurato per infortuni e responsabilità civile verso terzi. Firmando <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/prenotazioni.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.scuolavelaargentario.com/prenotazioni.html', null, false)">il modulo di iscrizione alla scuola vela</a>, l' allievo maggiorenne o il tutore e genitore dell'allievo minorenne, dovrà poi dichiarare di saper nuotare o di avere una discreta acquaticita' e di non avere particolari allergie o intolleranze.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/BLOG-5.jpg"  width="442" height="332" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Consigliamo sempre a tutti gli equipaggi di seguire i mezzi di assistenza in acqua soprattutto con vento medio forte superiore ai 15 nodi &nbsp;e onda e di stare vicini ai gommoni e alla riva con venti di terra che spingono fuori in mare aperto. Un nodo è un miglio nautico a ora. Circa 2 km orari. Ogni allievo dovrà obbligatoriamente indossare giubbino salvagente, controllare benissimo l'armo della barca, le attrezzature e lo stato delle vele, stando sempre attento al boma a secco e in navigazione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ogni gommone di assistenza avrà le sue dotazioni di bordo, fuochi di segnalazione a mano e boetta fumogena, un estintore, un'ancora con catena e cima, un salvagente anulare, e tanti giubbini di salvataggio omologati per quante sono le persone a bordo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ogni istruttore a bordo avrà sempre un assistente con sé, la radio vhf waterproof, possibilmente ma non necessariamente certificato di radiotelegradfista e patente nautica, a vela e/o motore, entro o oltre le 12 miglia nautiche dalla costa. Un miglio nautico é 1.852 metri. Ricordiamo di portare con sé anche una tanica di benzina o miscela 2 per cento aggiuntiva a seconda che il motore sia a 4 tempi o a 2 tempi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Utilissimi anche un coltello affilato euna cassetta degli attrezzi con tronchesi, pinze, Martello, Grilli, moschettoni, coppiglie. Tante cime e stroppetti di riserva e almeno un paio di cime per traino e rimorchio a bordo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">In acqua bisogna sempre stare attenti al Boma che ha la cattiva abitudine di basculare, cioè oscillare e colpire la testa del malcapitato allievo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Con onda e si è da soli a condurre il gommone, mettere sempre il laccetto di sicurezza al polso cosicché, in caso di caduta accidentale del conducente, il motore si spegnerà e non viaggerà a tutta velocità in circolo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Tutte le imbarcazioni a vela e motore &nbsp;dovranno sempre partire e rientrare attraverso apposito corridoio di lancio autorizzato dalla capitaneria di porto locale. Di solito è di 20 metri di larghezza e 100 di lunghezza, segnalato da un apposito cartello che rechi la scritta divieto di balneazione. Salate multe sono previste per chi fa il bagno dentro suddetto corridoio, che serve solo per il transito e non per l'ancoraggio di alcuna barca. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Il mio primo istruttore di Vela su Optimist, ex campione di catamarano ed ex coppa America, era solito dirmi: caro <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/la-scuola.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.scuolavelaargentario.com/la-scuola.html', null, false)">Marco</a>, anche quando diventerai bravissimo, non uscire mai in barca a vela da solo senza prima aver controllato tutto e solo se hai la sicurezza che, qualsiasi cosa, rottura e danno possa capitarti, tu possa riuscire comunque a tornare a terra senza aiuto, sano e salvo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><b><span class="cf2">Abbiamo la possibilità di vivere nel mondo una vita stupenda se siamo capaci di lavorare e amare; lavorare per quelli che amiamo e amare quello per cui lavoriamo</span></b><span class="cf2">. Gioca i tuoi punti di forza. Il successo verrà se ami ciò che stai facendo. Il tuo scopo nella vita è trovare una missione e dedicare cuore e anima ad essa.</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf2"><br></span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf2"><br></span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Vi lasciamo con una splendida e concisa frase del pittore olandese Vincent Van Gogh nell'Ottocento:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><i><span class="cf2">"</span><span class="cf3">Preferirei morire di passione piuttosto che di noia".