Do It Anyway: la vela raccontata da chi non ama l’acqua
Pubblicato da Marco Ferranti in blog · Venerdì 19 Dic 2025 · 4:15
Salve a tutti i nostri appassionati e assidui lettori. In occasione del nostro 53esimo articolo, siamo felici e orgogliosi di dare penna e parola a una grande e apprezzata amica della nostra scuola, Ilaria. Molto appassionata di Sport (più terrestri che marini, come ciclismo e palestra) ma recentemente interessatasi anche al SUP e alla vela.
"Cari lettori del nostro Blog. Mi chiamo Ilaria, ho 30 anni e vivo a Roma. Conosco e frequento la Scuola Vela Argentario asd in Toscana da maggio 2024.
Do It Anyway: la vela raccontata da chi non ama l’acqua.
Se qualcuno mi avesse detto un anno fa che mi sarei trovata a bordo di una barca a vela all’Argentario, avrei risposto con un sorriso scettico. Il motivo? Io amo la natura, ma non amo l’acqua.So nuotare e sono una persona sportiva, ma il solo pensiero di sentirmi "persa" in mezzo alle onde mi ha sempre tenuto a distanza dalla costa.
Mentre riflettevo su questa mia nuova avventura in vela, mi è tornato in mente un concetto espresso molte volte da Casey Neistat - uno dei creator più influenti del mondo nonché un vero e proprio storyteller contemporaneo - che consiglio a tutti di seguire su YouTube.
Pur provenendo da un mondo lontano dallo sport, la sua filosofia parla un linguaggio sorprendentemente familiare a chi naviga: quello dell’azione, della disciplina e della capacità di adattarsi alle condizioni reali, non a quelle ideali.
Neistat ha costruito il suo percorso partendo da un principio semplice: fare. Non aspettare il momento perfetto, l’idea giusta o le condizioni ideali. In mare, questo approccio è una necessità. Il vento non è mai esattamente come lo avevamo immaginato, il mare cambia, le previsioni non sono certezze. Chi va a vela impara presto che l’unico modo per migliorare è uscire, osservare e reagire.
Un altro pilastro della filosofia di Neistat è la disciplina. La motivazione è incostante, mentre la disciplina è ciò che permette di progredire giorno dopo giorno. In una scuola vela questo è evidente: armare e disarmare la barca, curare l’attrezzatura, ripetere le manovre anche quando le condizioni sembrano poco stimolanti. È proprio in quei momenti che si costruiscono le basi solide della tecnica e della sicurezza.
Neistat vede i limiti come una risorsa. Pochi mezzi, poco tempo, condizioni difficili: sono questi elementi a stimolare soluzioni creative. In barca succede lo stesso. Un vento instabile, una barca essenziale, un equipaggio ridotto non sono ostacoli, ma occasioni per affinare la sensibilità, la lettura del mare e la capacità decisionale. La vela non premia chi ha tutto sotto controllo, ma chi sa adattarsi rapidamente.
C’è infine un altro aspetto centrale: la verità dell’esperienza. Neistat racconta la realtà senza filtri, mostrando anche errori e imperfezioni. La vela, se vissuta davvero, è fatta di mani bagnate, virate sbagliate, partenze da rifare. Raccontarla per quello che è, significa formare velisti più consapevoli, pronti ad affrontare il mare con rispetto e umiltà.
Alla Scuola Vela Argentario crediamo che il mare insegni esattamente questo. Non esiste una rotta perfetta tracciata in anticipo. Si impara navigando, correggendo, osservando. Agire, adattarsi e continuare a muoversi: è così che si cresce, in barca come nella vita.
Nel suo ultimo video "Do It Anyway", Casey dice che non importa se le condizioni non sono perfette, se hai paura o se pensi di non essere all'altezza. Queste sono tutte scuse che racconti a te stesso: fallo comunque.
Questo principio si applica perfettamente a chi, come me, ha sempre guardato il mare con un po' di sospetto.
Hai paura di bagnarti? No excuses, sali a bordo comunque.
Pensi che la vela sia troppo complicata? No excuses, prendi quella scotta in mano comunque.
Ti senti fuori posto lontano dalla terraferma? No excuses, molla gli ormeggi comunque.
La filosofia del "Do It Anyway" applicata alla vela ci insegna che la crescita avviene proprio quando usciamo dalla nostra zona di comfort e smettiamo di giustificare i nostri “I can’t” sostituendoli con dei sani e rinvigorenti "I can".
Non serve amare l'acqua per diventare un bravo velista; serve la determinazione di restare in barca anche quando preferiresti essere altrove. Perché è lì, tra una raffica e l'altra, che scopri una connessione con la natura che non avresti mai immaginato.
Vi consiglio davvero di vedere il video che cito ( e che mi ha ispirato l'articolo) https://www.youtube.com/watch?v=-jCQerxzF48
Se ami il vento, il silenzio e la bellezza della nostra costa, vieni a trovarci. Ti insegneremo che il mare è un meraviglioso compagno di viaggio, anche se preferisci guardarlo dalla spiaggia con una coca cola gelata o uno spritz in mano. Arrivederci a tutti e grazie per la vostra attenzione".
