Il Foiling
Pubblicato da Marco Ferranti in scuola vela · Martedì 21 Apr 2026 · 4:15
Buongiorno a tutti cari bloggers e velisti.

In occasione del sessantesimo articolo del nostro Blog Velico, nato nel 2022, desideriamo affidare la penna e la scrittura al nostro presidente Marco Ferranti per informare, spiegare e analizzare il mondo fantastico, dinamico e affascinante della rivoluzione nella Vela moderna e cioè il FOILING.
Foil, contrazione di hydrofoil, idroali in italiano, sono delle superfici laminari immerse in un fluido che consentono, con l'aumento della velocità, di creare una spinta verso l'alto in un'imbarcazione, contrastando la gravità e permettendo il sollevamento dello scafo dall'acqua. Ciò riduce la resistenza che il fluido oppone all'avanzare dell'imbarcazione stessa e ne aumenta ulteriormente la velocità. Sono simili nell'aspetto e nello scopo ai profili alari usati dagli aeroplani.

La vela moderna sta vivendo una trasformazione profonda, spinta dall’innovazione tecnologica e da una continua ricerca della velocità. Negli ultimi anni, il termine “foiling” è diventato sinonimo di rivoluzione: barche che letteralmente si sollevano sull’acqua, riducendo l’attrito e raggiungendo prestazioni impensabili fino a poco tempo fa. Questo cambiamento non riguarda solo l’élite delle competizioni internazionali, ma sta influenzando l’intero mondo della nautica, dalla progettazione alla formazione degli atleti.
Il principio del foiling si basa sull’utilizzo di appendici immerse, chiamate foil appunto, che funzionano come ali subacquee. Quando l’imbarcazione accelera, questi profili generano una portanza idrodinamica capace di sollevare lo scafo sopra la superficie dell’acqua. Il risultato è una drastica riduzione della resistenza e un aumento esponenziale della velocità. Se un tempo il limite era imposto principalmente dall’attrito dello scafo sull’acqua, oggi la sfida è trovare l’equilibrio perfetto tra stabilità, controllo e potenza.
Un simbolo di questa evoluzione è l’America's Cup, la più antica competizione sportiva internazionale ancora esistente. Nelle ultime edizioni, i tradizionali monoscafi dislocanti hanno lasciato spazio a bolidi volanti, capaci di superare i 55 nodi, circa 100 km/h. I team coinvolti investono milioni in ricerca e sviluppo, integrando materiali compositi avanzati, simulazioni aerodinamiche e sistemi di controllo sofisticati. Le barche della classe AC75, per esempio, sono progettate per “volare” stabilmente anche con venti moderati, grazie a foil mobili e timoni dotati di piani portanti.
Un altro protagonista della rivoluzione è il circuito SailGP, nato con l’obiettivo di rendere la vela più spettacolare e accessibile al grande pubblico. Le regate si svolgono in scenari iconici, vicino alle coste delle grandi città, con catamarani F50 capaci di accelerazioni impressionanti. Qui il foiling non è solo una questione tecnica, ma diventa parte integrante dello show: partenze fulminee, incroci ravvicinati e velocità da record trasformano ogni prova in un evento mediatico globale.
Anche le Olimpiadi hanno abbracciato questa evoluzione. La classe iQFoil, introdotta ai Giochi di Tokyo 2020, ha sostituito le tradizionali tavole da windsurf, portando il foiling nel cuore della competizione olimpica. Gli atleti non solo devono padroneggiare vento e strategia, ma anche gestire l’equilibrio su una tavola che vola sopra l’acqua. Questo richiede preparazione fisica, riflessi pronti e una profonda comprensione della dinamica del mezzo.
La diffusione del foiling non si limita alle grandi competizioni. Derive come il Waszp, il D one, lo Switch, il Moth, e catamarani NACRA 15 e 17, Persico 69F leggeri di nuova generazione,
permettono anche ai velisti amatoriali di sperimentare il volo. Tuttavia, la curva di apprendimento è ripida: il controllo dell’assetto, la gestione delle raffiche e la lettura delle onde diventano ancora più cruciali. La sicurezza è un altro aspetto fondamentale, poiché le velocità elevate aumentano i rischi in caso di errore. Caschetto e bombolette di ossigeno sono essenziali.
Dal punto di vista progettuale, la vela moderna è sempre più interdisciplinare. Ingegneri aerospaziali, esperti di fluidodinamica e data analysts lavorano fianco a fianco con velisti e velai professionisti. I dati raccolti in tempo reale durante le regate vengono analizzati per ottimizzare traiettorie, regolazioni e strategie. Sensori e sistemi elettronici forniscono informazioni continue sull’angolo dei foil, sulla pressione del vento e sulle sollecitazioni strutturali.
Nonostante l’entusiasmo per la velocità, resta centrale il rapporto con l’ambiente. La vela, per sua natura, utilizza una fonte di energia rinnovabile: il vento. Il foiling, riducendo l’attrito e aumentando l’efficienza, rappresenta in un certo senso un ulteriore passo verso un uso più intelligente delle risorse naturali. Allo stesso tempo, l’industria nautica è chiamata a riflettere sull’impatto dei materiali compositi e sui processi produttivi.
In definitiva, la vela moderna e il foiling non sono soltanto una moda tecnologica, ma l’espressione di una nuova filosofia: superare i limiti tradizionali, fondendo sport, scienza e spettacolo. Il mare rimane lo stesso, ma il modo di attraversarlo è cambiato radicalmente. E mentre le barche continuano a sollevarsi sull’acqua, cresce la sensazione che il futuro della vela sia appena decollato.
