Operazioni di sicurezza da applicare in fase di armo dell'imbarcazione a deriva
Pubblicato da Marco Ferranti in scuola vela · Venerdì 24 Ott 2025 · 3:15
Buongiorno a tutti i nostri cari amici e lettori, sportivi di terra e di mare e ben ritrovati dopo alcuni mesi nei quali eravamo impegnatissimi con la gestione e l'organizzazione della nostra Scuola Vela federale su derive situata all'Argentario in Toscana, a 150 km da Roma e nella splendida terra di Maremma e di fronte all 8 bellissime isole che costituiscono l'Arcipelago Toscano sul mar Tirreno. Argomento molto utile e importante quello che, oggi, in occasione del cinquantesimo articolo del nostro seguitissimo Blog Velico, verrà affrontato dal nostro Direttore Sportivo Marco Ferranti, e cioè quello delle operazioni di sicurezza da applicare in fase di armo dell'imbarcazione a deriva, che poi andremo di lì a poco a utilizzare e con la quale navigheremo in acque e venti calmi o ruggenti.Questo argomento è stato più volte analizzato e proposto nei nostri corsi di formazione e aggiornamento degli aspiranti aiuto istruttori juniores. Questi giovani ragazzi, tra i 14 e i 20 anni, preparatissimi sotto il punto di vista tecnico, umano e didattico, rappresentano da tanti anni il vero fulcro del format della nostra scuola vela e ci regalano entusiasmo, energia pura, passione, entusiasmo e grande affetto. Sono un po' il carburante, la benzina di tutti noi appassionati e amanti di questo mestiere. Essi sono i destinatari e gli utenti più qualificati e, vista la giovane età, facili e adatti, per raccogliere quante più informazioni possibili per poter svolgere il nostro incarico nel migliore dei modi.

Andiamo a sviscerare uno a uno tutti i punti ai quali prestare attenzione:- Stato delle vele (randa, fiocco, Genoa, gennaker, spinnaker, MPS)- Nodi di arresto a tutte le manovre correnti ( scotta randa/fiocco/gennaker/spinnaker, trasto, archetto, cunningham, tesabase, borosa, vang)- Timone (agugliotti, femminile, barra, perno, snodo in lattice, coppiglie)- Tappi scafo e pozzetti- Cima per raddrizzamento nei catamarani- Presenza dei Galleggianti in testa d'albero per evitare la scuffia a 180°- Usura cinghie- eventuali Refoli nelle Sartie, strallo, martingale, trapezi e altri cavi di acciaio- Coppiglie e perni- Rivetti sulle piastre di attacco, piede albero, gnav, crocette, strozzatori- Nodo scotta randa per evitare che il boma sbatta sulla sartia in fase di indesiderata strambata- Circuito gennaker e spinnaker- Funzionalità dell'Avvolgifiocco a pruaMentre sul gommone con motore fuoribordo a 2 tempi ( Un motore a 2 tempi significa che completa il suo ciclo termodinamico (aspirazione, compressione, combustione e scarico) in soli due movimenti del pistone, ovvero un solo giro dell'albero motore) o a 4 tempi (Un motore a 4 tempi è un tipo di motore a combustione interna il cui ciclo di funzionamento si completa in quattro fasi distinte: aspirazione, compressione, scoppio (o espansione) e scarico) controllare:- Benzina super o miscela al 2% e serbatoio con frusta- Giubbini- Ancora più cima più catena- Cime traino e ormeggio- Dotazioni di sicurezza obbligatorie- Remi e scalmi- Sassola- Documento del conduttore più eventuale patente se necessaria e se il motore supera i 40 cavalli più assicurazione valida- Chiavetta di accensione allacciata al polso durante la navigazione- Scatola degli attrezzi- Kit di primo soccorso- Tronchesi- Coltello multiuso- Anemometro e GPSSulla base di questo elementi ci possiamo prestampare una scheda tecnica da flaggare e spuntare a ogni uscita, soprattutto con vento forte e onda formata, con pioggia o corrente o marea.
Sistemare un problema a secco in spiaggia è un discorso. Essere obbligati, per imperizia e disattenzione, a risolverlo in mare in condizioni difficili, è sicuramente molto più complicato e più rischioso.
Ad maiora amici e conoscenti velisti.