</span></i></span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 07:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La flotta e la giornata tipica]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Buongiorno a tutti cari amici velisti e Bloggers. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Questa volta desideriamo descrivervi la flotta di 21 imbarcazioni a deriva mobile &nbsp;che utilizziamo ogni estate per organizzare i nostri <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/corsi.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.scuolavelaargentario.com/corsi.html', null, false)">corsi di vela</a>.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Essi sono rivolti a quei &nbsp;bambini, ragazzi e adulti che vogliano imparare dall'inizio, o a quelli che vogliano perfezionarsi o a quelli che abbiano come obiettivo la regata, l'allenamento, la tecnica, l'ottimizzazione della navigazione e l'agonismo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Citeremo modello, cantiere, tipologia e anno di costruzione con le dotazioni di bordo in termini di attrezzature. Le barche sono state acquistate, come scrivevamo in precedente articolo, nuove o usate, dal 2020 al 2022.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/BLOG-4.jpg"  width="469" height="352" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- 4 RS QUEST, collettive multiple, tre nuove del 2020, 1 del 2018 usata, tutte con trapezi, torretta scotta randa, galleggiante in testa d albero, tre con kit gennaker.</span><br></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- 2 LASER BAHIA, collettive multiple, uno nuovo del 2020 con gennaker, uno usato del 2017. Entrambi con trapezio. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- 1 RS 2000, collettiva multipla, nuovo del 2022, con randa in mylar, galleggiante, torretta e trapezi </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- 2 RS Zest, doppie, nuove del 2020 con kit fiocco </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- 3 NAUTIVELA 420, doppie, usati tra il 2018 e il 2021, tutti con trapezi e spinnaker </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- 4 LASER 1, singoli, usati, di vari anni, con diversi rig di armo, standard, radiale e 4,7 mq</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- 1 HOBIE CAT TURBO, singolo/doppio, multiscafo catamarano, usato con fiocco e randa extra dimension, più trapezi</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- 1 TRIDENTE SKIPPER, doppio, usato</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- 1 LASER PICO, doppio, usato</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- 1 ZOOM SESSA, singolo/doppio, usato</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- 1 RS FEVA, doppio, usato, con gennaker. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">A garantire la sicurezza in acqua, abbiamo 3 gommoni di assistenza:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- 1 Selva bianco 4,90 mt a chiglia rigida in vetroresina e con motore Marino Selva fuoribordo da 40 cavalli, 4 tempi;</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- 1 Bat 5 cormoran arancione 4,20 mt con chiglia in pvc e paiolato in legno e con motore Marino fuoribordo &nbsp;Yamaha da 25 cavalli, 2 tempi;</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- 1 Novamarine verde militare 3,90 mt con chiglia in pvc e paiolato in legno e con motore Marino fuoribordo Johnson da 25 cavalli, 2 Tempi oppure motore Mariner da 25 cavalli, 2 tempi. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Mediamente questa flotta di barche a vela e a motore ci consente di seguire in sicurezza circa 60 allievi a turno con istruttori a bordo e divisi nei 3 turni giornalieri dalle 9,30 alle 12,30 oppure dalle 12 alle 15 o dalle 14,30 alle 17,30.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Normalmente per ogni corso svolgiamo dapprima 20 minuti di teoria alla lavagna, tutti seduti su sedie in spiaggia e al coperto sotto un apposito tendone di 8 metri per 4. Poi formiamo gli equipaggi, sempre diversi per favorire l'aggregazione e assegnamo ciascun equipaggio a un istruttore a rotazione. Dopodiché ciascun singolo equipaggio va alla propria barca per amarla a secco &nbsp;e poi per vararla, cioè metterla in acqua e partire in navigazione. Dopo circa due ore di mare, si rientra, si ala la barca cioè la si tira sulla spiaggia a secco con apposito carrello di alaggio, la si disarma, piegando le vele, e la si lava con acqua dolce per prevenire usure e rotture.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel prossimo articolo parleremo di sicurezza a bordo e a secco. