Aneddoti velici
Pubblicato in scuola vela · Venerdì 31 Ott 2025 · 3:15
Buongiorno cari e affezionati lettori e sportivi. in occasione del nostro cinquantunesimo articolo del Blog Velico, diamo nuovamente parola e scrittura al nostro esperto Presidente tuttofare Marco Ferranti (noto amante della scrittura e della lettura "tecnica" ed economica alle 5 del mattino, da 19 anni con la scuola vela federale all' Argentario in Toscana per otto mesi operativi a stagione, ma da 56 anni d8 mare all'Argentario in generale e ben 49 di vela ), che ci racconterà e ci delizierà con ben quattro interessanti aneddoti capitati a noi tutti ragazzi dello staff. Aneddoti dei quali siamo stati partecipi e spesso increduli testimoni e consapevoli spettatori, assistendovi de facto. Pensiamo fermamente che "la scrittura è architettura" come cantava il poeta Gringoire nel musical teatrale Notre Dame de Paris, nel primo atto.

Desideriamo intitolare questi quattro episodi:
1) Il timon prodigo, prode e prodigioso
2) Alla ricerca del cartello perduto
3) Lo spedamento dei corpi morti e i tiranti a trivella per i vigneti
4) Asia: la resilienza per aspera ad astra.
Vai Presidente Ferranti......ti vogliamo leggere.
"Buongiorno e ben ritrovati nella lettura del nostro Blog Velico. Senza indugio, racconterei di quattro episodi nella stagione 2025 che ci hanno colpiti e lasciati felici o increduli o esterrefatti o molto orgogliosi e soddisfatti.
1) l'8 luglio 2025, un martedì mattina, soffiava un fortissimo vento di maestrale, vento di mare per noi e da nord ovest. Eravamo usciti con tutte le classi, gli allievi e le 24 imbarcazioni a deriva della nostra immensa flotta, con mare piatto e vento leggero ma poi, come spesso accade qui nel mare Tirreno all'Argentario, la situazione meteo è andata via via e subitaneamente peggiorando con picchi e raffiche reali di vento a più di 22 nodi (circa 40 km orari). Con i 2 gommoni di assistenza abbiamo fatto rientrare quasi tutti, illesi, ma purtroppo una barca con a bordo uno dei nostri più esperti istruttori Andrea P. ha scuffiato un bel po' a largo e sopravvento rispetto alla spiaggia dove è situata la nostra base nautica.
Nonostante il galleggiante in testa d'albero e la prontezza dello skipper a bordo, la barca è finita a pennello, cioè a 180 gradi, per fortuna in acque profonde. In questo modo, il timone completo in alluminio e ghisa molto stranamente si è staccato dalle sue femminelle, nonostante una linguetta, una coppiglia e una clip di ritenuta, ed è inesorabilmente affondato (non galleggiano!).
Abbiamo dapprima riscontrato se tutto l equipaggio stesse bene. L'acqua, come spesso accade d'estate con venti di mare, era molto calda e i ragazzi dell'equipaggio si stavano divertendo e non si erano fatti alcunché. Nel frattempo, la barca alla deriva era stata ormai raddrizzata a 90 gradi, stava scarrocciando con andrea verso riva e il gommone di assistenza recuperava e rassicurava invece tutto l'equipaggio, portandolo poi a terra in spiaggia. Riscontrata l'assenza del timone, prontamente lo sostituivamo con uno dei tre di riserva pronti. A essere onesti, ci dispiaceva un po', più che per un motivo economico (anche se un timone rs quest costa normalmente 800 euro più i tempi lunghissimi di ordine, spedizione e consegna dall'Inghilterra - circa un mese), per un motivo di attaccamento affettivo alle nostre forti barche che solcano impavide ogni mare.
Abbiamo cercato il timone ovunque, quel giorno e nelle tre settimane successive, immergendoci anche con le bombole, più volte e con visibilità ottima o trainati dal gommone in superficie. Finché un giorno, sempre di martedi, dopo 21 giorni esatti, alla stessa identica ora in cui era stato perso........to be continued.......
