Non arretrare mai di un cm e di un minuto
Pubblicato da Marco Ferranti in blog · Lunedì 05 Gen 2026 · 3:00
Salve a tutti e ben ritrovati in questo eclettico Blog Velico della nostra amata e splendida scuola vela argentario asd in toscana, scuola autorizzata dalla Federazione Italiana Vela e dal CONI. Blog che in due anni ha raggiunto i cinquantaquattro articoli scritti e ampiamente riletti. Riallacciandoci allo splendido articolo precedente scritto da Ilaria nel Blog Velico, volevamo aggiungere che per tanti di noi la Vela rappresenta metaforicamente il coraggio di mollare gli ormeggi, i porti sicuri, la bonaccia, quella che ormai tutti chiamano la nostra confort zone, comunque.

C’è una frase, un motto in inglese che gira da anni, semplice e ostinata come il vento che cambia e, come scriveva Ilaria in precedenza, essa è : do it anyway. Fallo comunque e in ogni caso. Nella vela questa non è una posa motivazionale o del mindset, ma una necessità quotidiana. Perché il mare non aspetta che tu sia pronto, il vento non si adegua ai tuoi piani e la paura non sparisce solo perché hai deciso di salpare.

Andare a vela significa accettare l’imperfezione. La rotta ideale esiste solo sulla carta: poi arrivano le onde di prua, una raffica improvvisa, una cima che si incattivisce nel momento sbagliato. Puoi rimandare, tornare indietro, cercare condizioni migliori. Oppure puoi farlo comunque.
Il velista non è un incosciente o un impulsivo. È qualcuno che ha imparato a distinguere tra rischio e scusa. Sa che non esiste il giorno perfetto, l’equipaggio perfetto, la manovra eseguita cento volte senza errore, il meteo di vento e onda perfetti. Eppure issa le vele lo stesso. Perché sa che l’esperienza nasce dalla fiera azione, non dalla pavida e tremante attesa.
La filosofia del do it anyway in barca è anche un dialogo continuo con i propri limiti. Quando il vento sale e le mani bruciano sulle scotte, quando la stanchezza offusca la lucidità, c’è sempre una voce che suggerisce di mollare. Ma è proprio lì che la vela insegna qualcosa di raro: non ignorare la paura, ma navigarci dentro. Riduci, regola, adatta. E vai avanti.
C’è poi un aspetto più intimo, quasi silenzioso. In mare impari che non controlli tutto, ma puoi sempre scegliere come rispondere. Una virata sbagliata non definisce il viaggio. Una bonaccia infinita non annulla la traversata. Continui a fare piccoli gesti corretti, uno dopo l’altro, anche quando il risultato non è immediato e concreto. Fallo comunque.
Alla fine, tornato in porto, capisci che la vela non ti ha insegnato solo a navigare. Ti ha allenato a vivere. A prendere decisioni senza garanzie, a fidarti delle tue capacità anche quando esse tremano, a partire, anche se non hai tutte le risposte e la rotta non è tracciata e sicura.
Perché il vento giusto non arriva sempre. Ma se non molli gli ormeggi, non arriverà mai. E allora sì: do it anyway. Issa la randa, tegola il timone, prendi il largo, e lascia che il mare faccia la sua parte. Tu fai la tua intanto.......a vela e nella vita di tutti i giorni, senza paura e senza timore, ma con coraggio, determinazione, forza d'animo, passione e motivazione.