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Ricordandovi che </span><b><span class="cf1">lavorare duro per qualcosa che amiamo è chiamato passione</span></b><span class="cf1">, vogliamo ringraziare e salutare tutti voi amici velisti, marinai e bloggers con affetto e lasciarvi come sempre con una citazione che ci piace e che crediamo possa piacere anche a voi amanti del mare, della vela e della natura e dello sport in genere.</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Stavolta è di Terri Guillemets, aforista e antologista statunitense contemporanea:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>"Insegui la tua passione come se fosse l’ultimo autobus della notte".</i></span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 30 Dec 2022 07:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le nostre attività]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=scuola_vela"><![CDATA[scuola vela]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Buongiorno a tutti e ben ritrovati cari amici Sailing Bloggers.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Oggi vi descriviamo e vi raccontiamo ancora qualcosa, in questo terzo articolo del nostro ormai seguitissimo e innovativo blog, relativo alla </span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><b>Scuola Vela Argentario asd </b></span><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">in Toscana.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Scrivevamo la scorsa volta che essa è nata nel 2020 e che è affiliata all'AICS sezione di Grosseto dal 2020, Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI e autorizzata dalla FIV - Federazione Italiana Vela dal 2021, seconda zona Toscana.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Sapete già che ha sede legale all'Argentario e che si trova operativamente sulla splendida spiaggia della Giannella nel Comune di Orbetello (GR). Quella spiaggia, per intenderci, lunga 8 km circa e che collega il promontorio dell'Argentario a Nord con Talamone.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ci ospita l'esclusivo stabilimento balneare Tuscany Bay che offre anche al suo interno ogni genere di servizio di spiaggia, di ristorante e bar. </span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/BLOG3.jpg"  width="456" height="608" /><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">La Scuola è aperta da metà marzo a metà novembre di ogni stagione. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Essa organizza e propone durante questo periodo:</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- <b>CORSI </b>di vela per principianti ed esperti, per bambini, ragazzi e adulti, di iniziazione o perfezionamento o agonistico e regata, durante la settimana o nei week end, collettivi o privati, di mezza giornata o full immersion. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- <b>CAMPI STANZIALI</b>, solitamente da metà giugno alla prima settimana di settembre inclusa, per 7 giorni e 6 notti, dove i ragazzi, dai 7 ai 17 anni, separati per fasce di età, dormono in pineta in accoglienti e confortevoli bungalow in pineta e vicino alla spiaggia, dove mangiano e partecipano a tante escursioni e dove praticano, oltre alla vela per 15 ore settimanali, tanti altri sport quali il sup, la mountain bike, il trekking, beach volley, canoa e bird watching. Sempre sotto il controllo continuo e attento di operatori specializzati e formati. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- <b>TEAM BUILDING</b> e <b>INCENTIVE AZIENDALI</b>, rivolti alle aziende private e agli Enti Pubblici che vogliano appunto, tramite la vela, aggregare o incentivare i propri managers o dipendenti o impiegati. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- <b>EVENTI </b>di formazione ed <b>EDUCATIONAL</b>, rivolti anche a dirigenti scolastici, presidi, docenti, insegnanti, studenti universitari, professori e istruttori sportivi.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">- <b>CAMPI SCUOLA</b> e <b>GITE SCOLASTICHE</b>, cosiddette "settimane azzurre", di 3 o 4 giorni, normalmente organizzate ad aprile, maggio, settembre e ottobre e dedicate alle scolaresche di tutta Italia. Divertenti e molto utili per creare il gruppo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Per poter offrire tutti questi servizi e prodotti sportivi, la Scuola utilizza ben ventuno imbarcazioni a vela a deriva mobile, le derive (dinghies in lingua inglese), che devono il loro nome a una parte dell'attrezzatura che si chiama deriva e che riduce l'effetto dello scarroccio, cioè dello sbandamento trasversale dovuto alla pressione del vento sulle vele e sullo scafo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Le nostre derive sono, per specifica scelta, di varie classi e cantieri di costruzione: collettive multiple, doppie, singole, monoscafo e multiscafo, con gennaker o spinnaker, con trapezio. Ma tutte ovviamente dotate del normale rig (albero, boma, vela), del timone (organo direzionale), della deriva, del carrello di varo e alaggio e del telo copribarca superiore. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">A garantire la sicurezza in acqua abbiamo tre maneggevoli gommoni di assistenza in materiale pvc, dotati di potenti e veloci motori marini fuoribordo, da 25 cavalli a 2 tempi a 40 cavalli a 4 tempi, che non necessitano di patente nautica; condotti sempre da istruttori esperti e qualificati. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ci occuperemo di analizzare le singole barche e di sicurezza nei prossimi articoli.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel frattempo, vi vogliamo &nbsp;salutare con affetto e vi lasciamo con la solita frase di chiusura dell'articolo del nostro Sailing blog. </span></div><span class="fs12lh1-5 ff1"><br></span><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Questa volta di Khalil Gibran, poeta e aforista libanese naturalizzato statunitense (1883-1931):</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>"Ragione e passione &nbsp;sono e saranno sempre timone e Vela della nostra anima navigante ed errante". </i></span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 07:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Presentazione Scuola Vela Argentario asd]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Nel primo articolo del nuovo blog della nostra <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/index.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.scuolavelaargentario.com/index.html', null, false)">Scuola Vela Argentario asd</a> in Toscana, abbiamo raccontato brevemente chi è il nostro socio fondatore e direttore sportivo e tecnico <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/?presentazione-marco-ferranti" target="_blank" class="imCssLink">Marco Ferranti</a> e da quali esperienze di vita e di formazione sportiva e professionale egli proviene. Oggi ci piace raccontare e ricordare con orgoglio come è nata la nostra amatissima scuola di vela, oggi tra le più grandi in Italia per numero di allievi tesserati e prima in Toscana e ovviamente all'Argentario. Scuola Vela ricordiamolo, affiliata dal 2020 all'AICS, ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI, e scuola autorizzata FIV, <b>Federazione Italiana Vela</b>, dal 2021. E tutto, pensate, in soli tre anni dall'apertura. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/BLOG2.jpg"  width="502" height="283" /><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Raccontavamo, nel primo articolo, dell'idea nata a fine maggio 2020, in piena pandemia Covid, di creare una scuola vela per tutti, bambini, ragazzi e adulti, principianti ed esperti, ma anche agonisti, sulla lunga e suggestiva spiaggia della Giannella, a Nord del promontorio dell'Argentario, con accessi comodi, parcheggio, bar, ristorante di alto livello, spogliatoi, servizi di spiaggia (lettini, sdraio, ombrelloni, tende), corridoio di lancio. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Necessitavamo di ampi spazi, viste le restrittive regole e i protocolli sanitari relativi al distanziamento sociale imposto giustamente dal Governo per arginare i crescenti contagi e la mancanza di vaccini adeguati. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Insieme a Elisabetta, concessionaria dello splendido ed esclusivo stabilimento balneare <a href="https://tuscanybeach.it/" target="_blank" class="imCssLink">Tuscany Bay Beach</a> (creato e ampliato da Pino Daniele), situato sulla strada provinciale della spiaggia della Giannella, e soprattutto già mamma di due nostri allievi nel precedente Circolo all'Argentario, abbiamo deciso di aprire una scuola di vela innovativa e dinamica, che coniugasse divertimento, sicurezza, entusiasmo, passione, esperienza, qualità e professionalità del servizio. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Ci ha aiutato molto la pregressa situazione demaniale &nbsp;dello stabilimento che, attraverso varie autorizzazioni preesistenti, ci permetteva di rimessare sulla spiaggia le imbarcazioni e i mezzi di assistenza e di ottenere, dietro esplicita richiesta annuale alla locale Capitaneria di Porto, la possibilità di avere un corridoio di lancio per il varo e l'alaggio, la partenza e l'arrivo di barche a vela e a motore, </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Acquistate alcune barche i primissimi giorni di giugno, ci preparavamo, insieme al vice Responsabile della scuola vela, un indomito e iperattivo Leonardo Papa, ad aprire il 14 giugno con 67 allievi, solamente 16 giorni dopo la rescissione del contratto che legava Marco Ferranti a un circolo locale. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Impresa titanica e quasi impossibile ma, si sa, tutto sembra impossibile fino a che non lo si realizza. Con grinta, capacità di focalizzazione e tanta forza di volontà e determinazione. E una "ciurma" di istruttori devoti, affezionati, con un grande spirito di appartenenza, e veramente in gamba e motivati. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Il grande successo iniziale, umano e professionale, di questa immensa scuola di vela e di mare è stato visibile a tutti sin da subito. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Lo sponsor Uliveto Rocchetta &nbsp;ha creduto in noi e ci ha seguito; il tour operator che gestiva l'organizzazione dei nostri campi estivi velici stanziali <a href="https://www.outheretour.com" target="_blank" class="imCssLink">Outhere Tour srl</a> di Roma, ci ha confermato la sua collaborazione; quasi tutto lo staff storico ci ha spontaneamente seguito nonostante alcuni avessero i genitori già soci di altri circoli locali e addirittura fossero distanti come abitazione. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Ma soprattutto circa 410 allievi "veterani", cioè ante 2020, (e molti altri ancora sarebbero arrivati nei due anni successivi), piccoli e grandi, con i loro genitori o parenti, ci hanno confermato la loro cieca e incondizionata fiducia. Un successo umano ineguagliabile, forse inaspettato, ma consacrato nei mille sorrisi e abbracci, e nella certa consapevolezza di muoversi in un ambiente sano, divertente, altamente formativo, sicuro e pieno di gioia. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Questo ci ha riempito il cuore di profonda commozione e incredulità. E ogni viso conosciuto o meno, di allievi, veterani e nuovi, che iniziava con noi questa nuova spettacolare avventura, ci resterà impresso per sempre nella memoria. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">A quei 410 se ne sono uniti poi altri 475 solo il primo anno. E la <b>scuola vela </b>con la sua flotta &nbsp;si è più ingrandita fino ad arrivare alla realtà attuale. </span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Ma di questo e di tanto altro ancora scriveremo nel prossimo articolo del nostro già seguitissimo blog. Restate con noi.</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1 ff1">Vi vogliamo lasciare come sempre con una bella frase del filosofo e aforista indiano del II secolo A.C., Patanjali:</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf2 ff1"><i>"Quando sei ispirato da un grande scopo, un progetto straordinario, tutti i tuoi pensieri rompono i loro limiti. La tua mente trascende i limiti, la tua coscienza si espande in ogni direzione e ti ritrovi in un mondo nuovo, grande e meraviglioso. Forze, facoltà e talenti dormienti diventano vivi e scopri di essere una persona più grande di quanto tu abbia mai immaginato di essere". </i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf2 ff1"><i><br></i></span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf2 ff1">Un caro saluto e a presto.</span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 07:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Marco Ferranti]]></title>
			<author><![CDATA[Marco Ferranti]]></author>
			<category domain="https://www.scuolavelaargentario.com/blog/index.php?category=blog"><![CDATA[blog]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000004"><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Ciao a tutti. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Vorrei dedicare il primo articolo del blog della nostra <a href="https://www.scuolavelaargentario.com/index.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.scuolavelaargentario.com/index.html', null, false)">Scuola Vela Argentario asd</a> in Toscana alla mia presentazione e al breve racconto della mia vita. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 ff1"><span class="cf1">Moltissimi, infatti, mi chiedono in che modo avventuroso io sia approdato alla scuola di vela, al mare, all'Argentario e all'insegnamento.</span><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Mi chiamo <b>Marco Ferranti</b>. Ho 53 anni, sono nato il 2 Aprile, ariete, a Roma. Ho una mamma, Giusy, e un fratello, Massimo Andrea. Ho purtroppo perso mio papà Otto quando ero ragazzo molto giovane.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Mi sono diplomato al Liceo Classico a Roma e laureato in Economia e Commercio con 110/110 e lode. <br>Dopo circa 2 anni come ufficiale di complemento &nbsp;in Guardia di Finanza a Bergamo e Cuneo e il conseguimento di un'abilitazione alla professione di Dottore Commercialista e Revisore Contabile, ho iniziato a lavorare a Roma come libero professionista. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel frattempo, coltivavo sempre e da piccolissimo, anche e soprattutto a livello agonistico, la mia grande passione per la natura, lo sport, l'insegnamento. In particolare, mare e montagna, vela, atletica, sci, sci nautico, windsurf, nuoto, paracadutismo, ginnastica artistica, apnea, pesca subacquea e immersioni con le bombole.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><img class="image-0 fleft" src="https://www.scuolavelaargentario.com/images/Marco.jpg"  width="355" height="355" /><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">A 26 anni non ero felice di quella vita che reputavo noiosa, vuota e banale e ho deciso di mollare tutto e dedicare tempo a viaggiare e alle mie passioni. Prima sei mesi in tutto il Messico e in &nbsp;Guatemala da istruttore subacqueo free lance e poi come escursionista e subacqueo per un anno intero in Kenya.</span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Rientrato &nbsp;a Roma, ho capito da subito che quella era la mia vita. La vita che avrei seguito senza più voltarmi indietro. Sono partito così per i villaggi Valtur per 11 anni come istruttore sportivo d'estate al mare, accompagnatore sci d'inverno &nbsp;e capo sport in tutto il mondo e come istruttore subacqueo free lance in Egitto a Sharm El Sheik. Nel 2003 ho superato le selezioni da maestro di sci alpino. Nel 2010-2012 quelle da istruttore federale di vela su derive. Nel 1998 istruttore subacqueo. Nel 1996 istruttore di apnea profonda. Nel 2005-2007 sono diventato istruttore su derive del prestigioso Circolo Velico Caprera in Sardegna. Dal 2007, abbandonati a malincuore i villaggi turistici, dove tantissimo avevo appreso e imparato, ho intrapreso, nel periodo estivo, la strada dell'insegnamento della vela in una scuola vela federale &nbsp;in Toscana all'Argentario, splendida località di mare dove avevo casa sin da quando ero bambino piccolissimo. In pochi anni, sono riuscito, grazie a tanta determinazione, forza di volontà, entusiasmo, dedizione, spirito di sacrificio e passione, a renderla conosciutissima in tutta Italia e nel mondo velico, e a trasformarla in una delle 5 scuole vela federali più grandi d' Italia per numero di allievi scuola vela tesserati, con tanti premi, riconoscimenti, onori e molti sponsor attratti da quella realtà. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel periodo invernale alternavo invece varie stagioni in montagna come maestro di sci e stagioni al mare equatoriale, prima come water sport center manager in Madagascar a Nosy Be poi come general manager in Kenya di uno splendido Resort a 5 stelle sul mare chiamato The Majlis nell'arcipelago di Lamu, che ho visto nascere e ho contribuito ad avere grande successo e notorietà. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Nel Marzo 2020 ero appunto in Kenya durante il tremendo scoppio della pandemia globale Covid, con tutti gli aeroporti internazionali ormai bloccati. Sono riuscito a tornare dopo ben 7 mesi, impaurito e tanto dimagrito. &nbsp;Ma con tanta voglia di fare e di cominciare. A fine maggio di quel difficile anno ho rescisso, dopo tredici anni e altrettante lunghe stagioni estive, il contratto con il mio 'vecchio' circolo, ho aperto una scuola vela sulla bellissima spiaggia della Giannella sempre &nbsp;all'Argentario in Toscana presso l 'esclusivo stabilimento balneare Tuscany Beach, ho comprato tante barche investendo i soldi guadagnati in tutti quegli anni di lavoro e ho intrapreso e navigato con successo su questa nuova "rotta marina" .... &nbsp;Che vi descrivero' e della quale vi racconterò in un secondo prossimo articolo. </span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1">Vi ringrazio e saluto tutti con affetto e vi lascio con una frase del compianto Steve Jobs:</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1 ff1"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5 cf1 ff1"><i>Il tuo lavoro riempirà gran parte della tua vita e l’unico modo per essere veramente soddisfatto è fare quello che ritieni sia un ottimo lavoro. E l’unico modo per fare un ottimo lavoro è amare quello che fai e metterci sempre entusiasmo e passione. </i></span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 Dec 2022 12:16:00 GMT</pubDate>
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